il mondo attorno

il giorno della memoria l’olocausto e altri genocidi.

Il 27 gennaio di ogni anno è stato consacrato a giorno della memoria delle vittime dell’Olocausto. Benché il significato generico della parola olocausto sia per estensione “sacrificio totale, distruzione di gruppi etnici o religiosi, di popolazioni, città” (cit. Treccani), l’Olocausto con la “O” maiuscola è il nome che viene dato all’opera di sterminio nazista perpetrata sulla popolazione ebrea, e su tutti gli altri ‘indesiderabili’.

Il 27 gennaio si ricorda questo Olocausto: la persecuzione di ebrei, nomadi, omosessuali, portatori di handicap e chi più ne ha più ne metta ad opera delle forze naziste. Per questo parliamo di ebrei, di campi di concentramento, di deportazioni, di treni, di camere a gas.

L’Olocausto nazista non è certo stata l’unica impresa di sistematico annientamento di una o più popolazioni nella storia, e di certo non l’unica perpetrata da noi occidentali. E’ però quello che – almeno in qualità di Europei – ci è più vicino, nel tempo, nello spazio e nei luogi. E certo più vicino a noi nella memoria, nella persone. Continue reading “il giorno della memoria l’olocausto e altri genocidi.”

live @ Torino Beach

Citius! Altius! Fortius!

O se preferite: “più veloce! più in alto! più forte“.

Forse non è noto a tutti ma il vero motto delle olimpiadi è questo, e non la arci-nota frase di De Coubertin: l’importante non è vincere ma partecipare.

Citius! Altius! Fortius! è una frase del predicatore domenicano Henri Didon, proposta e adeottata dal De Coubertin. A ben guardare, questo motto rispecchia molto meglio e molto di più il reale spirito olimpico attuale, anziché l’ideale olimpico che forse mai nessuno ha preso alla lettera… Il concetto infatti è “di più“. Più sfarzo, più soldi, più pressione, più risultati, più giudizi, in un eterno sforzo all’eccesso e alla perfezione che poco ha a che fare con l’amicizia tra i popoli, la solidarietà, il rispetto delle regole, la correttezza. Non è mai stato così. Continue reading “Citius! Altius! Fortius!”

live @ Torino Beach

Tutti i colori della mole

Stasera la mole si colorerà di viola per  la lotta alla malattia di Crhon.

La settimana scorsa era blu, in onore del salone del libro.

Il 4 maggio si è colorata di granata per ricordare il grande Torino.

Il 2 aprile la mole si è colorata di blu per la lotta all’autismo.

Il 17 marzo era verde, la mole antonelliana, per San Patrizio.

Prima ancora è stata viola per i malati prematuri, poi rosa per la lotta al tumore al seno…

Ok, capisco che abbiamo comprato le lucine a led colorate, però anche basta giocare con gli interruttori, va… Povera, povera mole, da sinagoga a monumento, da monumento a simbolo di una città, da simbolo a icona delle monetine da qualche centesimo, da icona a lampadina a led…

 

live @ Torino Beach

La verità è che non sono nevrotica, e neanche iperattiva…

La mia vita è piena, molto. Ho mille interessi, e molte persone a cui tengo. Di conseguenza, spesso e volentieri le miei giornate, e serate sono spesso un susseguirsi mozzafiato di cose, persone, attività. Sei un po’ nevrotica, dice mia madre. Fai troppe cose, ti stanchi troppo, dice mio padre. Sei ipercinetica, nottambula, insonne, aggiungono i miei colleghi…

Nessuno di loro ha esattamente ragione, se non nella parte che implicitamente mi definisce non proprio proprio normale.

Un giorno ti accorgi che tutto è effimero: è effimero il tuo lavoro, l’amore della tua vita, i tuoi sogni sono effimeri, effimeri sono i progetti per il tuo futuro. Persino i luoghi e i monumenti possono sparire da un secondo all’altro (Palmira docet). Anche tu sei effimero, e fragile, nella mente e nel corpo. Tutto è destinato a sparire a ridursi in polvere, e lo fa spaventosamente in fretta.

Ogni istante che ho di questa mia unica vita, voglio semplicemente viverlo. Domani potrebbe non essere una realtà percorribile ed ogni singola cosa rimandata a quel giorno potrebbe rimanere lì, a mezz’asta. Non provata, non vissuta, non finita. Non so se c’è un nome nella letteratura psichiatrica per chi soffre di troppa voglia di vivere, di chi si ammazza di fatica per non perdersi per strada troppa roba. Continue reading “La verità è che non sono nevrotica, e neanche iperattiva…”

live @ Torino Beach

Riesci ancora a dormire?

“Ma toglimi una curiosità, tu, che sei il PM su questo progetto, riesci ancora a dormire la notte?”

“Guarda io già dormivo male prima, per motivi miei. Non mi fa grande differenza dormire male per un motivo o per l’altro”

Scene d’ordinaria follia su un progetto sfidante.

 

il mondo attorno, live @ Torino Beach, Uncategorised

Lavorare tutti, lavorare meno

Alcatraz, una delle sedi principali dell’IT della grande azienda ™ per cui lavoro. E’ giorno di ponte, il 7 dicembre, e gli alti edifici sono immersi in una nebbia lattiginosa, appiccicosa. Delle 14 scrivanie dell’ufficio, oggi solo due sono animate, una ovviamente è la mia.

