live @ Torino Beach

meraviglie della chirurgia oculistica

Sei nato con un piccolo difetto, come tanti. Niente di troppo grave, niente di invalidante. Sei nato con un brutto difetto oculistico, che da piccolo ti ha reso quasi inusabile un occhio. Ma gli oculisti, gli ottici e gli ortottici sono stati bravi e i tuoi genitori sono stati diligenti, ti hanno recuperato l’occhio alla grande, e lo strabismo si è ridotto pressoché a zero.

Quando l’oculista ti ha obbligato, da piccolo, a tenere l’occlusore per un’anno e più, lo odiavi. Lo hai odiati perché assieme al cerotto, la sera, veniva via anche la pelle, ed era un dolore. Lo odiavi nonostante i tentativi affattuosi dei tuoi genitori di rendertelo accettabile, nonostante la pazienza con cui, tuo padre, tutte le mattine ti disegnava un occhio sopra l’occlusore…

Hai odiato gli estenuanti esercizi di ortottica che si sono protratti per ore la settimane, per anni. Metti il cagnolino nella cuccia, il pappagallo nella gabbia, il pallone nella rete e quant’altro si può immaginare. Continue reading “meraviglie della chirurgia oculistica”

Annunci
il mondo attorno

Palio? No grazie.

Prove del palio di Siena anno 2015. Déjà vu.

I cavalli corrono allo stretto, con curve a gomito, sul tufo. Attorno a loro il carrozzone infinito dei palio: giudici, contradaioli, turisti. Tutti ammassati in piazza, tutti esaltati. Casino e adrenalina alle stelle. Al centro dell’attenzione e delle aspettative di tutti i cavalli, nervosissimi, eccitatissimi, sudati.

I cavalli partono, si spintonano e si fronteggiano sotto la guida esperta e severa del fantino. Una inciampa sul cavallo che la precede, cade, si frattura l’anteriore destro. Inutile la corsa in clinica, i veterinari possono solo constatare il danno non riparabile alla gamba e abbattere pietosamente l’animale.

Non è una novità, è una routine che chi è nel mondo dei cavalli conosce bene. Ai pali i cavalli che corrono non sono adatti, troppo esili, troppo nevrili, troppo veloci. I pali erano fatti per essere corsi con i cavalloni da guerra, da tiro leggero, a volte muli. I purosangue e i mezzosangue sono troppo potenti per quei circuiti sacrificati. E’ come fare correre una Ferrari sul circuito degli autoscontri. I cavalli cascano, si inciampano gli uni negli altri, tirano dritte le curve, e si spaccano. In tutta ‘pulizia’ l’animale viene caricato su un van, tra gli sguardi indifferenti della gente, e abbattuto altrove, lontano dagli occhi e dal cuore della festa.

In media al palio di Siena viene abbattuto un cavallo ogni 2 anni. E poi ci sono il palio di Ferrara, di Asti, quelli sardi, quelli siciliani e chi più ne ha più ne metta. I problemi (e spesso anche i cavalli che corrono) sono gli stessi.

Finché ai pali non correranno di nuovo animali ‘adatti’ al tipo di corsa che viene fatta, io mi rifiuto di parteciparvi. Non cambierà il sistema e certo mi sarò persa uno degli spettacoli più affascinanti della tradizione italiana, ma proprio perché amo profondamente i cavalli non posso sopportare l’idea di alimentare questo mattatoio.

(ne ho scritto altre volte… qui, qui e qui – e in quest’ultimo articolo, il copione è stato esattamente lo stesso di ieri, forse bisognerebbe che a Siena si ponessero delle domande.)

FONTE: http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/06/29/palio-sienainfortunio-cavalloabbattuto_27d82300-e025-463c-82d3-1b4e9580194e.html

il mondo attorno

educazione razionalistica dei bimbi…

Per chi è terribilmente razionalista e ateo, il contatto dei figli con una società essenzialmente cattolica e irrazionale può dar dei problemi… o quanto meno dei fastidi. Ai bambini a scuola spesso si insegnano le poesie e la canzoncine sul bambin Gesù e altre robe simili…

Ode quindi a quella maestra dell’asilo che ad una classe di bimbi ha insegnato la seguente poesia del cielo

Del cielo conosco
gli oscuri velieri
che ruotan nel vuoto
e nascondon misteri.
Mercurio è caldissimo,
al Sole vicino;
Venere si vede
al tramonto
e al mattino.
C’è Terra, l’azzurra,
che a noi dà la vita,
poi Marte che incute
paura infinita.
Ed ora di Giove,
il maggiore, è il turno.
Di molti anelli
è adorno Saturno.
Intorno al Sole
lui va molto piano:
più d’ottant’anni
ci mette Urano.
Il più lontano
è infine Nettuno:
dopo di lui
non c’è più nessuno!
Ma quanto c’è ancora
nel cielo stellato…
Sarai tu il prossimo,
grande, scienziato?

