live @ Torino Beach

Sarebbe meglio essere inaffidabili…

C’è una legge infallibile nel genere umano:

  • se tu sei un inaffidabile, uno che non fa il suo dovere, uno su cui non si può contare, nessuno ti biasimerà per la tua condotta ‘volatile’. Al contrario, l’unica volta che ti dimostrerai affidabile invece, verrai lodato e osannato
  • sei tu sei invece, affidabile, ligio, degno di fiducia, allora nessuno ti riconoscerà una lode per essere quello che si da da fare, che sempre è dove deve essere, al suo posto. Se per una strana concatenazione di eventi capita che tu per una volta disattenda le aspettative allora, apriti cielo. Grande biasimo su di te e pubblica umiliazione.

Ne consegue l’unica logica deduzione: è meglio essere inaffidabili, stronzi, sbattersene. Alla peggio nessuno ti dirà nulla oppure, al minimo sforzo, verrai premiato. Mi guardo allo specchio e mi chiedo perché, per Giuda, io sia sempre dalla parte dei ligi.  Continue reading “Sarebbe meglio essere inaffidabili…”

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sarà la depravazione professionale, però…

…però odio i lavori malfatti.

Per me se si rileva un problema è tutto molto semplice: analisi delle cause, definizione della causa principale, piano di recupero, dimensionamento, obiettivi e poi spingere. SPINGERE. Spingere tutti nella stessa direzione.

Non sopporto l’inconcludenza, il ciurlare nel manico, i voli pindarci. Belli schiacciati a terra e spingere.

Ognuno fa una cosa, quella. Se non può farla, la passa a qualche altro pipistrello. Se smetto di spingere io, spingi tu. Schiacciato a terra, e spingere. Non può e non deve succedere che manchi la pressione dove serve. Via uno, avanti l’altro.

Ma non è così, e io – che lo pretenderei invece – risulto essere quella non empatica, quella che frustra il suo prossimo… di quanto cazzo mi frustriate voi, però non vene frega una sega. E a me i coglioni frullano, ma tanto, non sapete quanto.

live @ Torino Beach

Quaranta anni

Nonostante le aspettative ho compiuto quarant’anni.

Ho passato gran parte della mia parte di giovane adulto a dire che vivere oltre i quarant’anni non sarebbe valso la pena, che a quarant’anni la vita si fa noiosa, che è tutto stabilito definito e puoi solo più sopravvivere. Avvicinandomi alla soglia ho temuto che se fosse esistita una qualche divinità mi avrebbe fulminato allo scoccare, per giusto castigo divino.

I vostri dei sono assenti, o troppo occupati. Sono ancora qui che giro, intonsa, perfetta.

Però, devo ammettere di dovermi ricredere: vita stabilita un corno! Da queste parti c’è più tempesta di quando avevo vent’anni. Sono un’adolescente tardiva. Ci sono arrivata con venticinque anni di ritardo. Devo dire però, che guardandomi intorno mi trovo in buona compagnia.

E a chi mi ricorda, con parole cortesi che da grande creperò sola e abbandonata in un ospizio, rispondo con morirò al tavolo da gioco d’un ludospizio, nelle mani i miei meeples blue e attorno al tavolo quelle carogne dei miei ludici amici, ancora più rincoglioniti di adesso.

Però per cortesia smettete di ricordarmi che è stato il mio compleanno, non l’ho presa benissimo.

ostinatamente ludica

Sognando Essen 2015

Lo so, sono un ludico degenere, un essere subumano… anche quest’anno non andrò alla Essen Spiel. Nella prossima vita, anche per questo mi reincarnerò in uno scarafaggio stercorario. E’ un destino già segnato.

Non ci vado, però soffro. Già da ora invidio gli amichetti (so chi siete, infami!) che ci andranno. Soffro e sogno: sogno di scaffali ricolmi di giochi, di giochi introvabili trovati e giochi sottocosto. Ovviamente a fomentare i miei sogni c’è anche la Spiel Preview 2015 di BGG, l’atlante stellare del mio mondo lud’onirico.

