live @ Torino Beach

Vita da topo di laboratorio

Pensaci, fai la vita del ratto.

Un segnale al mattino ti fa alzare, e tu bravo bravo ti vesti. Prendi la macchina, vai al lavoro e ti siedi. A pranzo ti alzi, prendi il vassoio, le posate e il coltello, ti metti in fila pigi il tastino giusto e ottieni il cibo, altro percorso, altro tastino… acqua e poi caffé. Ti siedi consumi, metti le stoviglie negli spazi indicati… Esci fai il giro dell’isolato, pigi un tastino… ascensore. Ti siedi al tuo posto, pigi sui tasti.

All’ora X esci, ti siedi in macchina e torni a casa. Mangi un boccone, ti schianti davanti alla televisione… 8 ore dopo un segnale ti sveglia e ripeti il giro.

Se sei un bravo ratto a natala hai la tredicesima, per comprarti un vestitino nuovo, o un tv più grande, o lucidare la macchina.

Buongiorno, ratto! benvenuto nella tua autocoscienza.

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Consigli stupidi per essere felici

Leggo, con un certo stupore, un articolo intitolato “15 consigli per ritrovare il benessere e il buonumore da subito”…

  1. abbraccia qualcuno. Certo, mi sermbra normale andare da qualcuno e abbracciarlo per sentirmi meglio, le persone sono peluche no? Stanno lì apposta perché tu le abbracci per star meglio, a disposizione.
  2. Fai una passeggiata nel verde. Avendo il tempo da perdere saltellando in giro… volentieri, ma non l’ho. E comunque camminare nel parco non mi ha mai cambiato l’umore, mica sono luogo-patica.
  3. Mangia una macedonia colorata, che il colore della macedonia mette allegria e poi le vitamine fanno bene. Allora, il cibo è cibo, non mette allegria che sia grigio o colorato e poi è autunno e non c’è frutta. Ma davvero, il vostro umore cambia anche con il colore del cibo?!? Al più posso prendere una pasticca di integratori.
  4. Bevete un bicchier d’acqua, potreste essere disidratati. Sul serio? Sul serio c’è gente che si dimentica di avere sete e di bere? Ma il QI medio dei lettori cos’è  – 5 anni?
  5. Una corsa rilassante. Che?!?!? La attività fisica più noiosa della terra dovrebbe mettere qualcuno di buon umore? Ma davvero? Non è che questa stronzata del running vi è un po’ sfuggita di mano? Sei incazzato, vai a correre. Hai l’influenza, vai a correre. Non resti incinta, vai a correre. Hai problemi economici, vai a correre. Un bambino ha il cancro, organizziamo una corsa…
  6. Fai meditazione. Si una cosa da cinque minuti… Ammesso e non concesso che la meditazione serva. Non è comunque una cosa che improvvisa così, senza averla mai fatta da un momento all’altro.
  7. Beviti un frullato. E daje con sta frutta salutare. Al massimo mangiati del cioccolato che almeno è porvato che induca la produzione di serotonina.
  8. Fai dei respire profondi. No, non sto partorendo e non ho neppure un’attacco di panico.
  9. Annusa un fiore o fai un trattamento di aromaterapia. Davvero?!? Davvero?!? La scienza del niente a 50 euro l’ora… Davvero?!?
  10. Uno snack salutare, non zuccherino. Tipo, trova la felicità rosicchiando un finocchio… L’aromaterapia si, un po’ di sani zuccheri o cioccolata che di fatto hanno un effetto provato scientificamente sull’umore no. hmmm.
  11. Una seduta di yoga, che garantisce il rilassamento immediato. Si, se sei un praticante di yoga esperto, altrimenti fatichi e smadonni…
  12. elenca 10 aspetti positivi della tua vita… ferma. Se avessi 10 aspetti positivi non sarei incazzata. Mi prendete in giro?!?
  13. Fai una buona azione. No vabbeh, cattodementi. Non so cosa sia una buona azione, e dubito sinceramente che mi metterebbe di buon umore
  14. una tazza di te per rilassarsi. Il te contiene teina, che non è un rilassante. E’ un controsenso
  15. Pianfica un viaggio. Avessi i soldi e il tempo, magari mi metterebbe di buon uomre. Ma non ho né l’uno né l’altro ed è forse questo il motivo per cui mi girano

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Storie di altri mondi

Superpoteri

Seduti al tavolo di un ristorante in un centro commerciale, tra un morso di hamburger e l’altro, un vecchio amico mi interroga:

“Se potessti avere un superpotere, uno solo, quale superpotere vorresti?” mi chiede.

“Cagare soldi” rispondo secca.

