tra la via emilia e il west

Marmellata di fragole

Ho un debole per la marmellata di fragole: ti riempie la bocca di sapori esotici e dolci, ti porta lontana e ti fa volare alto, ti impiastriccia le mani e ti rimane appiccicata alle dita come una seconda pelle, ti lascia addosso quel gusto zuccherato e intenso.

Poi il barattolo finisce, e tu osservi il vuoto sconsolato alla richerca di qualche rimasuglio. Ti guardi le mani appiccicose, con una acuta nostalgia, cercando con la lingua di rubare tra le dita ancora qualche rimasuglio – ne resta sempre qualche traccia.

E’ una condanna, ti caria i denti e minaccia seriamente il tuo cuore. Ti distrugge lentamente dall’interno, mangiandoti le viscere e l’anima.

E’ dannazione eterna. Ci sarà sempre un’altro barattolo, nascosto in qualche piega del tempo. Poi solo aspettare, in un misto di paura e impazienza, che salti fuori.

La marmellata di fragola ti rimane attaccata alle dita e alle papille gustative per sempre, non te ne puoi liberare.

tra la via emilia e il west

Se tu desideri di essere con qualcuno, non ci sei forse già?

<<Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno!
La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena. Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prender parte alla tua festa.
Non vedo l’ora di essere da te!
Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia – quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo lui rimase perplesso.
Per un pezzo badammo a volare in silenzio, e alla fine lui mi disse: “Ci capisco ben poco, in quel che dici, ma men che mai capisco come mai tu ci vada, a questa festa”.
“Ma sicuro che vado, alla festa” dissi io. “Cos’è che ti riesce tanto difficile da capire?”

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ostinatamente ludica

GobCob Deluxe 2016 – the day after

Finita la GobCon, ognuno di noi se ne torna mestamente a casa, con tante idee confuse e la malinconia degli amici ritrovati, goduti e nuovamente abbandonati per chissà quanto tempo…

Si, i ludici, e i ludici bolognesi – mia famiglia de’elezione – in specie, mi sono mancati. Mi manca il casino dell’Evo e la baracca fatta a casa dell’uno o dell’altro. Continue reading “GobCob Deluxe 2016 – the day after”

live @ Torino Beach

in Fa# minore

A casa mia ci sono tra i 24°C e i 26°C, d’inverno. Meraviglia del riscaldamento centralizzato. A casa mia, d’inverno, si fa nudismo domestico, e i gatti hanno il pelo più corto che in estate. A casa mia. d’inverno, il piumone è un oggetto decorativo che serve a dar volume ai bei copripiumoni colorati marca IKEA che appestano le case di ogni bohemien (ovvero squattrinato quarantenne). Il piumone lo usi per coprirti si e no un piede, la notte, altrimenti rischi di morire di disidratazione, come se ti addormentassi in sauna. Casa mia d’inverno ha preso il nome di Torino Beach, abbiamo anche gli ombrelloni e la sabbia, di bentonite.

Eppure, l’altra mattina all’alba, mi sono svegliata con un brivido glaciale, battendo forte i denti per un attimo. In una casa caldissima, per un attimo mi si sono rizzati i capelli piccoli sulla nuca, incapace di smettere di tremare. Un freddo devastante, innaturale, proveniente dal profondo dell’anima (se ne ho una), o giù di lì, quasi come se la nera signora mi fosse passata vicino e mi avesse accarezzato i capelli. Continue reading “in Fa# minore”

live @ Torino Beach

Ostinarsi a combattere…

E poi ci sono quegli articoli che leggi e in cui ti riconosci tantissimo, e che in fondo in fondo avresti voluto scrivere tu… “La Sindrome da tatami” di Fuori Logo è sicuramente uno di questi…

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A differenza di Fuori Logo, io il tenugui (versione giapponese della bandana) lo metto davvero… [foto: Giorgio M.]

“…Di questi insegnamenti, però, mi è rimasta la grinta, la forza di non mollare mai e di rialzarmi sempre, con le ossa rotte ma lo sguardo fiero di chi non si arrende. Insieme ad un’insana propensione al masochismo kamikaze, che mi fa sfidare il destino e gli eventi avversi con la bandana del sol levante sulla fronte. No, la bandana non la metto davvero. È virtuale. Fate uno sforzo d’immaginazione.”

Ci sono le persone normali e ci sono i tatami, i tallonatori, quelli che non mollano mai, neanche quando mollare sarebbe la scelta più intelligente.

live @ Torino Beach

memento: i 10 tipi di uomo che non vuoi

Oramai ho una certa esperienza di uomini sbagliati, come ne hanno le mie amiche. Ogni tanto però ce ne dimentichiamo, e, forse, può essere utile fare un piccolo riepilogo

  1. L’uomo che non ti tromba. Voglio dire, l’uomo si sa è uomo. Infilerebbe il suo coso anche anche nel buco della serratura… quindi se dopo un numero congruo di uscite, non ti ha trombata, c’è un problema. Se gliel’hai messa in mano, sei sicura che ha capito e comunque non ti ha trombata, il problema c’è ed è grosso. Puoi scegliere l’opzione che preferisci,
    • è profondamente religioso e non ti tocca prima del matrimonio e comunque solo a scopo procreativo
    • è impotente
    • è gay e non gli interessi
    • gli fai schifo
    • ha degli enormi problemi psicologici con il sesso

    quale che sia l’opzione, la situazione è grave, e difficilmente rimediabile. E visto che il sesso è una parte importante della vita di coppia…. hmmm.

