kendo & jappy

Istantanee delle qualifiche CIK

Lo so, cominciare l’agonismo a 40 anni è una barzelletta. Non ho mai amato le competizioni, non l’ho mai fatto volentieri. Trovo ridicolo osannare o infagare una persona per la prestazione di alcuni minuti, per la voglia di affermarsi a scapito dell’altro, per la rabbia – anche se ben veicolata – che mostra in quel momento. Quindi, se mi capita di dover andare ad una fare una gara di kendo, la faccio certo, ma con una certa filosofia.

Così sono stata alle qualifiche dei campionati nazionali di kendo, a squadre. Ci sono andata per l’avventura, per la squadra ‘sovversiva’ (quattro donne e un ragazzo). Benché la gara non sia andata nel migliore dei modi, ne esco soddisfatta, nel mio. Ho fatto quello che sapevo fare, né più ne meno. Mi porto però alcune belle fotografie mentali…

Il saggio con le caramelle.

Esco dallo shai, andato male – ovviamente, con quel tipico sapore agrodolce: hai fatto benino, potevi fare meglio forse, comunque è andata male. La squadra è ben più amareggiata di me e siamo a bordo shiai-jo un po’ mesti (di solito siamo dei casinari). Si avvicina Mr D. e da dietro alla sua barba mi dice: << sai cosa dico sempre ai bimbi del kendo? >> Rispondo che non lo so… <<Nel kendo non di perde mai – continua – qualche volta si vince, e tutte le altre si impara qualcosa. Vuoi una caramella?>>.  Continue reading “Istantanee delle qualifiche CIK”

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live @ Torino Beach, tra la via emilia e il west

Panta Rei

Tutto scorre. Le situazioni cambiano, le persone anche.

Non possiamo pensare che una situazione resti immutabile nel tempo, di ritrovare la stessa esperienza, gli stessi affetti, gli stessi posti. La vita scorre, ogni cosa prima o poi finisce e ne verranno altre, estratte a caso dall’universo delle possibilità.

Per ogni torrente che si secca, altri verranno. Ed è inutile cercare di immaginare dove, come saranno e il che condizioni li navicheremo, la realtà futura è sempre infinitamente diversa dalla nostra immaginazione… l’infinito universo delle possibilità è assai più ampio di quello che la nostra mente riesce ad immaginare.

E’ inutile quindi affannarsi, angosciarsi, temere. I mostri che ci immaginiamo non saranno mai quelli che dovremo affrontare, e non saranno neppure nascosti negli stessi anfratti.

“ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia”

Amleto – atto I scena IV

Questo mi ripeto, cercando di convincermi, mentre sgranocchio cioccolato.

 

tra la via emilia e il west

Polaroid di un altro tempo (7)

Lo spazio di un respiro, un breve sguardo ad assaporare luce ed aria della terra ti è stato sufficiente e già di troppo, ti sei assopito e non ti desterai. Ma forse in uno sguardo, in un anelito ti apparvero d’un tratto tutti i giochi e della vita tutte le sembianze,  e inorridito ti ritraesti.

(Hermann Hesse)

live @ Torino Beach

La logica ferrea dei bimbi

Ho un cuginetto di secondo grado, ha poco più di tre anni. E’ loquace, visto, insomma è un bambino normale.

Sua madre lo ha avuto con il parto cesareo, e gli è quindi stato spiegato che lui era nato tramite “un taglietto nella pancia della mamma”.

Qualche giorno fa mio zio, ovvero il nonno del bimbo, è stato ricoverato al Mauriziano per un intervento sgradevole ma routinario. Ovviamente il bimbetto vispo e curioso chiede alla madre spiegazioni:

  • Mamma perché nonno è all’ospedale?
  • Perché gli hanno fatto un taglietto nella pancia…
  • Ah, capisco. Quindi ha avuto un bambino.

La logica ferrea dei bimbi.

tra la via emilia e il west

Chissà se ancori rispetti il giorno della memoria.

Ricordi il nostro primo giorno della memoria?

Ti ho convinto a guardare Schindler’s List, nonostante i pregiudizi e le paura che ti avevano imposto. Eravamo seduti sul letto davanti alla tele, dietro la finestra la nebbia rendeva la sera irreale. Avevi paura, paura di provare tristezza, paura di avere paura, paura di confrontarti con la storia e con i tuoi sentimenti. Paure di un bimbo protetto fino quasi all’annientamento.

