tra la via emilia e il west

Orbene a tutto c’è rimedio meno che alla morte

Orbene, a tutto c’è rimedio meno che alla morte, sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia. (M. De Cervantes)

Pare impossibile ma oggi vorrei essere a Bologna. Avrei voluto salutare Max, e abbracciare suo fratello e sua madre.

L’ultima volta che sono stata a Bologna, mi sono accorta di aver finalmente fatto pace con una città che ho tanto amato, e che gli eventi mi hanno, ahimé, fatto odiare con tutta l’anima. Bologna la bella, era tornata ad abbracciarmi con il suo dedalo circolare di portici, chiese e viuzze medievali. Passeggiando con un amico per il centro, mi erano man mano tornati in mente tutti gli angolini che avevo amato, le persone a cui avevo voluto bene.

Quel weekend, tra un passo è l’altro avevo deciso che la volta seguente che sarei scesa avrei fatto un salto a salutare Max, nella sua osteria. Max, come molte altre persone, a Bologna, era stato ‘tagliato’ dalla mia vita a un certo punto, di brutto, quando decretai di non voler più avere nulla a che fare con il mio ex-compagno e tutto il suo entourage. Un taglio netto, e via. Continue reading “Orbene a tutto c’è rimedio meno che alla morte”

live @ Torino Beach, tra la via emilia e il west

Cose perse

Quante cose si perdono nell’arco della vita: tempo, occasioni, possibilità, persone, animali, oggetti.

A volte alcune di queste ottengono una seconda vita, in mano ad altri.

A te che hai trovato ciò che io ho perso, abbine cura, dagli una nuova vita. Tienilo al caldo, vogligli bene, come gliene ho voluto io. Goditelo.

Io guardo le mie mani vuote, e mi chiedo come mi siano scivolate così tante cose dalle mani….

“I held a jewel in my fingers
And went to sleep.
The day was warm, and winds were prosy;
I said: “‘T will keep.”

I woke and chid my honest fingers,—
The gem was gone;
And now an amethyst remembrance
Is all I own.”

Emily Dickinson

tra la via emilia e il west

Marmellata di fragole

Ho un debole per la marmellata di fragole: ti riempie la bocca di sapori esotici e dolci, ti porta lontana e ti fa volare alto, ti impiastriccia le mani e ti rimane appiccicata alle dita come una seconda pelle, ti lascia addosso quel gusto zuccherato e intenso.

Poi il barattolo finisce, e tu osservi il vuoto sconsolato alla richerca di qualche rimasuglio. Ti guardi le mani appiccicose, con una acuta nostalgia, cercando con la lingua di rubare tra le dita ancora qualche rimasuglio – ne resta sempre qualche traccia.

E’ una condanna, ti caria i denti e minaccia seriamente il tuo cuore. Ti distrugge lentamente dall’interno, mangiandoti le viscere e l’anima.

E’ dannazione eterna. Ci sarà sempre un’altro barattolo, nascosto in qualche piega del tempo. Poi solo aspettare, in un misto di paura e impazienza, che salti fuori.

La marmellata di fragola ti rimane attaccata alle dita e alle papille gustative per sempre, non te ne puoi liberare.

tra la via emilia e il west

Oggi mi hanno dato della fascista

Fascista… io? Mio nonno, partigiano, si rivolterebbe nella tomba.

Ma pensandoci bene e ripassando i principi basilari dell’ideologia fascista nella sua accezione italiana del termine:

  • il fascismo è un movimento autoritario
  • nazionalista
  • totalitario
  • anticapitalista
  • populista
  • mirato alla protezione della proprietà privata
  • e alla conservazione della divisione in classi sociali.

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live @ Torino Beach, ostinatamente ludica

GiocaTorino 2015 – giochi tra le mani

Questo weekend, come tutti gli anni c’è stato GiocaTorino al Lingotto. Ci ho fatto un salto e ho assaporato giochi vecchi e nuovi, rivisto soprattutto gli amici di GT e di Ludichieri che non vedevo da un po’… (e si, ragazzi, torno a Giocare, promesso).

Mi sono capitati, tra le mani i seguenti: Continue reading “GiocaTorino 2015 – giochi tra le mani”

live @ Torino Beach

sarà la depravazione professionale, però…

…però odio i lavori malfatti.

Per me se si rileva un problema è tutto molto semplice: analisi delle cause, definizione della causa principale, piano di recupero, dimensionamento, obiettivi e poi spingere. SPINGERE. Spingere tutti nella stessa direzione.

Non sopporto l’inconcludenza, il ciurlare nel manico, i voli pindarci. Belli schiacciati a terra e spingere.

Ognuno fa una cosa, quella. Se non può farla, la passa a qualche altro pipistrello. Se smetto di spingere io, spingi tu. Schiacciato a terra, e spingere. Non può e non deve succedere che manchi la pressione dove serve. Via uno, avanti l’altro.

Ma non è così, e io – che lo pretenderei invece – risulto essere quella non empatica, quella che frustra il suo prossimo… di quanto cazzo mi frustriate voi, però non vene frega una sega. E a me i coglioni frullano, ma tanto, non sapete quanto.

live @ Torino Beach

Sei gradi di separazione – ovvero sotto lo stesso cielo

Romolo Giacani, di Viaggi Ermeneutici, mi ha ‘passato’ questo ‘gioco’:

Noi viviamo tutti sotto lo stesso cielo e secondo alcuni studi non ci sono più di 5-6 passaggi a separarci da qualunque altro essere umano su questa terra. Quindi, con un po’ di fortuna si potrebbe fare un breve giro di ‘telefono senza fili’ e mandare un messaggio a chiunque su questa terra…

Ho scelto cinque messaggi, per cinque persone distanti…

Il primo messaggio va a Hayao Miyazaki per dirgli che benché capisca perfettamente le ragioni che lo hanno portato a lasciare la scena creativa, beh, mi dispiace infinitamente perché a lui debbo il mio amore per i manga e il Giappone in genere. Se mai dovesse passare da Torino, troverà una tazza di thé ad attenderlo, e un set di matite per disegnare assieme.

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live @ Torino Beach

La buona notizia è che poi l’amore passa…

L’amore, diceva Bukowsky, è un cane che viene dall’inferno.

Ho amici che si sposano, e altri che si separano. Conosco gente innamorata cotta a vari gradi ricambiata, e gente disperata perché non è ricambiata. Ci sono anche quelli che si tormentano nel senso di colpa per non sapere scegliere tra due amori papabili. C’è gente che molla e gente che viene mollata…

Insomma c’è maretta nell’aria e noi, giovani post-adolescenti in ritardo, siamo dei funamboli dell’amore, con le gambe che tremano e l’abisso sotto il culo.

La buona notizia però, in qualunque situazione vi troviate, è che prima o poi l’amore passa, e la vita riprende a scorrere al suo ritmo. Tic toc, tic toc.

non so quante bottiglie di birra
ho bevuto aspettando che le cose
migliorassero.
non so quanto vino e whisky
e birra
soprattutto birra
ho bevuto dopo aver
rotto con le donne –
aspettando lo squillo del telefono
aspettando il rumore dei passi,
e il telefono non squilla mai
se non molto più tardi
e i passi non arrivano mai
se non molto più tardi.

(Bukowsky –  birra)

Sperando che certi momenti passino lasciando poche cicatrici, sperando che ci sia sempre qualcuno a spalmare balsamo sulle nuove e le vecchie ferite…