il mondo attorno, live @ Torino Beach

Quando la tua vita è in mano ad altri…

Ieri e morto Max Fanelli, malato di SLA. Max era da tempo immobile – affidato alle macchine – e comunicava con il mondo attraverso al battito di un occhio solo (l’unica cosa che ancora riusciva a muovere), prontamente interpretato da una macchina. Max, da tempo, voleva morire. E’ stato un paladino, come Piergiorgio Welby e Peppino Englaro, della battaglia per il fne vita, l’eutanasia legale, il testamento biologico.

Max avrebbe voluto morire prima, come Piergiorgio, come – si presume – Eluana. Abbiamo lasciato morire Max divorato dalla sua malattia, soffrendo orrendamente e sentendosi prigioniero del suo corpo inabile e di una società bigotta. Non oso immaginarne il dolore e l’angoscia.  Costringiamo tantissima gente a fare i salti mortali, per morire, benché non abbiano alcuna speranza di una vita decente. Li costringiamo ad andare all’estero, a fare battaglie terribili e disumane per il loro diritto a morire (o a lasciar morire i loro cari). Continue reading “Quando la tua vita è in mano ad altri…”

tra la via emilia e il west

Se tu desideri di essere con qualcuno, non ci sei forse già?

<<Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena. Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prender parte alla tua festa.
Non vedo l’ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia – quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse: “Ci capisco ben poco, in quel che dici, ma men che mai capisco come mai tu ci vada, a questa festa”.
“Ma sicuro che vado, alla festa” dissi io. “Cos’è che ti riesce tanto difficile da capire?”

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tra la via emilia e il west

Polaroid di un altro tempo (7)

Lo spazio di un respiro, un breve sguardo ad assaporare luce ed aria della terra ti è stato sufficiente e già di troppo, ti sei assopito e non ti desterai. Ma forse in uno sguardo, in un anelito ti apparvero d’un tratto tutti i giochi e della vita tutte le sembianze,  e inorridito ti ritraesti.

(Hermann Hesse)

live @ Torino Beach

in Fa# minore

A casa mia ci sono tra i 24°C e i 26°C, d’inverno. Meraviglia del riscaldamento centralizzato. A casa mia, d’inverno, si fa nudismo domestico, e i gatti hanno il pelo più corto che in estate. A casa mia. d’inverno, il piumone è un oggetto decorativo che serve a dar volume ai bei copripiumoni colorati marca IKEA che appestano le case di ogni bohemien (ovvero squattrinato quarantenne). Il piumone lo usi per coprirti si e no un piede, la notte, altrimenti rischi di morire di disidratazione, come se ti addormentassi in sauna. Casa mia d’inverno ha preso il nome di Torino Beach, abbiamo anche gli ombrelloni e la sabbia, di bentonite.

Eppure, l’altra mattina all’alba, mi sono svegliata con un brivido glaciale, battendo forte i denti per un attimo. In una casa caldissima, per un attimo mi si sono rizzati i capelli piccoli sulla nuca, incapace di smettere di tremare. Un freddo devastante, innaturale, proveniente dal profondo dell’anima (se ne ho una), o giù di lì, quasi come se la nera signora mi fosse passata vicino e mi avesse accarezzato i capelli. Continue reading “in Fa# minore”

geek & nerd

Riflessi(oni) di tecnologia alla soglia del 2016

La tecnologia ha rallentato, o meglio l’inventiva tecnologica ha rallentato vistosamente.

Correva la fine degli anni 2000, la Violet, in Francia, buttò fuori – per poi fallire poco dopo alcuni piccoli aggeggi che ci hanno fatto sognare forte la domotica: il nazbatag, il mirror e gli annessi e connessi. La violet dava ‘vita’, tramite accesso in rete, app e tecnologia RFID agli oggetti. La Violet è fallita portandosi nella tomba queste piccole meraviglie (anche di design) e il grosso della ricerca di utilizzo sugli RFID in Europa.

Negli stessi anni, la Ugobe crea il Pleo, animale da compagnia ‘sintetico’. Nelle intenzioni inziali il Pleo doveva essere dotato di intelligenza artificiale, di autoapprendimento e di chip di personalità. Inoltre poteva essere programambile, in teoria. Una meraviglia del cyber, nelle intenzioni. Ma la Ugobe anche essa – nonostante le favolose vendite del Pleo fallisce e lo splendido cyber pet, in mano ad altri si trasforma in poco più di un furby deambulante. Continue reading “Riflessi(oni) di tecnologia alla soglia del 2016”