tra la via emilia e il west

Marmellata di fragole

Ho un debole per la marmellata di fragole: ti riempie la bocca di sapori esotici e dolci, ti porta lontana e ti fa volare alto, ti impiastriccia le mani e ti rimane appiccicata alle dita come una seconda pelle, ti lascia addosso quel gusto zuccherato e intenso.

Poi il barattolo finisce, e tu osservi il vuoto sconsolato alla richerca di qualche rimasuglio. Ti guardi le mani appiccicose, con una acuta nostalgia, cercando con la lingua di rubare tra le dita ancora qualche rimasuglio – ne resta sempre qualche traccia.

E’ una condanna, ti caria i denti e minaccia seriamente il tuo cuore. Ti distrugge lentamente dall’interno, mangiandoti le viscere e l’anima.

E’ dannazione eterna. Ci sarà sempre un’altro barattolo, nascosto in qualche piega del tempo. Poi solo aspettare, in un misto di paura e impazienza, che salti fuori.

La marmellata di fragola ti rimane attaccata alle dita e alle papille gustative per sempre, non te ne puoi liberare.

tra la via emilia e il west

Se tu desideri di essere con qualcuno, non ci sei forse già?

<<Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena. Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prender parte alla tua festa.
Non vedo l’ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia – quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse: “Ci capisco ben poco, in quel che dici, ma men che mai capisco come mai tu ci vada, a questa festa”.
“Ma sicuro che vado, alla festa” dissi io. “Cos’è che ti riesce tanto difficile da capire?”

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kendo & jappy

Il lungo viaggio di un bogu

Il mio bogu, comprato in Giappone, ha viaggiato in una settimana più a lungo di quanto non viaggerò io in tutto l’anno. E lo ha fatto a tempo di record.

Giovedì, Luglio 09, 2015 Luogo Tempo
20 Spedizione Consegnata – Firmata da : TURIN 11.22
19 Spedizione in consegna TURIN – ITALY 9.39
18 Spedizione arrivata – TURIN – ITALY TURIN – ITALY 9.17
17 Spedizione in transito – MILAN – MALPENSA – ITALY MILAN – MALPENSA – ITALY 7.12
15 Spedizione sdoganata MILAN – MALPENSA – ITALY MILAN – MALPENSA – ITALY 6.34
13 Gestione documentazione doganale in corso MILAN – MALPENSA – ITALY 5.46
12 Spedizione in transito – LEIPZIG – GERMANY LEIPZIG – GERMANY 4.38
10 Spedizione in transito – LEIPZIG – GERMANY LEIPZIG – GERMANY 1.04
Mercoledì, Luglio 08, 2015 Luogo Tempo
9 Spedizione in transito – FRANKFURT – GERMANY FRANKFURT – GERMANY 19.35
7 Spedizione in transito – FRANKFURT – GERMANY FRANKFURT – GERMANY 17.13
Martedì, Luglio 07, 2015 Luogo Tempo
6 Spedizione in transito – TOKYO – JAPAN TOKYO – JAPAN 21.38
4 Spedizione in transito – TOKYO – JAPAN TOKYO – JAPAN 19.28
3 Spedizione in transito – FUKUOKA – JAPAN FUKUOKA – JAPAN 15.26
1 Spedizione ritirata FUKUOKA – JAPAN 10.56

Visto che è stato ordinato il 2 di Luglio nel pomeriggio, direi che a AJB e DHL hanno fatto un discreto miracolo.  Peraltro il bogu stesso è decisamente bellino, le misure perfette. Bravi e grazie.

 

live @ Torino Beach

Vecchie conoscenze

Poi incontri un vecchio collega in coda per donare il sangue. E’ un collega di un paio di vite fa, uno di quelli con cui hai passato giornate lunghe, giornate pesanti.

tutto bene?” mi chiede

si tutto benissimo

cosa ci fai da queste parti?

sto di nuovo qui, ora

allora ho già capito come è andata

beh, non può andare sempre tutto bene” rispondo “comunque ora va bene

E mi abbraccia forte. Rimango lì un po’ inebetita e, per l’ennesima volta, con la sensazione di essere tornata a casa, con la certezza che gli amici, se sono davvero tali, rimangono tali, al di là dei chilometri, dei casini, del tempo che non ci si è incontrati.