  2. L’uomo con figli (di un’altra). Facciamocene una ragione, l’uomo con figli non è tenero, dolce e carino. L’uomo con figli ha una enorme zavorra a carico così composta: la prole (in numero vario), e la madre – o le madri – della suddetta prole. Questo si trasforma in:
    • la prole verrà sempre prima di te, perché non c’è amore più grande di quello per i figli (e per default tu questo non lo puoi capire) e perché tu sei grande e puoi capire un bambino invece non può. Questo trasforma i piccoli in una specie particolarmente vorace di vampiri affettivi, economici e di tempo, e te in una via di mezzo tra una tata e colf.
    • la madre – o le madri – della prole verranno sempre prima di te, perché sono giustamente preoccupate per il loro / i loro bambino/i, perché sono comprensibilmente gelose (di nuovo non c’è amore maggiore di quello per i figli), e soprattutto perché possono ricattare il suddetto maschietto tramite i figli che diventano, volenti (spesso) o nolenti (a volte) l’oggetto di ricatto e di scambio.
    • se poi pensi che visto che ha già fatto uno o enne figli né farà senza problemi uno con te, beh, visto quanto la sta pagando cara quella specifica eiaculazione, ti sbagli di grosso.

    E’ vero, ci sono eccezioni a questa regola, io personalmente ne conosco una. Uomo splendido, in gamba, se l’è preso mia cugina. Ma fidatevi è l’eccezione che conferma la regola. Uno su un milione, è profondamente improbabile che una roba simile finisca nelle tue mani

  3. L’uomo impegnato. L’uomo che ha una moglie o una compagna ed esce con te… beh cerca l’amante. Quindi, o ti va bene di:
    • vedersi quando lui può
    • dormire da sola, mentre lui dorme con qualcun’altra
    • andare in vacanza da sola, mentre lui va in vacanza con qualcun’altra
    • accettare che lui si trombi stabilmente qualcun’altra (e che non lo faccia per ‘dovere’)

    Oppure proprio non è il caso. La buona notizia è che se tolleri questo, tu puoi fare tutto il cazzo che vuoi: hai un mucchio di tempo libero, vai dove vuoi, dormi e trombi chi vuoi e non devi rendere conto a nessuno… In genere comunque non è un investimento, a meno che tu non voglia credere che lui lasci l’altra per te (non lo farà mai, lo sai che non lo farà mai) e tu sia disposta a prendertene la responsabilità. Hmmmm… certe colpe non si lavano, e tornano fuori, la prima volta che qualcosa va storto.

  4. L’uomo che non si vuole impegnare. Fidati, non si vuole impegnare, avrà i suoi motivi. E no, non sei abbastanza bella, sexy, dolce, intelligente per fargli cambiare idea… di fatto quella donna che gli farà cambiare idea, non c’è.
  5. L’uomo che vive ancora con la mamma. Se ha più di 30 anni e vive ancora con mammà, c’è un problema serio, a scelta:
    • è un mammone che rimarrà attaccato alle sottane di mamma per il resto della vita. E sua madre sarà il terzo incomodo della vostra relazione per altrettanto tempo
    • non è in grado di mantenersi, neanche quel po’ che basta per vivere con un gruppo di amici, neanche arrangiandosi qua e la. In tal caso lo manterrai tu, bada che almeno sia molto giovane e molto molto figo
    • la mamma è gravemente malata, e allora dovrai guardarla tu…
  6. L’uomo che non ha mai torto e non ha mai colpe. Prima o poi si discute. In linea teorica qualche volta ha ragione l’uno e qualche volta l’altro. Ma se lui non ha mai torto e non ha mai colpa, allora il torto e la colpa sono sempre tuoi che sei incapace, inadeguata, sbagliata e lui la vittima. Un tocca sana per la tua autostima.
  7. L’uomo che ti da sempre ragione. Buon senso vuole che gli zerbini si tengano fuori dalla porta di casa e ci si pulisca i piedi sopra. In casa possono servirti mobili, muri, pilastri… ma zerbini, no…
  8. L’uomo violento. Ti ama, ti adora, ma ha il vizio ogni tanto di fare a botte in giro? Certo, ne sei sicura, mai e poi mai toccherebbe te…  Ma ti sbagli. Prima o poi menerà anche a te con buona pace del tanto amore e dell’adorazione.
  9. L’uomo che vuole la donna perfetta. Magari adesso lo sei anche, sei appena andata a farti la ceretta, il parrucchiere ha fatto il suo dovere, hai appena finito la dieta e tutti i tuoi vestiti sono belli stirati e allineati nell’armadio. Sei splendida, fichissima. Ci sarà un cazzo di giorno in cui ti si è rotta la macchina, l’estetista è in ferie, è lunedì ed il parrucchiere è chiuso e la colf è scappata con un brasiliano. Quello è il giorno in cui, tra il depresso e l’inviperito, vorrai sentirti dire “sei bellissima”, l’unico giorno in cui vorresti veramente sentirtelo dire… e lui invece ti dirà “cara, ma come sei sciatta, come ti sei lasciata andare…” e tu lo accoltellerai, guadagnandoti 15 anni di galera (si ci sono le attenuanti generiche). Lo so, lui è bellissimo, curato, magro, pulito, perfetto… ma lo ucciderai, fidati, lo ucciderai.
  10. L’uomo sensibile, profondo e complicato. Sono affascinantissimi. Siamo da sempre cresciute con lo stereotipo dell’uomo materialista e insensibile e poi, miracolo, te ne trovi tra le mani uno con l’anima. L’anima però si tira dietro qualche piccolo inconveniente e spesso l’uomo dotato di anima e più femmina di te (e tu sai – almeno a detta dei tuoi amici quanto rompe i coglioni una femmina) quindi:
    • avrà periodicamente il ciclo mestruale – abbondante – e la PMS. In quei giorni sarà lunatico, intrattabile, e depresso
    • ci metterà più tempo di te a preparasi al mattino o comunque prima di uscire. Ovvero dovrai fare la coda per poter accedere al bagno, tutte le mattine, come quando tu e tua sorella eravate adolescenti
    • avrà un mucchio di fisime, sul cibo, sui locali, sul colore dei muri, sui vestiti e chi più ne ha più ne metta
    • la sera, sul più bello, sarà lui ad avere il mal di testa
    • ti rinfaccerà di trattarlo come un uomo oggetto o come una colf
    • vorrà attenzioni, regali e coccole, tante coccole (sesso poco) anche se fuori ci sono 41° centigradi.

