kendo & jappy

Samurai day (di kendo, di iaido e di naginata)

In un attimo di ottimismo mi sono organizzata un sabato da vera Onna-geisha:

  • 2h 30 di stage di naginatata
  • 1h 30 di lezione di iaido
  • 2h di assistenza e jigeiko libero per gli esami dei kyusha di kendo

Il kendo è e resta la mia prima natura, non mi dispiace però sondare nuovi orrizonti.

Se il kendo è cocito a misura su di me, lo iaido – per me – è come entrare in vestito di organza di due taglie più piccolo. Rigido, rigoroso, statico e molto molto stretto. Certo è bello ed elegante come poche altre cose, ma, cielo, come mi è stretto! Soffro. Soffrono le mie ginochia, soffre la mia anarchia, e l’eleganza del gesto e dello iaido compensano si, ma è e resta una consolazione. Si spera almeno che faccia bene al mio kendo, forse.

La naginata invece è la sorellina leggera ed elegante del kendo. Stesse dinamiche, armi e guardia diversa, ed una maggior elenganza e bellezza… e molto molto meno contatto. Mi piace. Ci fosse modo e tempo sarebbe veramente interessante da approfondire. La situazione però è quella che è, e la naginata resta un piccolo sogno part-time. Continue reading “Samurai day (di kendo, di iaido e di naginata)”

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tra la via emilia e il west

Ritrovando la mia Bologna

Forse è vero “poi passa. Passa tutto prima o poi”, lo diceva una strana creatura dagli occhi cangianti.

Questo weekend ho ritrovato Bologna, la mia Bologna, quella che un tempo amavo. Sotto le lucine colorate di Natale, tra i negozi agghindati a festa, tornei di giochi e spacci di tortellini, giravo con il naso all’insù, gli occhi socchiusi a luna crescente e le lentiggini curiose sopra un sorriso largo.

Bologna è bella e calda, anche d’inverno. Le sue case rosse, cosparse di lucine stagionali la fanno somigliare ad un immenso presepe grasso, costellato di ghiottonerie di ogni tipo, libri e giochi.

Camminare su Bologna, i passi affianco a quelli dell’anima incosapevole, vicini e simili come due ciliege gemelle,  mi riporta indietro di molto tempo, ma in una variante universale più benevola e accogliente. Continue reading “Ritrovando la mia Bologna”

live @ Torino Beach

Le menzogne e le coccinelle

Le coccinelle, si le coccinelle – quegli insettini carini, tondini, buffini a pallini… loro, proprio loro – mordono. E fanno pure male, ti vengono dei ponfi pruriginosi grossi come delle monete.

Io posso capire che le vespe mordano, e facciano male – hanno l’aria feroce. Posso anche capire che le api, anche se sono puccettose, se in pericolo pungano, e poi muoiano. I ragni mordono, è implicito. Le zanzare, le pulci, i tafani etc… mordono, è nella loro natura. Posso anche accettare che quelle bestie disgustose note al mondo come cimici asiatiche, mordano. In fondo sono mefitiche…

Ma le coccinelle, cazzo, no! Sono amate da tutti, belline, puccettose, portano anche fortuna, tutti le trattano bene… ma perché diamine dovrebbero mordermi?!?

Allora capisci che il mondo è una merda. Che anche le cose belle e che ami ti mordono al braccio… e che ti hanno sempre mentito anche sulle piccole cose… Continue reading “Le menzogne e le coccinelle”

live @ Torino Beach

Vita da topo di laboratorio

Pensaci, fai la vita del ratto.

Un segnale al mattino ti fa alzare, e tu bravo bravo ti vesti. Prendi la macchina, vai al lavoro e ti siedi. A pranzo ti alzi, prendi il vassoio, le posate e il coltello, ti metti in fila pigi il tastino giusto e ottieni il cibo, altro percorso, altro tastino… acqua e poi caffé. Ti siedi consumi, metti le stoviglie negli spazi indicati… Esci fai il giro dell’isolato, pigi un tastino… ascensore. Ti siedi al tuo posto, pigi sui tasti.

All’ora X esci, ti siedi in macchina e torni a casa. Mangi un boccone, ti schianti davanti alla televisione… 8 ore dopo un segnale ti sveglia e ripeti il giro.

Se sei un bravo ratto a natala hai la tredicesima, per comprarti un vestitino nuovo, o un tv più grande, o lucidare la macchina.

Buongiorno, ratto! benvenuto nella tua autocoscienza.

kendo & jappy

Hai di nuovo seminato le mutande?

Kendoween, ovvero un’ora e mezza di jigeiko liberi, con travestimento annesso… e poi una meritata e agognata doccia.

Caso strano sono la prima a uscir dalle docce e mentre mi asciugo e rivesto sento una voce nell’anticamera sghignazzare:

“toh un paio di mutande abbandonate in giro… (nome) hai di nuovo seminato le mutande?”

vocina dalla doccia “si devono essere le mie…”

“magari a forza di seminarle prima o poi raccogli qualcosa”

Le #CinquantaSfumatureDiIndaco sono tornate, tremate, o gente.

kendo & jappy

Dissertazioni sul concetto di zanshin

Premessa: questo articolo esce postumo, ovvero dopo gli esiti degli esami di 1° DAN di kendo.