 

ostinatamente ludica

La Modena Play che non ho vissuto…

Con mia grande disperazione quest’anno ho dovuto saltare, per questioni lavorative, Modena Play (1) 2015.

Abitare ha Torino ha anche, pochi, svantaggi. Se lavori fino quasi alle 19.00 il sabato, e riprendi a lavorare il lunedì alle 8.30, essere alla Play la domenica ha del delirante. Non ce la puoi fare a sopravvivere e a riposarti, se ti sbatti 6 ore – almeno – di viaggio, più tutte le ore necessarie di caos e delirio in loco. Almeno questo dice la testa, questo ho fatto, ma la mia Trilly interiore sta piangendo disperata da giorni.

Si è, come sempre, parlato e straparlato della Modena Play di quest’anno. Molti dicono che sia stata delusiva, molti ne acclamano le novità e compagnia cantando. Non è mia intenzione fare l’analisi di un evento a cui non ho partecipato, altri comunque ne scriveranno molto.

I giochi

I giochi che avrei voluto provare (e forse comperare)

  • Yedo, che mi sono persa negli anni precedenti
  • Epic Resort
  • Pyramid, se ne parla tanto, cavolo quanto se ne sta parlando…
  • Lord of Xidit
  • Field of Arle
  • Coloni imperiali

I giochi che avrei sicuramente comprato, trovandoli

L’anno scorso alla Play non ero in forma o forse dovrei dire che non ero poi così lucida… e non l’ho fatto. Avrei volentieri acquistato quest’anno quei giochi che qualcuno, nelle edizioni precedenti, di fondo mi aveva convinta a lasciare indietro perché non lo convincevano o non gli piacevano. Io invece li ho sempre trovati piacevoli e ora, senza più quella persona attorno, li avrei volentieri acquistati.

  • Tokaido
  • Shear Panic

Altri giochi suscettibili ad acquisto

Beh su BGG (6) ho una lunga lista dei desideri (7), tutti giochi che, se trovati a prezzi avvicinabili, avrei portato volentieri a casa

Gli eventi

Nerdplay 2015

NerdPlay (3) è il premio che viene assegnato all’autore esordiente che ha presentato il miglior suo gioco (valutazione basata su divertimento, giocabilità, pubblicabilità, originalità, qualità dell’eventuale prototipo, pertinenza dell’eventuale ambientazione, equilibrio delle meccaniche di gioco, interazione tra i giocatori, durata media della partita). Quest’anno, o gaudio o gaudio, il premio va all’amico Federico Latini per il suo Maratonda. Spero vivamente di riuscire a congratularmi con l’autore di persona e di provare il mitico gioco.

Goblin Magnifico

La Modena Play 2015 ha visto l’esordio di un nuovo premio ludico tutto italiano: Goblin Magnifico (4). Il premio edito da Tana dei Goblin (2) (TdG da qui in avanti)  premia i giochi migliori editi nell’anno precedente (in questo caso 2014).  Il premio è diviso in due

  • il premio della giuria di esperti (5) (Vince Wir Sind Das Folk – WSDF -, menzione speciale ad Arkwright)
  • il premio del popolo di TdG (Vince Alchimisti)

WSDF personalmente non lo giocherei neanche sotto tortura anche se Arkwright, senza non troppe aspettative, lo proverei volentieri.

Ho però votato con entusiasmo per Alchimisti, che reputo un gioco molto innovativo, sia per la meccanica che per l’integrazione con lo smartphone. Sono quindi molto felice per il risultato ottenuto. E no, a votare non si vinceva nulla. Soupir.

Giapponeserie e Cosplay

La Modena Play è anche il regno del cosplay e di tutte le giapponeserie. Ricordo degli stand gustosissimi dove comprare abbigliamento assurdo, gadget assurdi, e dolcetti giapponesi. Inoltre i giocatori di cosplay, che qui si presentano con costumi spesso artigianali e molto ben elaborati sono sicuramente uno spettacolo.