“Cagare soldi?” dice guardandomi con aria stupita.

Cerco di spigarmi: “Si così non dovrei rientrare in quel posto di merda a farmi il culo tutto il giorno, per pagarmi il mangiare e gli sfizi… mi burcerebbe un po’ il culo probabilmente, ma secondo me ci guadagno lo stesso”

Ride e incalza: “Ma dai, un superpotere serio… A parte cagare soldi, quale superpotere vorresti?”

“il teletrasporto, allora” affermo dubbiosa

Già più convinto, l’amico, risponde: “effettivamente il teletrasporto è un bel potere…” Continue reading “Superpoteri”

il mondo attorno, live @ Torino Beach

Quando la tua vita è in mano ad altri…

Ieri e morto Max Fanelli, malato di SLA. Max era da tempo immobile – affidato alle macchine – e comunicava con il mondo attraverso al battito di un occhio solo (l’unica cosa che ancora riusciva a muovere), prontamente interpretato da una macchina. Max, da tempo, voleva morire. E’ stato un paladino, come Piergiorgio Welby e Peppino Englaro, della battaglia per il fne vita, l’eutanasia legale, il testamento biologico.

Max avrebbe voluto morire prima, come Piergiorgio, come – si presume – Eluana. Abbiamo lasciato morire Max divorato dalla sua malattia, soffrendo orrendamente e sentendosi prigioniero del suo corpo inabile e di una società bigotta. Non oso immaginarne il dolore e l’angoscia.  Costringiamo tantissima gente a fare i salti mortali, per morire, benché non abbiano alcuna speranza di una vita decente. Li costringiamo ad andare all’estero, a fare battaglie terribili e disumane per il loro diritto a morire (o a lasciar morire i loro cari). Continue reading “Quando la tua vita è in mano ad altri…”

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Messaggi dal tuo gruppo di lavoro

Lunedì sera. C’è un passaggio in produzione all’ultimo minuto e tu devi / vuoi andare a kendo. E il tuo gruppo di lavoro lo sa… Poi, poco prima dell’allenamento ti arriva sul cellulare il messaggio

“Allenati serena. E’ tutto in produzione! Buona serata.”

Ehhhh… quando i tuoi collaboratori ti conoscono, ti capiscano e soprattutto ci tengono a te.

どうもありがとう

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Direi che la morte lenta è lontana

<<…Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica…>>

(A Morte Devagar – Martha Madeiros, 2000)

Oggi ho capovolto un tavolo, non sono infelice sul mio lavoro, come sempre navigo a vista nell’incerto scansando consigli. Ho un viaggio nel cassetto e un sogno attaccato allo zaino. La musica in cuffia e un libro mi aspetta a casa sul comodino.

Direi che la morte lenta è molto lontana.

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Riesci ancora a dormire?

“Ma toglimi una curiosità, tu, che sei il PM su questo progetto, riesci ancora a dormire la notte?”

“Guarda io già dormivo male prima, per motivi miei. Non mi fa grande differenza dormire male per un motivo o per l’altro”

Scene d’ordinaria follia su un progetto sfidante.

 

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Lettera a babbo natale 2015

Caro Babbo Natale,

visto come si muove il mondo in questo fine 2015, deduco che sei emigrato a Honolulu. Probabilmente hai fatto bene, dovrei farlo anche io.

Se per caso invece sei lì a preparare pacchetti in quel di Rovaniemmi, Babbo, quest’anno per Natale vorrei delle risposte: Continue reading “Lettera a babbo natale 2015”

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aria fritta non fa tempura

Quando ho cominciato a lavorare io, era solito girare, tra gli uffici, un divertente foglietto con disegnato un omino alla scrivania annoiato e la dicitura: Ti senti solo? ti stai annoiando? Indici una riunione

Qualche anno dopo girava un’altro amabile foglietto, quello della ‘parole chiave’ della riunione. Andavi in riunione portandotelo dietro e man mano che sentivi i paroloni allineati su quel foglietto, le sottolineavi. A fine giornata, coi colleghi d’ufficio si faceva a gara a chi ne aveva (di paroloni tecno-farsaici) sentiti di più.

Ora sono passati quattordici anni dalla mia prima riunione lavorativa, e il gusto della minestra è sempre quello: indici una riunione di mezz’ora, sai a che ora entri, ma non sai a che ora ne esci, né con quale risultato. Se acchiappi un pesciolino, una piccola soluzione, una scappatoia, in un mare di aria fritta di alcune ore, sei contento. Spesso torni con la lenza vuota, e un’altra riunione da indire. Continue reading “aria fritta non fa tempura”