Questa maestra, che peraltro non conosco, è appena diventata il mio mito personale. Avessi dei figli, di sicuro li manderei a scuola da lei…

mondo animale

Non tutte le tigri sono gialle

waiting
stripeless
Golden Tabby Tiger
DSC_0947 Saffier, tigre doré /  golden tiger / tigre dorado / Gouden tijger
tigre1
tigre2
tigre3
SUMATRAN TIGER

Molto spesso diamo per scontate stupidamente molte cose, per esempio che le tigri siano gialle.

I gatti non sono tutti marroni tigrati, quindi perchè dovrebbero mai esserlo le tigri?

Ed infatti non lo sono. I colori noti e confermati nelle tigri sono:

  • la tigre standard (gialla a strisce nere)
  • la tigre albina
  • tutte le varie forme di tigre bianco:
    • bianco a stisce nere
    • bianco a strisce grige
    • bianco a strisce marroni
    • bianco a strisce crema (o strisce fantasma)
    • bianco totale
    • tutte le varie forme di bianco:
  • le due forme di tigre dorata
    • golden tabby
    • golden tabby pallido
  • la tigre beige, striata di marrone
  • le tigre melanistiche
    • nella variante melanistica, totalmente nera)
    • e nella variante pseudo-melanistica (che varia a seconda del colore di fondo dell’animale e che resta un animale comunque con qualche traccia di striscie)

Vi sono poi alcune varianti non documentate con certezza, ma la cui esistenza è probabile/possibile

  • la tigre maltese (o blu senza strisce)
  • la tigre rossa o marrone (senza strisce).

E’ un mondo decisamente vario in colori, anche se non si avvicina neanche minimente alla complessitò della genetica dei colori nei gatti (e d’altra parte allevare tigri è un po’ più complicato ed ha una storia piuttosto brutta e triste, per cui i dati scientifici e la possibilità di indagine lascia un po’ a desiderare.

A livello scientifico si ipotizza la presenza di almeno 4 geni recessivi classici che, diversamente combinati, diano origine a questo universo di colori (salvo l’albinismo, che è roba a sé):

  • melanina – che vira il colore giallo delle aree di fondo della tigre (non le strisce) in bianco o bianco dorato
  • il rosso – che vira in rosso / marrone il nero
  • il diluito –  che ‘scala’ il colore di una tonalità (per esempio il rosso in cream, il nero in grigio)
  • l’ agouti – ovvero il gene che regola la presenza di strisce o non strisce.

questo in teoria dovrebbe spiegare quasi tutto:

GENOTIPO ->
FENOTIPO v
melanina rosso diluito agouti
standard
bianca a strisce nere X
bianca a strisce grige X X
bianca a strisce marroni X X
bianca a strisce crema X X X
bianca a strisce fantasma X X X
bianca X X X X
golden X
golden chiaro X X X
beige X X
rossa (?) X X
blu (?) X X

photo by: Denise Chan, Rune Jensen, Luz Rovira, Diatherman, Brian McKay

Le tigri che vedete fotografate sono tutte nate e cresciute in cattività. Allevate. Splendidi micioni da show, più che da preservazione. Sono stati selezionati per il colore, una naturale mutazione recessiva e rara, oltre che per la specie, e questo se non fatto bene e se fatto pensando solo al lucro che questi animali rari e affascinanti possono portare ha degli effetti collaterali… un cattivo allevamento… e un cattivo allevamento porta a un alto numero di ‘scarti’, siano essi animali sbagliati perché del (bellissimo) colore usuale, o perché tarati, deformi a causa dell’accoppiamento ripetuto tra consanguinei (se volete saperne di più cercate la storia di Kenny, Willie, e Kya gli scarti che qualcuno si è preso la briga di salvare).

Le morali di questa storia sono tante:

  • la prima è che non tutto è come sembra e che scavando un pochino si scopre un mondo più profondo e infinitamente vario, che ci sono colori e sorprese che non ci si poteva immaginare
  • la seconda è che con un po’ di impegno si capisce tutto, la scienza spiega tantissime cose
  • la terza è che spesso dietro ad ogni splendida cosa, guardando bene, c’è un laido retroscena… colpa di pochi, che rovinano la meraviglia del mondo
  • la quarta è che… se non ci fossero le foto, non ci renderemmo conto di tuta questa meraviglia