kendo & jappy

Il lungo viaggio di un bogu

Il mio bogu, comprato in Giappone, ha viaggiato in una settimana più a lungo di quanto non viaggerò io in tutto l’anno. E lo ha fatto a tempo di record.

Giovedì, Luglio 09, 2015 Luogo Tempo
20 Spedizione Consegnata – Firmata da : TURIN 11.22
19 Spedizione in consegna TURIN – ITALY 9.39
18 Spedizione arrivata – TURIN – ITALY TURIN – ITALY 9.17
17 Spedizione in transito – MILAN – MALPENSA – ITALY MILAN – MALPENSA – ITALY 7.12
15 Spedizione sdoganata MILAN – MALPENSA – ITALY MILAN – MALPENSA – ITALY 6.34
13 Gestione documentazione doganale in corso MILAN – MALPENSA – ITALY 5.46
12 Spedizione in transito – LEIPZIG – GERMANY LEIPZIG – GERMANY 4.38
10 Spedizione in transito – LEIPZIG – GERMANY LEIPZIG – GERMANY 1.04
Mercoledì, Luglio 08, 2015 Luogo Tempo
9 Spedizione in transito – FRANKFURT – GERMANY FRANKFURT – GERMANY 19.35
7 Spedizione in transito – FRANKFURT – GERMANY FRANKFURT – GERMANY 17.13
Martedì, Luglio 07, 2015 Luogo Tempo
6 Spedizione in transito – TOKYO – JAPAN TOKYO – JAPAN 21.38
4 Spedizione in transito – TOKYO – JAPAN TOKYO – JAPAN 19.28
3 Spedizione in transito – FUKUOKA – JAPAN FUKUOKA – JAPAN 15.26
1 Spedizione ritirata FUKUOKA – JAPAN 10.56

Visto che è stato ordinato il 2 di Luglio nel pomeriggio, direi che a AJB e DHL hanno fatto un discreto miracolo.  Peraltro il bogu stesso è decisamente bellino, le misure perfette. Bravi e grazie.

 

tra la via emilia e il west

Abbiamo chiuso, stavolta davvero.

Mi scrive oggi il mio collega dalla filiale di Bologna – un santo, è riuscito a risolvere tutto senza farmi scendere in ufficio da lui, a 350 km da qui – che i documenti sono arrivati sani e salvi, e che ha potuto procedere alla revoca della fidejussione – che avevo richiesto a garanzia del contratto di affitto della casa di Bologna – e annesse chiusure del fido e del credito di firma.

Da quando ho deciso che sarei tornata a casa a quando effettivamente ho chiuso tutti gli strascichi di questa brutta avventura sono passati 356 giorni, 20 ore e 30 minuti, circa. Il mio lettore potrà pensare che avrei potuto semplicemente arrotondare e dire che più o meno era passato un anno, e che il conto – probabilmente fittizio – era stato esposto per far scena. Purtroppo no, il conto è reale e  quei 526.800 minuti si sono tutti fatti contare, uno a uno. Un infinito rosario di bestemmie.

Ho chiuso i miei sospesi con Bologna. Adesso posso anche far pace con il capoluogo Emiliano. Restano nella città rossa alcune delle persone e dei luoghi a cui sono più affezionata.

Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo (Oriana Fallaci – Un cappello pieno di ciliegie)

mondo animale

Io e il lupo

foto di Martino Pizzol - https://www.flickr.com/photos/martinopizzol/
foto di Martino Pizzol – https://www.flickr.com/photos/martinopizzol/

Quando sono nata, il lupo italiano (canis lupus italicus) era ridotto ai minimi storici, il censimento di Boitani / Zimen riporta 100-110 esemplari nel 1976

Da ragazzina ero (già) strana. Alle medie, quando tutte le mie coetanee sognavano di vedere Simon Le Bon – o chi per esso – e giravano per i concerti, io giravo per i boschi sognando di vedere il lupo. Sognavo, sognavo solo, al tempo la popolazione lupesca in Italia si era ridotta a circa 250 esemplari (stima per il 1986 del gruppo lupo Italia).

Qualche anno dopo il mio primo (o quasi) fidanzatino rispondeva al fatidico “chi è?” al mio citofono con uno scanzonato “il lupo”. Correva l’anno 1991, io continuavo a scorrazzare nei boschi sognando. l’anno precedente il gruppo lupo Italia stimava 400 esemplari sul nostro suolo.

Attorno all’anno 2000 la mia presenza nei boschi e sulle alpi ha avuto un incremento notevole, grazie alla speleologia. Ho percorso a piedi centinaia di km essenzialmente  sulle alpi marittime. Erano gli anni in cui, timidamente il lupo aveva cominciato a lasciare gli appennini, per avventurarsi sulle alpi. In val Tanaro e Pesio, grazie anche agli sforzi dell’ente parco, il lupo era una presenza tangibile e talvolta visibile, e io l’ho visto sul Marguareis una tarda estate: un fantasma silenzio e sfuggente, timido e schivo. Non aveva niente a che vedere con l’essere crudele e spietato dei racconti dei nostri vecchi o delle favole, sembrava piuttosto uno spirito antico della montagna, pacifico e solo.  (erano gli anni dei primi avvistamenti stabili del lupo in Piemonte – il branco di Val Pesio e branco del Gran Bosco  sono documentati dal 1996 – , dei primi progetti piemontesi di studio, e il lupi in Italia, secondo la stima del gruppo lupo Italia erano 600).

Da allora ho continuato a camminare, guardando le orme e le ombre, ma lupi, liberi non ne ho più visti. Ho fatto però da spettatore della seconda fila esultando alla formazione di ogni nuovo branco nelle mie valli (branco di Bardonecchia: 2000; Branco della Val Chisone: 2000; Branco dell’Orsiera: 2006; branco della Val Germanasca: 2006) e sperando per ogni lupo ferito che stato avvistato, catturato e curato – o almeno ci si è provato.

Ad oggi il numero di lupi stimato in Italia è di 1500 (Luci e ombre sulla biodiversità italianaLupi, orsi, aironi. A volte ritornano),  e il lupo in provincia di Torino è diventato una realtà, uno sfuggente vicino di casa in cui si può incappare con un po’ di fortuna (vedi la vecchia lupa che lo scorso weekend ha fatto un salto in paese a Pragelato). 

Per quanto possano sembrare strani, a volte i sogni dei bambini si avverano. Il lupo sotto casa era uno dei miei.

Alle lupe di Pragelato, che hanno avverato il mio sogno. 

La vecchia lupa che ha visitato Pragelato a febbraio 2015 - foto di Stefano Martin
La vecchia lupa che ha visitato Pragelato a febbraio 2015 – foto di Stefano Martin

 

Hope, la lupa ferita  catturata e curata a Pragelato nel 2013
Hope, la lupa ferita catturata e curata a Pragelato nel 2013

 

fonti: