live @ Torino Beach

Direi che la morte lenta è lontana

<<…Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica…>>

(A Morte Devagar – Martha Madeiros, 2000)

Oggi ho capovolto un tavolo, non sono infelice sul mio lavoro, come sempre navigo a vista nell’incerto scansando consigli. Ho un viaggio nel cassetto e un sogno attaccato allo zaino. La musica in cuffia e un libro mi aspetta a casa sul comodino.

Direi che la morte lenta è molto lontana.

kendo & jappy

disquisizioni di iaido

Ultimamente sto aiutando un mio compagnuccio di dojo a rendere efficiente il sito della Do Academy di Torino (ed è anche per questo che scrivo poco), dove faccio kendo. L’amico oltre ad essere un mio sempai (più alto in grado, più anziano in termini di pratica) kedoisticamente parlando e anche un infervorato iaidoka, e da un paio di settimane sta cercando disperatamente di convincermi a darmi (anche) allo iaido.

Amico: Vieni a fare Iaido, provalo su, almeno completi la tua formazione da Samurai. Poi ci sono “giovani” aitanti (n.d.r. qui c’è dell’ironia in merito all’età media della nostra sezione di iaido) 

Io: sai per me i quarantenni potrebbero essere aitanti… è una questione anagrafica. Mi rifiuto, però, di fare uno sport che: 1) si fa di sabato. 2) non prevedere il prendersi a bastonate. Anche se lo iaito è bello eh. bello bello.

Amico:  tanto sabato in autunno starai a casa a mangiare le castagne e poi ha coccolare Gattoscemo mentre guardi qualche recensione del gioco da tavolo di turno; se invece pratichi Iaido almeno maneggi qualcosa che ti piace e ti appaga.

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L’oscuro oggetto del desiderio, lo iaito, è descrivibile per l’immaginario collettivo come una replica delle antiche katane, in materiale diverso ovviamente e non affilata. Insomma una katana che non è un’arma… E per chi gioca a fare il samurai e a prendere a spadate la gente, beh è quanto meno evocativo.

ostinatamente ludica

Sognando Essen 2015

Lo so, sono un ludico degenere, un essere subumano… anche quest’anno non andrò alla Essen Spiel. Nella prossima vita, anche per questo mi reincarnerò in uno scarafaggio stercorario. E’ un destino già segnato.

Non ci vado, però soffro. Già da ora invidio gli amichetti (so chi siete, infami!) che ci andranno. Soffro e sogno: sogno di scaffali ricolmi di giochi, di giochi introvabili trovati e giochi sottocosto. Ovviamente a fomentare i miei sogni c’è anche la Spiel Preview 2015 di BGG, l’atlante stellare del mio mondo lud’onirico.

Ecco cosa stimola la mia fantasia ES2015:

  • Small City
  • Fram R’Lyeh (Card game)
  • Odissey
  • Clacks (solo perchè è un Disc World game)
  • Reidemeister
  • Chenghuang (Card Game, JPN, che grafica ragazzi!)
  • Haru Ichiban (Di Bruno Cathala, JPN=
  • Takenoko Chibis (un must have!!!)
  • Siggils
  • Wombat Rescue (perché ogni tanto si può essere poco seri…)
  • Bellz (perché ogni tanto si può essere leggeri…)
  • Tatsu (perché ci sono i draghi, e la grafica… che grafica)
  • The Arabian Pots (Autori giapponesi alla riscossa, ovvero giochi stronzi per menti orientali, JPN)
  • The Mistery of Dattakamo
  • Bomarzo (perchè è un buon gioco ed è italiano)
  • For Sale (must have)
  • Machi Koro Millionaire’s row (must have)
  • Steam Time
  • Kitty Paw + Cat box + Cat Tower (Autori giapponesi alla riscossa, ovvero giochi stronzi per menti orientali reloaded, JPN, e poi ci sono i gatti)
  • Exploding kittens (gatti, carte e demenza running wild, perso e rimpianto in kickstarter)
  • Hoyuk + Anatolia (persi e rimpianti in kickstarter)
  • Joraku (JPN, autori giapponesi alla riscossa, con un gioco sensato)
  • Ryu (grafica – di Benoit – e componenti spaventosi…)
  • Bretagne (sosteniamo gli autori italiani, specie se ambientano un gioco nei fari bretoni)
  • Race to the north pole (un bel gioco filandese, no?)
  • Gobble Stones
  • Greenland (ancora going north! Card game)
  • Eko (la grafica di eko, la grafica… e quella vaga lontanissima rassomiglianza con Deus che amo)
  • Time Stories (cooperativo, ma in fondo chi non amerebbe fare il signore del tempo?)
  • A study in Emerald (Neil Gainman, in gioco. Ho detto tutto.)
  • Nippon (Esteticamente orrendo, ma un bel gioco di civilizzazione, JPN)
  • Castellion (L’avete vista la copertina? bene, è tutto quello che se ne sa. Ma intriga)
  • Above & Below (perso e rimpianto in kickstarter)

