kendo & jappy

Samurai day (di kendo, di iaido e di naginata)

In un attimo di ottimismo mi sono organizzata un sabato da vera Onna-geisha:

  • 2h 30 di stage di naginatata
  • 1h 30 di lezione di iaido
  • 2h di assistenza e jigeiko libero per gli esami dei kyusha di kendo

Il kendo è e resta la mia prima natura, non mi dispiace però sondare nuovi orrizonti.

Se il kendo è cocito a misura su di me, lo iaido – per me – è come entrare in vestito di organza di due taglie più piccolo. Rigido, rigoroso, statico e molto molto stretto. Certo è bello ed elegante come poche altre cose, ma, cielo, come mi è stretto! Soffro. Soffrono le mie ginochia, soffre la mia anarchia, e l’eleganza del gesto e dello iaido compensano si, ma è e resta una consolazione. Si spera almeno che faccia bene al mio kendo, forse.

La naginata invece è la sorellina leggera ed elegante del kendo. Stesse dinamiche, armi e guardia diversa, ed una maggior elenganza e bellezza… e molto molto meno contatto. Mi piace. Ci fosse modo e tempo sarebbe veramente interessante da approfondire. La situazione però è quella che è, e la naginata resta un piccolo sogno part-time. Continue reading “Samurai day (di kendo, di iaido e di naginata)”

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disquisizioni di iaido

Ultimamente sto aiutando un mio compagnuccio di dojo a rendere efficiente il sito della Do Academy di Torino (ed è anche per questo che scrivo poco), dove faccio kendo. L’amico oltre ad essere un mio sempai (più alto in grado, più anziano in termini di pratica) kedoisticamente parlando e anche un infervorato iaidoka, e da un paio di settimane sta cercando disperatamente di convincermi a darmi (anche) allo iaido.

Amico: Vieni a fare Iaido, provalo su, almeno completi la tua formazione da Samurai. Poi ci sono “giovani” aitanti (n.d.r. qui c’è dell’ironia in merito all’età media della nostra sezione di iaido) 

Io: sai per me i quarantenni potrebbero essere aitanti… è una questione anagrafica. Mi rifiuto, però, di fare uno sport che: 1) si fa di sabato. 2) non prevedere il prendersi a bastonate. Anche se lo iaito è bello eh. bello bello.

Amico:  tanto sabato in autunno starai a casa a mangiare le castagne e poi ha coccolare Gattoscemo mentre guardi qualche recensione del gioco da tavolo di turno; se invece pratichi Iaido almeno maneggi qualcosa che ti piace e ti appaga.

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L’oscuro oggetto del desiderio, lo iaito, è descrivibile per l’immaginario collettivo come una replica delle antiche katane, in materiale diverso ovviamente e non affilata. Insomma una katana che non è un’arma… E per chi gioca a fare il samurai e a prendere a spadate la gente, beh è quanto meno evocativo.