Hai guardato il film in silenzio, attento, con quei tuoi grandi occhi scuri. Ogni tanto hai tirato sul col naso. Poi il film è finito, e mi hai detto che ti era piaciuto, che eri stato sciocco ad averne avuto paura. Mi hai chiesto se davvero l’olocausto era accaduto, e se era davvero accaduto in quei termini. Ho cercato di spiegarti che certi lati della nostra storia sono molto oscuri e che vanno affrontati e guardati bene nel profondo del loro abisso, perché ognuno di noi che lo fa, si ergerà a guardiano affinché certi orrori non si ripetano. Ho cercato di spiegarti che anche nei periodi più oscuri si può scegliere di non essere complici, cercare di fare la differenza. Ti ho raccontato delle tante persone qualunque che hanno aiutato altri a nascondersi, a scappare, che hanno dato un’informazione sbagliata, che hanno passato un bimbo altrui per loro. Continue reading “Chissà se ancori rispetti il giorno della memoria.”

kendo & jappy

La Nausicaa di Miyazaki

Ieri sera, in una serata uggiosa, sono andata a vedere Nausicaa della valle del vento, di Miyazaki. Premetto che adoro i film dello studio Ghibli e e quelli del grande maestro in particolare. Nausicaa, però, Nausicaa è a tutti gli effetti una splendida favola ecologista ante tempore che riempie gli occhi (il tratto speciale dello studio Ghibli a passo uno è una coccola per gli occhi che non ritroveremo più), la testa (si anche i cartoni animati a volte fanno pensare) e l’animo. Bellissimi i personaggi e tra tutti bellissima questa Nausicaa così forte, sensate eppure coraggiosa e battagliera (anche se continuo a preferire l’ira di Mononoke alla compassione di Nausicaa) e meravigliosi gli scenari che, visti sul grande schermo, fanno davvero sognare. Film per grandi, assolutamente e per piccini svegli – a cui bisogna assolutamente farlo vedere…

il mondo attorno

dalla parte delle bambine.

Un recente post polemico su facebook di una amica goblinessa mi ha fatto tornare per l’ennesima volta la bile alla bocca dello stomaco sulla questione gender…

Questo meraviglioso prodotto ludico distingue con molta nettezza quel che ci si aspetta dai bambini e quello che ci si aspetta dalle bambine. Per i bambini sono previsti soggetti attivi, scientifici e avventurosi (pirati, robot, dinosauri), per le bambine invece soggetti passivi, estetici e fiabeschi (fate, principesse, cuccioli). Così un oggetto apparentemente innocente e di puro intrattenimento diventa all’istante uno strumento di indottrinamento culturale che separa il mondo in femmineo (sentimentale, estetico e sognatore) e mascolino (attivo, costruttivo, materiale), come se, nella realtà di questo mondo, da adulti, questi ruoli fossero ancora così ben definiti. Continue reading “dalla parte delle bambine.”

ostinatamente ludica

Carrarashow 2015 – di amici, di giochi, e altre inezie.

Un paio di settimane fa s’è svolto il Carrarashow, dove – in qualità di adepto di Tana dei Goblin ho passato un paio di giorni con l’intento di prestarmi al ruolo di divulgatore di giochi.

Complice il caldo già estivo, il ponte lungo e la prima edizione dell’evento, beh l’afflusso non è stato quello sperato, ma, in compenso, ho potuto godermi l’affetto e la compagnia di amici vecchi e nuovi, provare giochi, partecipare a un torneo e fare shopping.

Gli amici

ahhh gli amici… Per ognuno – vecchio o nuovo amico – ho un piccolo ringraziamento. Non mi dilungo, sapete chi siete e sapete di cosa vi sono grata, eravate lì…

I giochi

I giochi ovviamente l’han fatta da padroni… Mi sono tolta lo sfizio di provare un po’ di cosucce qui e lì…

Five Tribes: Bello, veloce, che gira bene. Non un filler, però, e forse non proprio alla portata di un qualunque neofita. Ha molto più spessore di quello che può sembrare a prima vista. Anche il lato estetico è decisamente piacevole, e per me, nei giochi anche l’estetica ha il suo valore. Lo volevo provare da tempo, e si, l’ho provato. Ne esco entusiasta, con un gioco in più nella lista dei desideri. Non mi spingo oltre, è pieno di recensioni in giro…

Spyfall: Osannato da alcuni. Lo ammetto non sono particolarmente portata per i party games, ma alcuni li gioco volentieri (Dixit, Il sesto senso, La boca…), altri un po’ meno volentieri ma comunque non mancano nella mia personale ludoteca (Avalon). Spyfall vince il premio demenza dei party games. No, avete frainteso. Non demente nel senso di demente che diverte, da balotta (vedi Voodoo o Misantropia). Demente nel senso che annoia, è completamente casuale e tirato per aria. Lungi da me! Va de retro SATANA!!!

Concept: Non è male, ecco. Entrando nei party games, questo lo si può definire un gioco, un gioco interessante da balotta. Non il mio gioco, però. Non amo i giochi del tipo ‘indovina la parola, il persanoggio etc”. Non amo il genere, ma Concept lo dipana bene, aggiungendo profondità, aprendo nuovi orizzonti e regalando minuti interessanti. Non nella mia ludoteca, ma una partita una tantum me la posso concedere.

Quantum Race: Quantum race vorrebbe essere un gioco introduttivo alla fisica quantistica. Ok, obiettivo decisamente ambizioso e grande istinto di divulgazione scientifica. Purtroppo però un gioco, per essere giocabile oltre a essere divulgativo e impregnato di buoni propositi deve essere interessante e a scelta o molto divertente o molto impegnativo… e un gioco di giri di pista, liscio, non è esattamente un capolavoro. Formula DE gli da milioni di punti, anche se è molto meno culturale. Purtroppo per inventare bei giochi, anche bei giochi divulgativi, non è una garanzia un PHD in fisica nucleare, e sicuramente il gioco soffre della poca esperienza ludica dell’autore. Peccato. Provaci ancora Sam. Rimandato a  settembre.

Balance: Balance mi ha stimolato la fantasia da più di un anno. E’ un gioco olandese i cui creatori da tempo si stanno battendo, credo, tutte le fiere di questo mondo. Alla vista e alla sensazione istintiva sembra infinita mente interessante. Quando ti siedi a giocarlo scopri che è di fondo un backgammon semplificato, impostato su bilancia a bracci rigidi. Non particolarmente interessante in sé, la bilancia aggiunge poco e la semplificazione del gioco originario perde il bello, e il fascino del backgammon. Per la serie quando l’evoluzione è una involuzione.

Scaccia i Mostri: Ovviamente un gioco per bimbi, un collaborativo (una bella e non frequente caratteristica nei nei giochi per piccoli) in sapore horror soft. Dall’armadio escono i mostri, per scacciarli bisogna trovare a memoria il giocattolo di cui ogni specifico mostro ha paura. Beh, tecnicamente è una rivisitazione del memory, ma una bella rivisitazione, con una bella grafica, una bella ambientazione e qualche meccanica che fa la differenza. Per i figli che non ho.

El Capitan: Ancora un gioco per bimbi, competitivo e non collaborativo, ma sempre a base memory. Solo che non tutte le rivisitazioni del memory escono bene e questo infatti è un gioco noioso e decisamente poco attraente. Da non riprovare.

Se vi state chiedendo cosa ci facessi allo stand dei giochi per bimbi vi rassicuro, non sto tardivamente tentando di clonarmi, e no, non sono incinta. Accompagnavo in missione un amico – noto creatore di giochi da tavolo a target meno adulti – che girava curiosando tra gli stand.

Il torneo

Mi hanno obbligata a fare un torneo di Ticket to Ride, è andato malissimo. Chi non risica non rosica, ma chi risica troppo… resta a piedi. Brava la nostra nuova recluta, invece, che è arrivata 3° al suo primo torneo di giochi, il suo primo weekend ludico e il suo primo Ticket to Ride. Ridimensionati ego mio, ridimensionati.

Lo shopping

Beh ho saccheggiato la bottega giapponese (magliette, bachette, geta, totoro… ) e ho tentato nuovi fumetti, ma niente giochi. Una grande vittoria sulla mia dipendenza ludica.