A presidiare il fortino siamo rimasti in due: io e il consulente prezzolato che proprio non poteva farne a meno. La mestizia e palpabile, la bestemmia è una presenza immanente, sottintesa.

In giorni come questo, come a metà agosto o sotto natale, lavorare, anche se sei in ufficio è utopico. Le persone che cerchi non sono in ufficio, sono a spassarsela da qualche parte, e tentare di raggiungerle è oltre che degradante, spesso vano. Eppure qualche sfigato in ufficio ci deve stare… il perché mi è spesso ignoto. Continue reading “Lavorare tutti, lavorare meno”

live @ Torino Beach

Potresti essere tu, o potrebbe essere qualcuna a cui tieni…

 

Una donna, da solo sull’autobus. Un’ombra tra tante, nascosta, quasi trasparente tra la folla. Quasi invisibile.

A guardarla bene, a guardarla da vicino, si nota un’odore di infelicità sottesa: le spalle un po’ curve, gli occhi a guardare verso il pavimento, dietro gli occhiali scuri. Occhi sfuggenti, in perenne movimento, occhi di chi si vergogna. Occhi rossi, lucidi, nascosti dietro alle lenti scure di larghi occhiali da sole alla mode, occhi di chi ha le lacrime in tasca, di chi piange spesso.

Potresti indovinare i lividi, fisici o morali di quella donna solo passandole affianco. Lo indovineresti dall’odore, dal modo di muoversi, dalla velocità con cui si sposta per lasciarti passare, mentre scendi dall’autobus e prosegui per la tua strada dimenticandone un’istante dopo.

Eppure, eppure, quella donna, oggetto di violenza fisica o psicologica, potresti essere tu, potrebbe essere la tua amica del cuore, la tua compagna, tua sorella o tua madre… perché purtroppo gli uomini violenti sono molti di più di quello che si crede, se ne annidano tanti, protetti dal silenzio della vergogna, in tutte le famiglie, in tutti gli strati sociali. Potrebbe essere un violento il tuo prossimo amore, o il prossimo amore della tua attuale compagna, di tua sorella.

Esistono gruppi di aiuto e di auto-aiuto per gli uomini violenti, usateli ragazzi…

Esistono gruppi di aiuto per le donne oggetto di violenza, ragazze andateci. Non siete voi che vi dovete vergognare, è lui che dovrebbe vergognarsi. Ed esiste la legge, che dovrebbe difendervi.

Ma soprattutto, non facciamo tutti finta di niente… questa storia deve finire. Dobbiamo farla finire.

gli uomini contro la violenza sulle donne: NoiNo

le donne contro la violenza sulle donne: D.I.R.E.

centri di aiuto per gli uomini maltrattanti

centri di aiuto per donne oggetto di violenza

stop

 

 

mondo animale

Animali da lavoro

Siamo così abituati a riversare sui nostri animali domestici così tante aspettative a affetti frustrati che spesso li trattiamo – snaturandoli e danneggiandoli – più come figli, piccoli umani che come le creature che sono in realtà.

Mi sono chiesta a lungo nella mia vita se sia giusto tenere le bestiole domestiche come animali da compagnia, obbligandoli a uno stile di vita e a maneggi che non sono propri della loro natura. Io i miei gatti li proteggo a morte: non escono di casa, sono sottratti a qualunque pericolo e sono al vero abbastanza umanizzati (e probabilmente annoiati). Non credo che faccia loro così bene, credo che probabilmente sarebbero più felici a correre nei prati, ma a Torino non ci sono prati e io morirei d’angoscia a saperli in giro per le strade.

Insomma ci siamo assolutamente dimenticati della natura e dello scopo per cui spesso le razze domestiche sono state create: la maggior parte dei domestici è stata selezionata per esserci utile e non come contenitore del nostro affetto frustrato. Continue reading “Animali da lavoro”

il mondo attorno

La legge dalla parte dei mostri

Non chiamateli uomini, non chiamateli neanche animali, chiamateli mostri, perché mostri sono.

Un uomo che picchia così forte una ragazza, la sua convivente di 15 anni più giovane, fino a renderla per il resto della sua vita un vegetale è un mostro. Un mostro per aver distrutto una persona che avrebbe dovuto amare e un mostro per non essere stato in grado di controllare la sua violenza fin quando l’altro non è caduto esanime.

Questa persona non è un essere umano, non è una persona ‘recuperabile’. Questa persona è un pericolo per chiunque gli stia affianco, familiare, morosa, collega o vicino. Questa persona andrebbe rinchiusa, per la sua vita, lontano dagli altri, in modo che non possa più nuocere.

Allora spiegatemi, com’è che non gli han dato l’ergastolo? com’è che gli hanno dato uno sconto di pena?

Non credo che vedrò mail il giorno in cui in Italia si smetterà – davvero – di scusare gli uomini che picchiano, devastano e ammazzano le loro (ex o attuali) compagne. Non credo che succederà. Ma sarebbe un bel giorno, quello.

[i numeri, li trovate qui]