Tutto chiaro? ce la possiamo fare?

DISCLAIMER 1: Agli uomini che in qualche modo hanno incrociato la mia vita (come fratelli, amici, amori): vi voglio e vi ho voluto bene, ad alcuni veramente molto… probabilmente quella sbagliata sono io. Se vi sentite tirati in causa, beh, avete ragione. Non me ne vogliate, non c’è intento di ferire. Sono un giullare, rido sulle mie e sulle vostre catastrofi esistenziali e sentimentali.  

DISCLAIMER 2: il disclaimer 1 è vero nel 100% dei casi -1.  Se sei quell’uno… incazzati

tra la via emilia e il west

Lasciar scorrere, non attaccarsi inutilmente alle persone, alle cose, ai pensieri.

La prima volta che qualcuno mi ha detto devi lasciar scorrere, non attaccarti ai pensieri ero in mezzo ad un bosco, nell’appennino tosco-emiliano. Camminavo sulla via degli Abati con un buon passo speleo, trangugiando amaro. A parlare era una persona molto speciale, un accompagnatore naturalistico, un saggio, un monaco zen, un amico credo. Lì per lì, sputando un polmone in salita e inghiottendo incazzatura e delusione, devo averlo guardato tra l’ironico e lo storto pensando – e forse comunicandoglielo pure – tu e le tue cazzate zen.

Ho però l’abitudine a fermarmi a riflettere sulle questioni che mi vengono proposte, specie se chi me le pone è una persona che stimo. Ci ho riflettuto a lungo, e benché io non abbia le stesse convinzioni filosofico-spirituali del mio amico – o forse dovrei dire di non avere  affatto convinzioni filosofiche, spirituali o religiose –  quel suo lascia scorrere ha sostituito man mano il mio personalissimo mantra di bestemmie. Sono arrivata alla conclusione che non è sano continuare a masticare gli stessi pensieri, i ricordi, non è sano attaccarsi alle persone, alle cose. Ci sono situazioni su cui non abbiamo il controllo, su cui la nostra capacità di influenza e di intervento è limitata, se non nulla. Ci sono cose che sono successe e sono passate, non si possono resuscitare, non si possono correggere, Non ha un senso dannarcisi sopra, a meno che il senso che si voglia raggiungere non sia l’autodistruzione. Quanto alle persone, sono persone: sono fallibili, incostanti, mutevoli, inaffidabili, nel migliore dei casi. Perché ostinarsi, costringere e costringersi a un legame?

Non sono personalmente troppo portata per lasciar scorrere i pensieri, sono un tallonatore di mischia. Sono un po’ più brava, a non attaccarmi alle persone (a parte alcune, molto speciali), alle cose.

Così è venuto Natale, Capodanno, la fine dell’anno scolastico. E’ venuto anche il tuo compleanno, e anche esso è passato. Avrei voluto, forse, alzare il telefono per farti gli auguri, per sapere che tempo fa sui tuoi quindici anni. Ma è un attaccarsi ad un tempo che non esiste più, a una persona che ha preso, per sua scelta, una strada divergente. Va bene così. E’ la vita, direbbe qualcuno. Lascio scorrere, passo oltre, e non fa neppure male.

a M., i suoi passi, la sua meditazione e le sue (non poi così) cazzate zen. Grazie.