Ecco cosa stimola la mia fantasia ES2015:

  • Small City
  • Fram R’Lyeh (Card game)
  • Odissey
  • Clacks (solo perchè è un Disc World game)
  • Reidemeister
  • Chenghuang (Card Game, JPN, che grafica ragazzi!)
  • Haru Ichiban (Di Bruno Cathala, JPN=
  • Takenoko Chibis (un must have!!!)
  • Siggils
  • Wombat Rescue (perché ogni tanto si può essere poco seri…)
  • Bellz (perché ogni tanto si può essere leggeri…)
  • Tatsu (perché ci sono i draghi, e la grafica… che grafica)
  • The Arabian Pots (Autori giapponesi alla riscossa, ovvero giochi stronzi per menti orientali, JPN)
  • The Mistery of Dattakamo
  • Bomarzo (perchè è un buon gioco ed è italiano)
  • For Sale (must have)
  • Machi Koro Millionaire’s row (must have)
  • Steam Time
  • Kitty Paw + Cat box + Cat Tower (Autori giapponesi alla riscossa, ovvero giochi stronzi per menti orientali reloaded, JPN, e poi ci sono i gatti)
  • Exploding kittens (gatti, carte e demenza running wild, perso e rimpianto in kickstarter)
  • Hoyuk + Anatolia (persi e rimpianti in kickstarter)
  • Joraku (JPN, autori giapponesi alla riscossa, con un gioco sensato)
  • Ryu (grafica – di Benoit – e componenti spaventosi…)
  • Bretagne (sosteniamo gli autori italiani, specie se ambientano un gioco nei fari bretoni)
  • Race to the north pole (un bel gioco filandese, no?)
  • Gobble Stones
  • Greenland (ancora going north! Card game)
  • Eko (la grafica di eko, la grafica… e quella vaga lontanissima rassomiglianza con Deus che amo)
  • Time Stories (cooperativo, ma in fondo chi non amerebbe fare il signore del tempo?)
  • A study in Emerald (Neil Gainman, in gioco. Ho detto tutto.)
  • Nippon (Esteticamente orrendo, ma un bel gioco di civilizzazione, JPN)
  • Castellion (L’avete vista la copertina? bene, è tutto quello che se ne sa. Ma intriga)
  • Above & Below (perso e rimpianto in kickstarter)

Quali andranno ad aggiungersi alla – già lunga – wish list?

kendo & jappy

C’è poi sempre una prima volta…

Dopo gli esami di kendo, nel mio kendo sono arrivate un tot di altre prime volte:

  • la mia prima gara, alla gara sociale del Do Academy, il golden shinai. Amo le gare anche meno degli esami, ma si sa, anche questo fa parte del gioco e almeno alla gara sociale è opportuno presentarsi. Vivo in un mondo ed in un universo lavorativo competitivo, mi manca solo di buttare in competizione anche il mio piccolo angolo di serenità mentale… ma in fondo è solo un’amichevole ed una sensazione meno peggio del previsto. SI è visto a tratti del bel kendo e ho avuto modo di fare qualche fotina non poi così male…
  • la prima uscita con il bogu nuovo, allo stage di Calcinato. Avevo assolutamente voglia di collaudare il bogu nuovo, e la prima occasione utile è stata lo stage a Calcinato. Le condizioni climatiche erano proibitive, ma ciò nonostante sono riuscita a trovare un altro pazzoide che partisse da Torino con me. Caldo, caldo allucinante, da perdere la lucidità. Però ci siamo divertiti, e ce la siamo goduta dall’inizio alla fine – sayonare party incluso.
  • la prima picarata di kendo. Io amo le picarate, amo il senso del partire all’avventura per il gusto di farlo, fottendosene della sensatezza, dei kilometri, del percorso, della fatica. Il problema è che i picari sono rari… ma forse neanche poi così rari. Con altri tre loschi individui ci siamo fatti Torino-Lissone, jigeiko, Lissone-Novara, birra, Novara-Torino in una sera. 320 chilometri, un caldo mortale, una stanchezza infinita. Ma ne è valsa la pena. Picariiiii!