Quali andranno ad aggiungersi alla – già lunga – wish list?

live @ Torino Beach

memento: i 10 tipi di uomo che non vuoi

Oramai ho una certa esperienza di uomini sbagliati, come ne hanno le mie amiche. Ogni tanto però ce ne dimentichiamo, e, forse, può essere utile fare un piccolo riepilogo

  1. L’uomo che non ti tromba. Voglio dire, l’uomo si sa è uomo. Infilerebbe il suo coso anche anche nel buco della serratura… quindi se dopo un numero congruo di uscite, non ti ha trombata, c’è un problema. Se gliel’hai messa in mano, sei sicura che ha capito e comunque non ti ha trombata, il problema c’è ed è grosso. Puoi scegliere l’opzione che preferisci,
    • è profondamente religioso e non ti tocca prima del matrimonio e comunque solo a scopo procreativo
    • è impotente
    • è gay e non gli interessi
    • gli fai schifo
    • ha degli enormi problemi psicologici con il sesso

    quale che sia l’opzione, la situazione è grave, e difficilmente rimediabile. E visto che il sesso è una parte importante della vita di coppia…. hmmm.

  2. L’uomo con figli (di un’altra). Facciamocene una ragione, l’uomo con figli non è tenero, dolce e carino. L’uomo con figli ha una enorme zavorra a carico così composta: la prole (in numero vario), e la madre – o le madri – della suddetta prole. Questo si trasforma in:
    • la prole verrà sempre prima di te, perché non c’è amore più grande di quello per i figli (e per default tu questo non lo puoi capire) e perché tu sei grande e puoi capire un bambino invece non può. Questo trasforma i piccoli in una specie particolarmente vorace di vampiri affettivi, economici e di tempo, e te in una via di mezzo tra una tata e colf.
    • la madre – o le madri – della prole verranno sempre prima di te, perché sono giustamente preoccupate per il loro / i loro bambino/i, perché sono comprensibilmente gelose (di nuovo non c’è amore maggiore di quello per i figli), e soprattutto perché possono ricattare il suddetto maschietto tramite i figli che diventano, volenti (spesso) o nolenti (a volte) l’oggetto di ricatto e di scambio.
    • se poi pensi che visto che ha già fatto uno o enne figli né farà senza problemi uno con te, beh, visto quanto la sta pagando cara quella specifica eiaculazione, ti sbagli di grosso.

    E’ vero, ci sono eccezioni a questa regola, io personalmente ne conosco una. Uomo splendido, in gamba, se l’è preso mia cugina. Ma fidatevi è l’eccezione che conferma la regola. Uno su un milione, è profondamente improbabile che una roba simile finisca nelle tue mani

  3. L’uomo impegnato. L’uomo che ha una moglie o una compagna ed esce con te… beh cerca l’amante. Quindi, o ti va bene di:
    • vedersi quando lui può
    • dormire da sola, mentre lui dorme con qualcun’altra
    • andare in vacanza da sola, mentre lui va in vacanza con qualcun’altra
    • accettare che lui si trombi stabilmente qualcun’altra (e che non lo faccia per ‘dovere’)

    Oppure proprio non è il caso. La buona notizia è che se tolleri questo, tu puoi fare tutto il cazzo che vuoi: hai un mucchio di tempo libero, vai dove vuoi, dormi e trombi chi vuoi e non devi rendere conto a nessuno… In genere comunque non è un investimento, a meno che tu non voglia credere che lui lasci l’altra per te (non lo farà mai, lo sai che non lo farà mai) e tu sia disposta a prendertene la responsabilità. Hmmmm… certe colpe non si lavano, e tornano fuori, la prima volta che qualcosa va storto.