E poi, poi, ho perso l’occasione di indossare il mio splendido kigurumi da lemure, e questo è un peccato. Un enorme peccato.

lemure

Gli amici

E poi alla Play ci sono gli amici… tutti i goblin di TdG (2) e di TdG Bologna, i ragazzi dell’Evolution, Un po’ di gente da GiocaTorino e da Ludichieri, insomma i miei fratellini ludici tutti nello stesso posto. Si sono divertiti molto, sembra. Un abbraccio virtuale a tutti loro.

Link

  1. Modena Play
  2. Tana dei Goblin
  3. Nerd Play Award
  4. Goblin Magnifico
  5. Giuria di Goblin Magnifico
  6. Board Game Geek
  7. La mia wish list su BGG
live @ Torino Beach

Riconoscersi a pelle

Con alcune persone c’è feeling immediato.
Ti incroci, ti scambi uno sguardo e ti stai simpatico a pelle. Ed in genere la simpatia è reciproca. Le persone si annusano e si riconoscono affini, come i gatti (cit.).

Funziona un po’ come i colpi di fulmine, è una rivelazione a ciel sereno, ma in questo caso l’amore, per fortuna, non sempre c’entra. La birra forse c’entra di più. O forse dovrei dire che la birra c’entra sempre, i miei pochissimi ‘affini’ li ho conosciuti tutti davanti a una birra.

Io non sono particolarmente socievole. La mia socialità è spesso un esercizio di stile per dominare una timidezza limitante e un po’ invadente. Chi mi conosce un po’ bene sa che posso passare delle ore in silenzio in mezzo a un gruppo di amici, a scrutare timidamente fuori dalla mia boccia di vetro. Faccio il pesce rosso, osservo da dietro il vetro e non comunico. Lo facevo spesso una volta. Da febbraio dell’anno scorso esercitare la socialità è diventata una necessità primaria, per cui – man mano – sono diventata un po’ più brava. Ancora adesso però, benché mi sia divenuto semplice conoscere nuove persone e abbastanza facile metterle a loro agio, ho una grande difficoltà a entrare in confidenza con gli altri, a sentirmi, io, a mio agio. Ci metto tantissimo tempo, faccio molta fatica e in fondo davvero a mio agio con la maggior parte delle persone non mi ci trovo mai.

Per me l’amicizia a pelle è una splendida (e alquanto rara) alternativa. Trovarsi d’incanto a proprio agio ed in sintonia con qualcun altro / qualcun’altra è una magia di cui non mi so capacitare, ma che adoro profondamente.

(alle sere inaspettatamente corse via veloci, dietro una birra)

“…venivano dai più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l’universo, e invece neanche si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo,  il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso  – questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall,  perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi, mai – lontani abbastanza – per trovarsi – lo erano quei due, lontani più di chiunque altro… (Baricco – Oceano Mare)”

kendo & jappy

Campionati italiani kendo 2015, io c’ero (in tribuna)

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Il kendo è uno sport poco noto in Italia, uno sport per pochi, potrei quasi dire per ‘strani’.

Il weekend scorso (7-8 marzo 2015) si è tenuta a Torino la finale dei campionati italiani 2015. La finale individuale si è tenuta sabato e la finale a squadre domenica.

Miracolosamente, tra lavoro ed impegni di vario genere, sono riuscita a ritagliarmi qualche sprazzo di tempo entrambi i giorni (domenica al vero proprio poco), per poter guardare del bel kendo – incantevole la finale maschile – e per poter fare un po’ di compagnia ai ragazzi – e all’unica ragazza, gran donna! – del mio dojo torinese (Do Academy Torino) e del mio ex-dojo bolognese (Musokan kendo club) impegnati nelle gare.

E’ stato un immenso piacere passare un po’ di tempo con il Musokan (mi mancano molto quei ragazzacci!) e rivedere il mio splendido maestro (non me ne vogliano i maestri del Do Academy, sono grandiosi anche loro, ma si sa, il primo maestro di kendo non si scorda mai!) che mi ha inoltre portato il tenugui del Musokan – grazie infinite.

Purtroppo le gare non sono andate come avrei sperato… un po’ per sfiga, un po’ perché al vero c’è poi sempre, prima o poi, qualcuno più bravo di quelli che tu reputi i più bravi. Così non ho potuto assistere a nessuna finale Musokan/Do Academy (e mi sono risparmiata l’angoscia di non sapere per chi tifare, al vero), e non ho visto nessuno dei miei amici salire sul podio, ma… l’importante è essere arrivati fin là, no? Già questo è da ritenersi un successo. Bravi, ragazzacci, bravi. Non ve la prendete la prossima volta andrà meglio (o peggio, ma in fondo che importa?).