Sono usciti i temi dello scritto dell’esame di 1° DAN: ki ken tai icchi, zanshin, e le parti dello shinai. Ovviamente se ne parla, eccome, con i nostri senpai in una acuta dissertazione soprattutto sul concetto di zanshin.

versione 1:  zanshin  è odia il tuo nemico anche quando l’hai già ucciso

versione 2: Lo zanshin è quella cosa che sei troppo un figo e il ki ken tai icchi e quando ti danno ippon.

versione 3: Zanshin è un concetto filosofico che prevede di assumere un atteggiamento tanto più serio e falsamente consapevole quanto più disordinata e casuale sia la serie di azioni che lo precede.

Direi che siamo a buon punto

live @ Torino Beach

Consigli stupidi per essere felici

Leggo, con un certo stupore, un articolo intitolato “15 consigli per ritrovare il benessere e il buonumore da subito”…

  1. abbraccia qualcuno. Certo, mi sermbra normale andare da qualcuno e abbracciarlo per sentirmi meglio, le persone sono peluche no? Stanno lì apposta perché tu le abbracci per star meglio, a disposizione.
  2. Fai una passeggiata nel verde. Avendo il tempo da perdere saltellando in giro… volentieri, ma non l’ho. E comunque camminare nel parco non mi ha mai cambiato l’umore, mica sono luogo-patica.
  3. Mangia una macedonia colorata, che il colore della macedonia mette allegria e poi le vitamine fanno bene. Allora, il cibo è cibo, non mette allegria che sia grigio o colorato e poi è autunno e non c’è frutta. Ma davvero, il vostro umore cambia anche con il colore del cibo?!? Al più posso prendere una pasticca di integratori.
  4. Bevete un bicchier d’acqua, potreste essere disidratati. Sul serio? Sul serio c’è gente che si dimentica di avere sete e di bere? Ma il QI medio dei lettori cos’è  – 5 anni?
  5. Una corsa rilassante. Che?!?!? La attività fisica più noiosa della terra dovrebbe mettere qualcuno di buon umore? Ma davvero? Non è che questa stronzata del running vi è un po’ sfuggita di mano? Sei incazzato, vai a correre. Hai l’influenza, vai a correre. Non resti incinta, vai a correre. Hai problemi economici, vai a correre. Un bambino ha il cancro, organizziamo una corsa…
  6. Fai meditazione. Si una cosa da cinque minuti… Ammesso e non concesso che la meditazione serva. Non è comunque una cosa che improvvisa così, senza averla mai fatta da un momento all’altro.
  7. Beviti un frullato. E daje con sta frutta salutare. Al massimo mangiati del cioccolato che almeno è porvato che induca la produzione di serotonina.
  8. Fai dei respire profondi. No, non sto partorendo e non ho neppure un’attacco di panico.
  9. Annusa un fiore o fai un trattamento di aromaterapia. Davvero?!? Davvero?!? La scienza del niente a 50 euro l’ora… Davvero?!?
  10. Uno snack salutare, non zuccherino. Tipo, trova la felicità rosicchiando un finocchio… L’aromaterapia si, un po’ di sani zuccheri o cioccolata che di fatto hanno un effetto provato scientificamente sull’umore no. hmmm.
  11. Una seduta di yoga, che garantisce il rilassamento immediato. Si, se sei un praticante di yoga esperto, altrimenti fatichi e smadonni…
  12. elenca 10 aspetti positivi della tua vita… ferma. Se avessi 10 aspetti positivi non sarei incazzata. Mi prendete in giro?!?
  13. Fai una buona azione. No vabbeh, cattodementi. Non so cosa sia una buona azione, e dubito sinceramente che mi metterebbe di buon umore
  14. una tazza di te per rilassarsi. Il te contiene teina, che non è un rilassante. E’ un controsenso
  15. Pianfica un viaggio. Avessi i soldi e il tempo, magari mi metterebbe di buon uomre. Ma non ho né l’uno né l’altro ed è forse questo il motivo per cui mi girano

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live @ Torino Beach

E poi è venuta la neve

Poi, è venuta la neve.

Si è accolata in basso, sulle montagne al limite della pianura.

Qunado le nubi si sono alzate, l’ho vista lì sorniona

tutta intenta a profumare l’aria

e a scaldar la terra.

Amo la neve, risveglia il bambino e l’husky che sono in me. Avessi potuto, sarei volentieri andata a disegnare angioletti dell’inverno.

live @ Torino Beach

Sono solo parolette, non mettetemi alle strette…

L’altro giorno mi è capitato in mano un libretto di poesiole miste, che creammo e stampammo all’interno di un progetto di letteratura italiana nell’anno scolastico 1989-1990.

In breve, gli alunni di quella seconda liceo scientifico di allora, e tra loro io, si cimentarono nello scrivere poesie, e se ne fece un libretto che venne distruibuito a noi allievi e agli insegnanti.

Rileggendolo adesso, 26 anni dopo, ne apprezzo la postfazione dalla nostra mitica prof di italiano e letturatura, musa istigatrice o ispiratrice di quest’opera omnia. Ne rileggo divertita e nostalgica le dediche, le frasi scritte a penna, in brutta calligrafia, dai miei compagni di classe di allora, ormai tutti – o quasi – persi nelle nebbie degli anni. Soprattutto, rileggendo ora quelle brevi poesiole, mi rendo conto di essere stata una poetessa veramente infame, banale e goffa. C’era però gente  sapeva usare le parole molto bene. Un quarto di secolo dopo, i pochi versi di alcuni ragazzi e ragazze di 15, 16 anni mi lasciano piacevolmente emozionata e impressionata. Evidentemente c’è chi nasce poeta. Continue reading “Sono solo parolette, non mettetemi alle strette…”