  4. L’uomo che non si vuole impegnare. Fidati, non si vuole impegnare, avrà i suoi motivi. E no, non sei abbastanza bella, sexy, dolce, intelligente per fargli cambiare idea… di fatto quella donna che gli farà cambiare idea, non c’è.
  5. L’uomo che vive ancora con la mamma. Se ha più di 30 anni e vive ancora con mammà, c’è un problema serio, a scelta:
    • è un mammone che rimarrà attaccato alle sottane di mamma per il resto della vita. E sua madre sarà il terzo incomodo della vostra relazione per altrettanto tempo
    • non è in grado di mantenersi, neanche quel po’ che basta per vivere con un gruppo di amici, neanche arrangiandosi qua e la. In tal caso lo manterrai tu, bada che almeno sia molto giovane e molto molto figo
    • la mamma è gravemente malata, e allora dovrai guardarla tu…
  6. L’uomo che non ha mai torto e non ha mai colpe. Prima o poi si discute. In linea teorica qualche volta ha ragione l’uno e qualche volta l’altro. Ma se lui non ha mai torto e non ha mai colpa, allora il torto e la colpa sono sempre tuoi che sei incapace, inadeguata, sbagliata e lui la vittima. Un tocca sana per la tua autostima.
  7. L’uomo che ti da sempre ragione. Buon senso vuole che gli zerbini si tengano fuori dalla porta di casa e ci si pulisca i piedi sopra. In casa possono servirti mobili, muri, pilastri… ma zerbini, no…
  8. L’uomo violento. Ti ama, ti adora, ma ha il vizio ogni tanto di fare a botte in giro? Certo, ne sei sicura, mai e poi mai toccherebbe te…  Ma ti sbagli. Prima o poi menerà anche a te con buona pace del tanto amore e dell’adorazione.
  9. L’uomo che vuole la donna perfetta. Magari adesso lo sei anche, sei appena andata a farti la ceretta, il parrucchiere ha fatto il suo dovere, hai appena finito la dieta e tutti i tuoi vestiti sono belli stirati e allineati nell’armadio. Sei splendida, fichissima. Ci sarà un cazzo di giorno in cui ti si è rotta la macchina, l’estetista è in ferie, è lunedì ed il parrucchiere è chiuso e la colf è scappata con un brasiliano. Quello è il giorno in cui, tra il depresso e l’inviperito, vorrai sentirti dire “sei bellissima”, l’unico giorno in cui vorresti veramente sentirtelo dire… e lui invece ti dirà “cara, ma come sei sciatta, come ti sei lasciata andare…” e tu lo accoltellerai, guadagnandoti 15 anni di galera (si ci sono le attenuanti generiche). Lo so, lui è bellissimo, curato, magro, pulito, perfetto… ma lo ucciderai, fidati, lo ucciderai.
  10. L’uomo sensibile, profondo e complicato. Sono affascinantissimi. Siamo da sempre cresciute con lo stereotipo dell’uomo materialista e insensibile e poi, miracolo, te ne trovi tra le mani uno con l’anima. L’anima però si tira dietro qualche piccolo inconveniente e spesso l’uomo dotato di anima e più femmina di te (e tu sai – almeno a detta dei tuoi amici quanto rompe i coglioni una femmina) quindi:
    • avrà periodicamente il ciclo mestruale – abbondante – e la PMS. In quei giorni sarà lunatico, intrattabile, e depresso
    • ci metterà più tempo di te a preparasi al mattino o comunque prima di uscire. Ovvero dovrai fare la coda per poter accedere al bagno, tutte le mattine, come quando tu e tua sorella eravate adolescenti
    • avrà un mucchio di fisime, sul cibo, sui locali, sul colore dei muri, sui vestiti e chi più ne ha più ne metta
    • la sera, sul più bello, sarà lui ad avere il mal di testa
    • ti rinfaccerà di trattarlo come un uomo oggetto o come una colf
    • vorrà attenzioni, regali e coccole, tante coccole (sesso poco) anche se fuori ci sono 41° centigradi.