Morale? Il kendo mi porta maree di cose e persone nuove, o forse me le porta la vita, visto che ho smesso di tirarmi indietro.

ostinatamente ludica

La Modena Play che non ho vissuto…

Con mia grande disperazione quest’anno ho dovuto saltare, per questioni lavorative, Modena Play (1) 2015.

Abitare ha Torino ha anche, pochi, svantaggi. Se lavori fino quasi alle 19.00 il sabato, e riprendi a lavorare il lunedì alle 8.30, essere alla Play la domenica ha del delirante. Non ce la puoi fare a sopravvivere e a riposarti, se ti sbatti 6 ore – almeno – di viaggio, più tutte le ore necessarie di caos e delirio in loco. Almeno questo dice la testa, questo ho fatto, ma la mia Trilly interiore sta piangendo disperata da giorni.

Si è, come sempre, parlato e straparlato della Modena Play di quest’anno. Molti dicono che sia stata delusiva, molti ne acclamano le novità e compagnia cantando. Non è mia intenzione fare l’analisi di un evento a cui non ho partecipato, altri comunque ne scriveranno molto.

I giochi

I giochi che avrei voluto provare (e forse comperare)

  • Yedo, che mi sono persa negli anni precedenti
  • Epic Resort
  • Pyramid, se ne parla tanto, cavolo quanto se ne sta parlando…
  • Lord of Xidit
  • Field of Arle
  • Coloni imperiali

I giochi che avrei sicuramente comprato, trovandoli

L’anno scorso alla Play non ero in forma o forse dovrei dire che non ero poi così lucida… e non l’ho fatto. Avrei volentieri acquistato quest’anno quei giochi che qualcuno, nelle edizioni precedenti, di fondo mi aveva convinta a lasciare indietro perché non lo convincevano o non gli piacevano. Io invece li ho sempre trovati piacevoli e ora, senza più quella persona attorno, li avrei volentieri acquistati.

  • Tokaido
  • Shear Panic

Altri giochi suscettibili ad acquisto

Beh su BGG (6) ho una lunga lista dei desideri (7), tutti giochi che, se trovati a prezzi avvicinabili, avrei portato volentieri a casa

Gli eventi

Nerdplay 2015

NerdPlay (3) è il premio che viene assegnato all’autore esordiente che ha presentato il miglior suo gioco (valutazione basata su divertimento, giocabilità, pubblicabilità, originalità, qualità dell’eventuale prototipo, pertinenza dell’eventuale ambientazione, equilibrio delle meccaniche di gioco, interazione tra i giocatori, durata media della partita). Quest’anno, o gaudio o gaudio, il premio va all’amico Federico Latini per il suo Maratonda. Spero vivamente di riuscire a congratularmi con l’autore di persona e di provare il mitico gioco.

Goblin Magnifico

La Modena Play 2015 ha visto l’esordio di un nuovo premio ludico tutto italiano: Goblin Magnifico (4). Il premio edito da Tana dei Goblin (2) (TdG da qui in avanti)  premia i giochi migliori editi nell’anno precedente (in questo caso 2014).  Il premio è diviso in due

  • il premio della giuria di esperti (5) (Vince Wir Sind Das Folk – WSDF -, menzione speciale ad Arkwright)
  • il premio del popolo di TdG (Vince Alchimisti)

WSDF personalmente non lo giocherei neanche sotto tortura anche se Arkwright, senza non troppe aspettative, lo proverei volentieri.

Ho però votato con entusiasmo per Alchimisti, che reputo un gioco molto innovativo, sia per la meccanica che per l’integrazione con lo smartphone. Sono quindi molto felice per il risultato ottenuto. E no, a votare non si vinceva nulla. Soupir.