Piccole delusioni a parte, si è visto del signor kendo – e se pensando che siamo in Italia soltanto, dove il kendo non tira fuori chissaché, non so immaginarmi cosa sia una finale nazionale in Giappone. “Questo è niente” mi diceva un amico seduto accanto a me sugli spalti. Si sono viste anche mazzate da orbi (ahia!). Ed infine si è visto il kendo alla ‘famolo strano’, ovvero il nito (kendo con due shinai – mi hanno spiegato che no, non ci piace, ed in effetti non è esattamente una beltà a vedersi) e il kendo con la guardia in jodan (ci piace un po’ di più mi dicono, ma non abbastanza).

A margine oltre agli amici e ai bei gesti atletici, beh c’era la bancarella kendosa, da cui ho portato via un giapponesissimo maneki neko da appendere al porta shinai. Piccoli particolari di ordinaria demenza.

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(potete leggere l’ articolo sui nazionali del Do Academy)

tra la via emilia e il west

viaggi in car sharing

Ho una vita complicata, sospesa tra due regioni (quando va bene) che confinano per un lembo sottilissimo di terra.

Viaggio molto, ho viaggiato molto negli ultimi anni e qualche mese fa, per contenere i costi, ho scoperto il car sharing. Attraversare la pianura padana in macchina con altre tre o quattro persone fino a pochi minuti prima sconosciute e sicuramente economico, e a volte decisamente divertente.

Di recente mi è capitato di fare la lunga traversata in compagnia di due attori di operetta e di una studentessa di lettere cinese, con un italiano un bel po’ zoppicante. Ne è venuto fuori un viaggio ilare, tra italiano e inglese, parole sbagliate, spezzoni di Cincillà, dissertazioni sui significati dei nomi (la mia passeggera si chiamava ‘mattino di sole’ e non riusciva a capacitarsi del fatto che il mio nome fosse semplicemente un nome, senza significato specifico) e analisi delle differenze culturali e linguistiche.

Ho scoperto così che:

  • in media noi non abbiamo rapporti con i cinesi ‘colti’, questi sono affascinanti e pieni di cose da raccontare
  • per gli orientali l’italiano è una lingua inaffrontabile
  • che agli occhi di un cinese noi siamo davvero strani, timidi, asociali, cupi
  • che la città più congestionata d’Italia rispetto a Pechino sembra il deserto dei tartari
  • che in Italia si rappresenta ancora l’operetta
  • che c’è gente che riesce a vivere facendo l’attore e che di fondo vive in perenne viaggio, tournée, di città in città, di paese in paese. Come esistessero ancora le vecchie compagnie teatrali, perennemente in strada con i loro carrozzoni.
  • che la vita dell’attore assomiglia molto a un continuo reality itinerante
  • che l’amore è un casino per tutti, anche in Cina.
  • che la gente fa figli spesso perché a paura di morire da sola.

Non tutti i viaggi, ammetto, sono così affascinanti, ma chi fosse interessato alla questione, può provare a iscriversi su blablacar.

tra la via emilia e il west

Au revoir les enfants

A Bologna e Ferrara ho lasciato persone e posti. Posti che chiamavo casa, con molto più sentimento di casa mia:

  • La Tana del Luppolo di JB
  • Il Circolo Evolution
  • La palestra del Musokan
  • Il campo volo do Castel Maggiore
  • Casa Calvart
  • Casa Ferrarese
  • Casa Grillenzoni

Alcune delle persone che vi ho conosciuto e alcune delle altre che ho conosciuto in varie peregrinazioni virtuali e reali sono state parte integrante della mia vita randagia in Emilia Romagna.

A loro vanno i miei più sentiti ringraziamenti, un buono di invito a Torino Beach, un abbraccio e una promessa di ritornare a trovarli presto e spesso.

Spero di essere riuscita a salutare tutti, mi mancheranno

ricorda coloro che ti vogliono bene te li porti sempre con te (EDA, 24/11/2014)