Tutto chiaro? ce la possiamo fare?

DISCLAIMER 1: Agli uomini che in qualche modo hanno incrociato la mia vita (come fratelli, amici, amori): vi voglio e vi ho voluto bene, ad alcuni veramente molto… probabilmente quella sbagliata sono io. Se vi sentite tirati in causa, beh, avete ragione. Non me ne vogliate, non c’è intento di ferire. Sono un giullare, rido sulle mie e sulle vostre catastrofi esistenziali e sentimentali.  

DISCLAIMER 2: il disclaimer 1 è vero nel 100% dei casi -1.  Se sei quell’uno… incazzati

ostinatamente ludica

Carrarashow 2015 – di amici, di giochi, e altre inezie.

Un paio di settimane fa s’è svolto il Carrarashow, dove – in qualità di adepto di Tana dei Goblin ho passato un paio di giorni con l’intento di prestarmi al ruolo di divulgatore di giochi.

Complice il caldo già estivo, il ponte lungo e la prima edizione dell’evento, beh l’afflusso non è stato quello sperato, ma, in compenso, ho potuto godermi l’affetto e la compagnia di amici vecchi e nuovi, provare giochi, partecipare a un torneo e fare shopping.

Gli amici

ahhh gli amici… Per ognuno – vecchio o nuovo amico – ho un piccolo ringraziamento. Non mi dilungo, sapete chi siete e sapete di cosa vi sono grata, eravate lì…

I giochi

I giochi ovviamente l’han fatta da padroni… Mi sono tolta lo sfizio di provare un po’ di cosucce qui e lì…

Five Tribes: Bello, veloce, che gira bene. Non un filler, però, e forse non proprio alla portata di un qualunque neofita. Ha molto più spessore di quello che può sembrare a prima vista. Anche il lato estetico è decisamente piacevole, e per me, nei giochi anche l’estetica ha il suo valore. Lo volevo provare da tempo, e si, l’ho provato. Ne esco entusiasta, con un gioco in più nella lista dei desideri. Non mi spingo oltre, è pieno di recensioni in giro…

Spyfall: Osannato da alcuni. Lo ammetto non sono particolarmente portata per i party games, ma alcuni li gioco volentieri (Dixit, Il sesto senso, La boca…), altri un po’ meno volentieri ma comunque non mancano nella mia personale ludoteca (Avalon). Spyfall vince il premio demenza dei party games. No, avete frainteso. Non demente nel senso di demente che diverte, da balotta (vedi Voodoo o Misantropia). Demente nel senso che annoia, è completamente casuale e tirato per aria. Lungi da me! Va de retro SATANA!!!

Concept: Non è male, ecco. Entrando nei party games, questo lo si può definire un gioco, un gioco interessante da balotta. Non il mio gioco, però. Non amo i giochi del tipo ‘indovina la parola, il persanoggio etc”. Non amo il genere, ma Concept lo dipana bene, aggiungendo profondità, aprendo nuovi orizzonti e regalando minuti interessanti. Non nella mia ludoteca, ma una partita una tantum me la posso concedere.

Quantum Race: Quantum race vorrebbe essere un gioco introduttivo alla fisica quantistica. Ok, obiettivo decisamente ambizioso e grande istinto di divulgazione scientifica. Purtroppo però un gioco, per essere giocabile oltre a essere divulgativo e impregnato di buoni propositi deve essere interessante e a scelta o molto divertente o molto impegnativo… e un gioco di giri di pista, liscio, non è esattamente un capolavoro. Formula DE gli da milioni di punti, anche se è molto meno culturale. Purtroppo per inventare bei giochi, anche bei giochi divulgativi, non è una garanzia un PHD in fisica nucleare, e sicuramente il gioco soffre della poca esperienza ludica dell’autore. Peccato. Provaci ancora Sam. Rimandato a  settembre.