Giapponeserie e Cosplay

La Modena Play è anche il regno del cosplay e di tutte le giapponeserie. Ricordo degli stand gustosissimi dove comprare abbigliamento assurdo, gadget assurdi, e dolcetti giapponesi. Inoltre i giocatori di cosplay, che qui si presentano con costumi spesso artigianali e molto ben elaborati sono sicuramente uno spettacolo.

E poi, poi, ho perso l’occasione di indossare il mio splendido kigurumi da lemure, e questo è un peccato. Un enorme peccato.

lemure

Gli amici

E poi alla Play ci sono gli amici… tutti i goblin di TdG (2) e di TdG Bologna, i ragazzi dell’Evolution, Un po’ di gente da GiocaTorino e da Ludichieri, insomma i miei fratellini ludici tutti nello stesso posto. Si sono divertiti molto, sembra. Un abbraccio virtuale a tutti loro.

Link

  1. Modena Play
  2. Tana dei Goblin
  3. Nerd Play Award
  4. Goblin Magnifico
  5. Giuria di Goblin Magnifico
  6. Board Game Geek
  7. La mia wish list su BGG
live @ Torino Beach

Se tu venissi a Torino

Se tu venissi a Torino ti porterei a vedere la pianura padana che si apre ai piedi della sacra di San Michele,  ti insegnerei a costruire gli igloo di neve, sulle mie montagne,  ti porterei a conoscere le marmotte impudenti che sembrano assunte dalla proloco o se dormono ancora andremmo a cercare gli scoiattoli al Valentino.

Se tu venissi a Torino ti poterei le notti a Pinerolo ad annusare il profumo della Galup che sforna i panettoni e altre ghiottonerie,  ti farei assaggiare i Gofri al lardo, su una piazza spersa tra le montagne,  ti insegnerei a camminare nei boschi senza perdere la strada.

Se tu venissi a Torino passeremmo un pomeriggio a ingozzarci di cioccolata calda sotto i portici del centro,  gireremmo a vuoto tra le strade secolari mentre ti racconto leggende secolari,  osserveremo la gente muoversi come formiche dall’alto della mole antonelliana ridendo.

Se tu venissi a Torino, anche questo maggio sarebbe un bel maggio. E anche se non verrai, a Torino, quest’anno sarà un bel maggio lo stesso.

kendo & jappy

Piccole samurai crescono

E alla fine anche io ho messo il men.

Foto di David Jubert su Flickr.
Foto di David Jubert su Flickr. (No, non sono io nella foto)

Da grande farò il samurai (questa si chiama ebrezza da Campionati nazionali 2015), come Tomoe Gozen come Nakano Takeko.

Nakano Takeko
Nakano Takeko

Lo so, le samurai giapponesi essenzialmente – anche se non unicamente – si dedicavano alla naginata. Mi riservo la licenza di continuare a far kendo, io.

live @ Torino Beach

finché non lo dici non é reale

Nulla esiste, nulla è reale finché non prendi il coraggio di dirlo ad alta voce.

Quando ti fermi, metti in ordine le parole, le accetti e ci metti il fiato per dar loro una dignità di realtà allora si, quella sensazione, quel sentimento, quell’idea immediatamente si materializza nella realtà ed esce da mondo onirico della tua testa. Da quel momento non puoi più ritirarla indietro, da quel momento esiste, vive di vita propria e interagisce con gli altri autonomamente, ma tu ne resti l’unico responsabile.

Per questo a volte vale la pena di fermarsi e parlare. A volte è necessario dare voce a quello che è ovvio, a quello che è palese, per dargli una vita autonoma. Altre volte invece è decisamente opportuno tenere la bocca chiusa e relegare certi oggetti nei nostri mondi onirici.

Scrivere, scrivere, invece, è una ipocrita via di mezzo.  A nessuno, infatti, è mai chiaro quale sia il confine tra la licenza letteraria e le tue vere intenzioni. Sono ipocrita, mi nascondo tra le sfumature di questo grigio (e no, non le 50 sfumature di grigio del libro famoso…)