mondo animale

polaroid di un altro tempo (6)

Quando nel 1990 mio padre a pranzo mi disse di andare in maneggio e scegliere un cavallo, per il mio compleanno, feci fatica a credere alle mie orecchie. Mollai il pranzo, mi misi la felpa e mi fiondai giù dal terrazzo di casa, correndo a perdifiato fino in maneggio. Avevo le mani che tremavano e per l’emozione mi inciampai un paio di volte sulla via, ruzzolando, rialzandomi e riprendendo a correre. Quando arrivai in maneggio ero un schifo, ma tanto in maneggio non ci fa caso nessuno. Andai nei paddock e mi piazzai davanti alla bestiola che da mesi mi aveva rubato il cuore: un puledrino (gigantesco, al vero) di sei mesi, che praticamente avevo visto nascere. Altissimo per l’età, tutto gambe. E selvatico e incazzoso come, nella mia lunga vita equestre, ne ho visti pochi.  Ma era splendido e affascinate come solo che ti promette un mondo di guai e di avventure sa essere. Non c’è stato verso, a nulla sono valse le parole dei grandi sul fatto che non fosse il caso prendere un animaletto così giovane e probabilmente difficile alla mia età. Volli lui, e lui fu. Il più bel regalo della mia vita.

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live @ Torino Beach

aria fritta non fa tempura

Quando ho cominciato a lavorare io, era solito girare, tra gli uffici, un divertente foglietto con disegnato un omino alla scrivania annoiato e la dicitura: Ti senti solo? ti stai annoiando? Indici una riunione

Qualche anno dopo girava un’altro amabile foglietto, quello della ‘parole chiave’ della riunione. Andavi in riunione portandotelo dietro e man mano che sentivi i paroloni allineati su quel foglietto, le sottolineavi. A fine giornata, coi colleghi d’ufficio si faceva a gara a chi ne aveva (di paroloni tecno-farsaici) sentiti di più.

Ora sono passati quattordici anni dalla mia prima riunione lavorativa, e il gusto della minestra è sempre quello: indici una riunione di mezz’ora, sai a che ora entri, ma non sai a che ora ne esci, né con quale risultato. Se acchiappi un pesciolino, una piccola soluzione, una scappatoia, in un mare di aria fritta di alcune ore, sei contento. Spesso torni con la lenza vuota, e un’altra riunione da indire. Continue reading “aria fritta non fa tempura”

mondo animale

Animali da lavoro

Siamo così abituati a riversare sui nostri animali domestici così tante aspettative a affetti frustrati che spesso li trattiamo – snaturandoli e danneggiandoli – più come figli, piccoli umani che come le creature che sono in realtà.

Mi sono chiesta a lungo nella mia vita se sia giusto tenere le bestiole domestiche come animali da compagnia, obbligandoli a uno stile di vita e a maneggi che non sono propri della loro natura. Io i miei gatti li proteggo a morte: non escono di casa, sono sottratti a qualunque pericolo e sono al vero abbastanza umanizzati (e probabilmente annoiati). Non credo che faccia loro così bene, credo che probabilmente sarebbero più felici a correre nei prati, ma a Torino non ci sono prati e io morirei d’angoscia a saperli in giro per le strade.

Insomma ci siamo assolutamente dimenticati della natura e dello scopo per cui spesso le razze domestiche sono state create: la maggior parte dei domestici è stata selezionata per esserci utile e non come contenitore del nostro affetto frustrato. Continue reading “Animali da lavoro”