Balance: Balance mi ha stimolato la fantasia da più di un anno. E’ un gioco olandese i cui creatori da tempo si stanno battendo, credo, tutte le fiere di questo mondo. Alla vista e alla sensazione istintiva sembra infinita mente interessante. Quando ti siedi a giocarlo scopri che è di fondo un backgammon semplificato, impostato su bilancia a bracci rigidi. Non particolarmente interessante in sé, la bilancia aggiunge poco e la semplificazione del gioco originario perde il bello, e il fascino del backgammon. Per la serie quando l’evoluzione è una involuzione.

Scaccia i Mostri: Ovviamente un gioco per bimbi, un collaborativo (una bella e non frequente caratteristica nei nei giochi per piccoli) in sapore horror soft. Dall’armadio escono i mostri, per scacciarli bisogna trovare a memoria il giocattolo di cui ogni specifico mostro ha paura. Beh, tecnicamente è una rivisitazione del memory, ma una bella rivisitazione, con una bella grafica, una bella ambientazione e qualche meccanica che fa la differenza. Per i figli che non ho.

El Capitan: Ancora un gioco per bimbi, competitivo e non collaborativo, ma sempre a base memory. Solo che non tutte le rivisitazioni del memory escono bene e questo infatti è un gioco noioso e decisamente poco attraente. Da non riprovare.

Se vi state chiedendo cosa ci facessi allo stand dei giochi per bimbi vi rassicuro, non sto tardivamente tentando di clonarmi, e no, non sono incinta. Accompagnavo in missione un amico – noto creatore di giochi da tavolo a target meno adulti – che girava curiosando tra gli stand.

Il torneo

Mi hanno obbligata a fare un torneo di Ticket to Ride, è andato malissimo. Chi non risica non rosica, ma chi risica troppo… resta a piedi. Brava la nostra nuova recluta, invece, che è arrivata 3° al suo primo torneo di giochi, il suo primo weekend ludico e il suo primo Ticket to Ride. Ridimensionati ego mio, ridimensionati.

Lo shopping

Beh ho saccheggiato la bottega giapponese (magliette, bachette, geta, totoro… ) e ho tentato nuovi fumetti, ma niente giochi. Una grande vittoria sulla mia dipendenza ludica.

mondo animale

Figli del vento del sud.

Si narra che Allah, per creare il cavallo arabo, abbia chiesto al vento del sud di farsi sangue e carne per servirlo in guerra e che il vento del sud abbia esaudito la richiesta del dio, trasformandosi in quella meravigliosa besti che da quattro millenni è il compagno di vita, la ricchezza dei popoli del deserto.

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“L’aria del Paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo”

 

L’arabo non è “un cavallo”, è “il cavallo”. Tutte le razza attuali, tutti i cavalli che per sport per show o per passatempo montiamo ora hanno discendenti, più o meno lontani, nell’arabo. Sono di derivazione araba i veloci purosangue inglesi, i fastosi andalusi e cugini lusitani, persino gli imponenti  frisoni da sella. In tutte le razze, per ingentilirle, per scaldarne il sangue, prima o poi abbiamo messo dell’arabo.

Allevato da sempre tra capanne e deserto, l’arabo è tutt’ora – specie nella sua accezione più pura e ricercata – oggetto di una gelosissima e meticolosa selezione secondo 20 linee di sangue, la cui conoscenza e comprensione è roba da professionisti egiziani.

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“Il Diavolo non osa entrare nella tenda che ospita un cavallo di pura razza”

 

Noi comuni mortali possiamo grossolanamente distinguire tre tipi principali:

  • il Kuhaylan – il macho della situazione, forte, potente, muscoloso -,

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  • il Saqlawi – la gentil donzella, bellissima, elegante, di infinita grazia, raffinatissimo –

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  • ed il Muniqui – l’animale da corsa, più angoloso e meno rotondo, più alto, quasi spigoloso, ma un razzo di velocità, (l’ovvio antenato del purosangue inglese).

Poi a parte ci sono i Berberi, gli arabi libici e marocchini, allevati fuori dalle linee di sangue codificate, ma comunque belli, molto meno gelosamente custoditi e molto peggio trattati.

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“Quanti chicchi d’orzo darai al tuo cavallo, tanti peccati ti saranno perdonati” Tentando l’amnistia con due berberi attaccati in carrozza a Marrakech

Vedere alcuni di questi animali (specie i Saqlawi), oggi, mozza il fiato.

Sono quattrocento chili, l’equivalente di quattro persone massicce. Quattrocento chili che non poggiano sul terreno ma lo sfiorano appena, con una leggerezza che sarebbe razionalmente impossibile in una massa tale. Quattrocento chili di pelo lucidissimo, pelle sottile e muscoli e nervi. Quattrocento chili di energia ed eleganza principesche e al tempo di frugalità e robustezza pari ad un buon mulo di campagna.

Qualche anno fa, alla fiera di Verona sbattei il naso sul mio primo Saqlawi. Erano i tempi in cui gli arabi egiziani facevano faville, i loro tempi. In un box c’era questo bellissimo stallone, sauro ciliegia molto scuro, coda e criniera color carota. Lo portavano in giro, oliato, così che il suo sauro scuro, diventasse ancora più profondo, la criniera e la coda rossiccia al vento. E lui, grandissimi occhi scuri e froge dilatate, sembrava non toccare il terreno muovendosi. Nel maneggio in sabbia, in controluce, sembrava planare sul terreno alzando appena un velo di polvere, incoronato dalla criniera cangiante che rimbalzava nella luce. Splendida bestia, una visione da creatura mitologica. Il mondo si fermava col fiato sospeso, letteralmente.

 

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“Il paradiso terrestre si trova nel seno di una donna, nel profumo di un fiore e sulla groppa di un cavallo arabo”

Era un animale meraviglioso, forse fin troppo raffinato. Probabilmente per me sceglierei qualcosa di un po’ più solido e meno vistoso, un bel Kuhaylan, baio.

 

 

 

ostinatamente ludica

La Modena Play che non ho vissuto…

Con mia grande disperazione quest’anno ho dovuto saltare, per questioni lavorative, Modena Play (1) 2015.

Abitare ha Torino ha anche, pochi, svantaggi. Se lavori fino quasi alle 19.00 il sabato, e riprendi a lavorare il lunedì alle 8.30, essere alla Play la domenica ha del delirante. Non ce la puoi fare a sopravvivere e a riposarti, se ti sbatti 6 ore – almeno – di viaggio, più tutte le ore necessarie di caos e delirio in loco. Almeno questo dice la testa, questo ho fatto, ma la mia Trilly interiore sta piangendo disperata da giorni.

Si è, come sempre, parlato e straparlato della Modena Play di quest’anno. Molti dicono che sia stata delusiva, molti ne acclamano le novità e compagnia cantando. Non è mia intenzione fare l’analisi di un evento a cui non ho partecipato, altri comunque ne scriveranno molto.

I giochi

I giochi che avrei voluto provare (e forse comperare)

  • Yedo, che mi sono persa negli anni precedenti
  • Epic Resort
  • Pyramid, se ne parla tanto, cavolo quanto se ne sta parlando…
  • Lord of Xidit
  • Field of Arle
  • Coloni imperiali

I giochi che avrei sicuramente comprato, trovandoli

L’anno scorso alla Play non ero in forma o forse dovrei dire che non ero poi così lucida… e non l’ho fatto. Avrei volentieri acquistato quest’anno quei giochi che qualcuno, nelle edizioni precedenti, di fondo mi aveva convinta a lasciare indietro perché non lo convincevano o non gli piacevano. Io invece li ho sempre trovati piacevoli e ora, senza più quella persona attorno, li avrei volentieri acquistati.

  • Tokaido
  • Shear Panic

Altri giochi suscettibili ad acquisto

Beh su BGG (6) ho una lunga lista dei desideri (7), tutti giochi che, se trovati a prezzi avvicinabili, avrei portato volentieri a casa

Gli eventi

Nerdplay 2015

NerdPlay (3) è il premio che viene assegnato all’autore esordiente che ha presentato il miglior suo gioco (valutazione basata su divertimento, giocabilità, pubblicabilità, originalità, qualità dell’eventuale prototipo, pertinenza dell’eventuale ambientazione, equilibrio delle meccaniche di gioco, interazione tra i giocatori, durata media della partita). Quest’anno, o gaudio o gaudio, il premio va all’amico Federico Latini per il suo Maratonda. Spero vivamente di riuscire a congratularmi con l’autore di persona e di provare il mitico gioco.

Goblin Magnifico

La Modena Play 2015 ha visto l’esordio di un nuovo premio ludico tutto italiano: Goblin Magnifico (4). Il premio edito da Tana dei Goblin (2) (TdG da qui in avanti)  premia i giochi migliori editi nell’anno precedente (in questo caso 2014).  Il premio è diviso in due

  • il premio della giuria di esperti (5) (Vince Wir Sind Das Folk – WSDF -, menzione speciale ad Arkwright)
  • il premio del popolo di TdG (Vince Alchimisti)

WSDF personalmente non lo giocherei neanche sotto tortura anche se Arkwright, senza non troppe aspettative, lo proverei volentieri.

Ho però votato con entusiasmo per Alchimisti, che reputo un gioco molto innovativo, sia per la meccanica che per l’integrazione con lo smartphone. Sono quindi molto felice per il risultato ottenuto. E no, a votare non si vinceva nulla. Soupir.

Giapponeserie e Cosplay

La Modena Play è anche il regno del cosplay e di tutte le giapponeserie. Ricordo degli stand gustosissimi dove comprare abbigliamento assurdo, gadget assurdi, e dolcetti giapponesi. Inoltre i giocatori di cosplay, che qui si presentano con costumi spesso artigianali e molto ben elaborati sono sicuramente uno spettacolo.

E poi, poi, ho perso l’occasione di indossare il mio splendido kigurumi da lemure, e questo è un peccato. Un enorme peccato.

lemure

Gli amici

E poi alla Play ci sono gli amici… tutti i goblin di TdG (2) e di TdG Bologna, i ragazzi dell’Evolution, Un po’ di gente da GiocaTorino e da Ludichieri, insomma i miei fratellini ludici tutti nello stesso posto. Si sono divertiti molto, sembra. Un abbraccio virtuale a tutti loro.

Link

  1. Modena Play
  2. Tana dei Goblin
  3. Nerd Play Award
  4. Goblin Magnifico
  5. Giuria di Goblin Magnifico
  6. Board Game Geek
  7. La mia wish list su BGG
kendo & jappy

kendo e succhia

A cominciato a fare caldo. Dimenarsi dentro gi e armatura è diventato impegnativo, si suda come animali e ti viene una sete colossale.

Ora, bere quando hai il men addosso, non è una cosa fattibile.

In un momento di sete atroce, la gola riarsa, il men in testa, sono stata colta da improvvisa folgorazione… e se mettessimo un camel bag attaccata all’interno del do e facessimo risalire la cannuccia dentro il men, fino alla bocca? così si potrebbe bere…

Per la serie fai kendo e succhia… (kendo-porn, in piena linea con le #CinquantaSfumatureDiIndaco)

live @ Torino Beach

Se tu venissi a Torino

Se tu venissi a Torino ti porterei a vedere la pianura padana che si apre ai piedi della sacra di San Michele,  ti insegnerei a costruire gli igloo di neve, sulle mie montagne,  ti porterei a conoscere le marmotte impudenti che sembrano assunte dalla proloco o se dormono ancora andremmo a cercare gli scoiattoli al Valentino.

Se tu venissi a Torino ti poterei le notti a Pinerolo ad annusare il profumo della Galup che sforna i panettoni e altre ghiottonerie,  ti farei assaggiare i Gofri al lardo, su una piazza spersa tra le montagne,  ti insegnerei a camminare nei boschi senza perdere la strada.

Se tu venissi a Torino passeremmo un pomeriggio a ingozzarci di cioccolata calda sotto i portici del centro,  gireremmo a vuoto tra le strade secolari mentre ti racconto leggende secolari,  osserveremo la gente muoversi come formiche dall’alto della mole antonelliana ridendo.

Se tu venissi a Torino, anche questo maggio sarebbe un bel maggio. E anche se non verrai, a Torino, quest’anno sarà un bel maggio lo stesso.