tra la via emilia e il west

Marmellata di fragole

Ho un debole per la marmellata di fragole: ti riempie la bocca di sapori esotici e dolci, ti porta lontana e ti fa volare alto, ti impiastriccia le mani e ti rimane appiccicata alle dita come una seconda pelle, ti lascia addosso quel gusto zuccherato e intenso.

Poi il barattolo finisce, e tu osservi il vuoto sconsolato alla richerca di qualche rimasuglio. Ti guardi le mani appiccicose, con una acuta nostalgia, cercando con la lingua di rubare tra le dita ancora qualche rimasuglio – ne resta sempre qualche traccia.

E’ una condanna, ti caria i denti e minaccia seriamente il tuo cuore. Ti distrugge lentamente dall’interno, mangiandoti le viscere e l’anima.

E’ dannazione eterna. Ci sarà sempre un’altro barattolo, nascosto in qualche piega del tempo. Poi solo aspettare, in un misto di paura e impazienza, che salti fuori.

La marmellata di fragola ti rimane attaccata alle dita e alle papille gustative per sempre, non te ne puoi liberare.

live @ Torino Beach

Direi che la morte lenta è lontana

<<…Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza,
chi rinuncia ad inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica…>>

(A Morte Devagar – Martha Madeiros, 2000)

Oggi ho capovolto un tavolo, non sono infelice sul mio lavoro, come sempre navigo a vista nell’incerto scansando consigli. Ho un viaggio nel cassetto e un sogno attaccato allo zaino. La musica in cuffia e un libro mi aspetta a casa sul comodino.

Direi che la morte lenta è molto lontana.

live @ Torino Beach

La verità è che non sono nevrotica, e neanche iperattiva…

La mia vita è piena, molto. Ho mille interessi, e molte persone a cui tengo. Di conseguenza, spesso e volentieri le miei giornate, e serate sono spesso un susseguirsi mozzafiato di cose, persone, attività. Sei un po’ nevrotica, dice mia madre. Fai troppe cose, ti stanchi troppo, dice mio padre. Sei ipercinetica, nottambula, insonne, aggiungono i miei colleghi…

Nessuno di loro ha esattamente ragione, se non nella parte che implicitamente mi definisce non proprio proprio normale.

Un giorno ti accorgi che tutto è effimero: è effimero il tuo lavoro, l’amore della tua vita, i tuoi sogni sono effimeri, effimeri sono i progetti per il tuo futuro. Persino i luoghi e i monumenti possono sparire da un secondo all’altro (Palmira docet). Anche tu sei effimero, e fragile, nella mente e nel corpo. Tutto è destinato a sparire a ridursi in polvere, e lo fa spaventosamente in fretta.

Ogni istante che ho di questa mia unica vita, voglio semplicemente viverlo. Domani potrebbe non essere una realtà percorribile ed ogni singola cosa rimandata a quel giorno potrebbe rimanere lì, a mezz’asta. Non provata, non vissuta, non finita. Non so se c’è un nome nella letteratura psichiatrica per chi soffre di troppa voglia di vivere, di chi si ammazza di fatica per non perdersi per strada troppa roba. Continue reading “La verità è che non sono nevrotica, e neanche iperattiva…”

tra la via emilia e il west

Chissà se ancori rispetti il giorno della memoria.

Ricordi il nostro primo giorno della memoria?

Ti ho convinto a guardare Schindler’s List, nonostante i pregiudizi e le paura che ti avevano imposto. Eravamo seduti sul letto davanti alla tele, dietro la finestra la nebbia rendeva la sera irreale. Avevi paura, paura di provare tristezza, paura di avere paura, paura di confrontarti con la storia e con i tuoi sentimenti. Paure di un bimbo protetto fino quasi all’annientamento.

Hai guardato il film in silenzio, attento, con quei tuoi grandi occhi scuri. Ogni tanto hai tirato sul col naso. Poi il film è finito, e mi hai detto che ti era piaciuto, che eri stato sciocco ad averne avuto paura. Mi hai chiesto se davvero l’olocausto era accaduto, e se era davvero accaduto in quei termini. Ho cercato di spiegarti che certi lati della nostra storia sono molto oscuri e che vanno affrontati e guardati bene nel profondo del loro abisso, perché ognuno di noi che lo fa, si ergerà a guardiano affinché certi orrori non si ripetano. Ho cercato di spiegarti che anche nei periodi più oscuri si può scegliere di non essere complici, cercare di fare la differenza. Ti ho raccontato delle tante persone qualunque che hanno aiutato altri a nascondersi, a scappare, che hanno dato un’informazione sbagliata, che hanno passato un bimbo altrui per loro. Continue reading “Chissà se ancori rispetti il giorno della memoria.”

kendo & jappy, live @ Torino Beach

salti nel tempo, all’indietro.

Ci sono abitudini che ho perso. Piccoli gesti, routine periodiche, che appartengono a un passato più o meno lontano.

Sono passati 15 anni dall’ultima visita di idoneità all’attività agonistica.Ho dovuto rifarla recentissimamente, per il kendo. Non è cambiato nulla. Ancora ti aggiri come un imbecille in mutande e accappatoio, ancora pedali sputando i polmoni su una bicicletta, ancora pisci in un contenitore…

L’ultima volta che sono andata in fumetteria con qualcuno a sprecar tempo era il 2011. Mi è sempre piaciuto perdermi tra gli scaffali commentando disegni e edizioni. Lo facevo spesso con il fog a Torino, alla fumetteria della Rinascente. L’ho fatto qualche volta a Bologna, da Alessandro Edizioni, quando avevo una specie di famiglia.  Poi, famiglia o non famiglia, ho smesso di cercare immagini negli scaffali, in compagnia o da sola. L’ho rifatto, alla caccia disperata del nr°1 di Bamboo Blade – acquisto compulsivo e kendoisticamente obbligatorio. 20151010_194155 Continue reading “salti nel tempo, all’indietro.”

kendo & jappy

La Nausicaa di Miyazaki

Ieri sera, in una serata uggiosa, sono andata a vedere Nausicaa della valle del vento, di Miyazaki. Premetto che adoro i film dello studio Ghibli e e quelli del grande maestro in particolare. Nausicaa, però, Nausicaa è a tutti gli effetti una splendida favola ecologista ante tempore che riempie gli occhi (il tratto speciale dello studio Ghibli a passo uno è una coccola per gli occhi che non ritroveremo più), la testa (si anche i cartoni animati a volte fanno pensare) e l’animo. Bellissimi i personaggi e tra tutti bellissima questa Nausicaa così forte, sensate eppure coraggiosa e battagliera (anche se continuo a preferire l’ira di Mononoke alla compassione di Nausicaa) e meravigliosi gli scenari che, visti sul grande schermo, fanno davvero sognare. Film per grandi, assolutamente e per piccini svegli – a cui bisogna assolutamente farlo vedere…