kendo & jappy

disquisizioni di iaido

Ultimamente sto aiutando un mio compagnuccio di dojo a rendere efficiente il sito della Do Academy di Torino (ed è anche per questo che scrivo poco), dove faccio kendo. L’amico oltre ad essere un mio sempai (più alto in grado, più anziano in termini di pratica) kedoisticamente parlando e anche un infervorato iaidoka, e da un paio di settimane sta cercando disperatamente di convincermi a darmi (anche) allo iaido.

Amico: Vieni a fare Iaido, provalo su, almeno completi la tua formazione da Samurai. Poi ci sono “giovani” aitanti (n.d.r. qui c’è dell’ironia in merito all’età media della nostra sezione di iaido) 

Io: sai per me i quarantenni potrebbero essere aitanti… è una questione anagrafica. Mi rifiuto, però, di fare uno sport che: 1) si fa di sabato. 2) non prevedere il prendersi a bastonate. Anche se lo iaito è bello eh. bello bello.

Amico:  tanto sabato in autunno starai a casa a mangiare le castagne e poi ha coccolare Gattoscemo mentre guardi qualche recensione del gioco da tavolo di turno; se invece pratichi Iaido almeno maneggi qualcosa che ti piace e ti appaga.

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L’oscuro oggetto del desiderio, lo iaito, è descrivibile per l’immaginario collettivo come una replica delle antiche katane, in materiale diverso ovviamente e non affilata. Insomma una katana che non è un’arma… E per chi gioca a fare il samurai e a prendere a spadate la gente, beh è quanto meno evocativo.

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sotto l’hakama niente… e sopra?

C’è un piccola cosa pruriginosa che non tutti sanno…

molti kendoka uomini, ed alcune kendoka donne fanno kendo senza mutande. Quindi sotto l’hakame ‘niente’. La cosa è normale, a modo suo.

Qualche giorno fa il (anzi la) nostro (anzi nostra) sensei ci consigliava un tot di suburi al giorno durante l’estate per tenerci in allenamento. Visto il caldo massacrante (a Torino non si vive), la proposta ha l’attrattiva di salire la scala reale del forte di Fenestrelle (4000 scalini da mulo) con un cilicio ben stretto alla coscia.

Per aumentare la buona volontà, abbiamo allora cercato delle proposte migliorative:

– kendo in spiaggia?

– kendo con un istruttore molto figo in spiaggia?

– kendo con un istruttore molto figo a torso nudo in spiaggia?

– tanto, già sotto l’hakama niente, facciamo niente anche sopra, che pur l’occhio vuole la sua parte….

A questo giro le #CinquantaSfumatureDiIndaco sono a tema maschile, nelle fantasia dello spogliatoio femminile.

A.A.A. Si cercano fanciulli aiutanti per suburi in spiaggia. Aitanti è la parola chiave.

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Stage di kendo femminile 2/3 Maggio 2015 a Bologna, altroché sesso debole

Questo weekend si è tenuto presso la sede del Musokan di Bologna lo stage di kendo femminile (ufficialmente noto come Progetto Nazionale Sviluppo Kendo Femminile). Non parlerò, in questa sede, delle tantissime cose imparate, delle nuove amicizie e delle grandi qualità tecniche e comunicative della nostra istruttrice.

Quello che mi ha davvero stupito sono loro, o meglio noi, le ragazze (e donne) del kendo.

stage

Il kendo è uno sport a prevalenza maschile e non è certo uno sport per chi ha paura di scheggiarsi le unghie, ma nel kendo le donne ci sono e sono più o meno il 20% del totale dei praticanti, poche o tante che siano. Certo, vedere una ventina di donne – e praticamente solo donne – fare kendo assieme, è raro ed è sicuramente uno spettacolo. Non cambia lo sport, non cambia la tecnica… cambia la leggerezza. Non è più lo scontro di rinoceronti in armatura, ma una giostra di cavallini di razza, più minuti, più leggeri ed per un qualche motivo quasi sempre sorridenti.

Chi si immagina che le ragazze impegnate in questo sport siano dei maschiacci sbaglia. Molte sono decisamente femminili e abbandonata la serietà giapponese che lo sport impone, lo spogliatoio, spesso semi deserto, in questa occasione si è riempito di fragranze esotiche (dallo zucchero filato al cocco, alle spezie), cosette kawaii e piccoli peluche a guardia di zaini e borsoni, smalto e quant’altro. Certo, ci sono anche i maschiacci, e io sicuramente (ma non solo io) ne faccio parte. Ma ci sono anche le fanciulle femminili, e non per questo meno grintose, meno determinate, meno efficaci o meno brave dei loro ‘colleghi’ uomini. Chi immagina che una donna femminile sia un delicato vaso di porcellana, beh farebbe veramente bene a ricredersi.

Il kendo può essere uno sport da donne, credo che ce lo siamo dimostrato abbondantemente.

io riconsidererei il discorso di sesso debole (A. – uno dei nostri quattro valenti sparring partner uomini)