il mondo attorno

Millanti una sindrome di Asperger? sei solo uno/a stronzo/a

Ormai è di moda, grazie ai film, ai telefilm e ai libri che presentano persone affette da sindrome di Asperger come una sorta di geni strambi e un po’ snob, decisamente cool. Una breve lista:

  • Parenthood
  • Big Bang Theory
  • Bones
  • Detective Monk
  • Sherlock
  • Elementary
  • Adam
  • Uomini che odiano le donne & Co
  • Il fantastico mondo di Amelie
  • BenX
  • Il riccio
  • Mozart & the whale
  • The imitation game
  • Molto forte incredibilmente vicino
  • Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

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tra la via emilia e il west

Orbene a tutto c’è rimedio meno che alla morte

Orbene, a tutto c’è rimedio meno che alla morte, sotto il giogo della quale tutti si deve passare, per quanto, quando la vita finisce, ci dispiaccia. (M. De Cervantes)

Pare impossibile ma oggi vorrei essere a Bologna. Avrei voluto salutare Max, e abbracciare suo fratello e sua madre.

L’ultima volta che sono stata a Bologna, mi sono accorta di aver finalmente fatto pace con una città che ho tanto amato, e che gli eventi mi hanno, ahimé, fatto odiare con tutta l’anima. Bologna la bella, era tornata ad abbracciarmi con il suo dedalo circolare di portici, chiese e viuzze medievali. Passeggiando con un amico per il centro, mi erano man mano tornati in mente tutti gli angolini che avevo amato, le persone a cui avevo voluto bene.

Quel weekend, tra un passo è l’altro avevo deciso che la volta seguente che sarei scesa avrei fatto un salto a salutare Max, nella sua osteria. Max, come molte altre persone, a Bologna, era stato ‘tagliato’ dalla mia vita a un certo punto, di brutto, quando decretai di non voler più avere nulla a che fare con il mio ex-compagno e tutto il suo entourage. Un taglio netto, e via. Continue reading “Orbene a tutto c’è rimedio meno che alla morte”

il mondo attorno, mondo animale

La gestione del territorio ‘ad mentula canis’e il lupo.

Non è cosa nuova che qui in Italia la gestione del territorio sia una scienza sottovalutata se non ignorata, nel migliore dei casi. Spesso e volentieri – ed è assai peggio dell’ignaranza – la gestione del territorio viene dato in mano a gente che agisce ad mentula canis (per i  non latinisti “alla cazzo di cane”) in base ai mal di pancia dei vicini, al sentito dire, a colpi di genio del suo gatto strabico.

Ormai non ci facciamo quasi più caso, sebbene il nostro paese abbia una lunga storia tragica di catostrofi naturali (o semi-naturali) evitabili. Ci prendiamo le nostre alluvioni, i nostri smottamenti, le nostre valanghe e i terremoti con danni (e morti) molto maggiori del possibile con cristiana rassegnazione, quasi pensando che sia il volere di una divinità severa e arcigna e non la nostra incompetenza a metterci in ginocchio.

L’ultima genialata (se vogliamo meno grave di altre, ma che mi tocca particolarmente) del ragionamento ‘ad mentual canis’ è il nuovo “piano per la conservazione del lupo” che vedrà il suo voto finale domani. Il nuovo piano prevede 22 punti per facilitare la convivenza tra lupo e attività umane, punti spesso controversi, tra cui spicca il 22/a che prevede l’abbattimento controllato del 5% degli animali selvatici quale misura per la protezione delel attività agricole delle zone abitate da questo animale. Continue reading “La gestione del territorio ‘ad mentula canis’e il lupo.”

il mondo attorno

il giorno della memoria l’olocausto e altri genocidi.

Il 27 gennaio di ogni anno è stato consacrato a giorno della memoria delle vittime dell’Olocausto. Benché il significato generico della parola olocausto sia per estensione “sacrificio totale, distruzione di gruppi etnici o religiosi, di popolazioni, città” (cit. Treccani), l’Olocausto con la “O” maiuscola è il nome che viene dato all’opera di sterminio nazista perpetrata sulla popolazione ebrea, e su tutti gli altri ‘indesiderabili’.

Il 27 gennaio si ricorda questo Olocausto: la persecuzione di ebrei, nomadi, omosessuali, portatori di handicap e chi più ne ha più ne metta ad opera delle forze naziste. Per questo parliamo di ebrei, di campi di concentramento, di deportazioni, di treni, di camere a gas.

L’Olocausto nazista non è certo stata l’unica impresa di sistematico annientamento di una o più popolazioni nella storia, e di certo non l’unica perpetrata da noi occidentali. E’ però quello che – almeno in qualità di Europei – ci è più vicino, nel tempo, nello spazio e nei luogi. E certo più vicino a noi nella memoria, nella persone. Continue reading “il giorno della memoria l’olocausto e altri genocidi.”

live @ Torino Beach, tra la via emilia e il west

Cose perse

Quante cose si perdono nell’arco della vita: tempo, occasioni, possibilità, persone, animali, oggetti.

A volte alcune di queste ottengono una seconda vita, in mano ad altri.

A te che hai trovato ciò che io ho perso, abbine cura, dagli una nuova vita. Tienilo al caldo, vogligli bene, come gliene ho voluto io. Goditelo.

Io guardo le mie mani vuote, e mi chiedo come mi siano scivolate così tante cose dalle mani….

“I held a jewel in my fingers
And went to sleep.
The day was warm, and winds were prosy;
I said: “‘T will keep.”

I woke and chid my honest fingers,—
The gem was gone;
And now an amethyst remembrance
Is all I own.”

Emily Dickinson

live @ Torino Beach

In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità…

Avete mai letto “l’antologia di Spoon River” o avete mai ascoltato quel piccolo capolavoro di De André “Non al denaro né all’amore né al cielo“?

Da qualche parte, perso tra gli innumerevoli versi dell’antologia c’è Jones, il violinista, il suonatore. Jones l’anima libera, l’anarchico, quello che vive facendo quello che ama, fregandosene della corsa alla richezza, del potere, della rispettabilità.

Jones assume su di sé, rielabora e trasforma i problemi del suo mondo. Egli è l’alchimista,  riesce a vedere un mondo che altri non vedono, riesce ad andare oltre l’aspetto triviale delle cose e a trasformare anche gli eventi nefandi in un’armonia esatta che gli altri si fermano ad ascoltare.  Jones, giunto alla fine della sua vita, muore senza rimpianti avendo consumato il suo violino a forza di estrarne note per farci ballare i pensieri e la gente.

Il violinista di Spoon River è stato l’idolo anarchico, e l’ispirazione, della mia adolescenza, e ancora ora, quando mi coglie l’ansia, tra me e me canticchio la versione di De André, per ricordarmi che, sempre, io posso essere un’alchimista in questo mondo: Continue reading “In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità…”

kendo & jappy

Istantanee delle qualifiche CIK

Lo so, cominciare l’agonismo a 40 anni è una barzelletta. Non ho mai amato le competizioni, non l’ho mai fatto volentieri. Trovo ridicolo osannare o infagare una persona per la prestazione di alcuni minuti, per la voglia di affermarsi a scapito dell’altro, per la rabbia – anche se ben veicolata – che mostra in quel momento. Quindi, se mi capita di dover andare ad una fare una gara di kendo, la faccio certo, ma con una certa filosofia.

Così sono stata alle qualifiche dei campionati nazionali di kendo, a squadre. Ci sono andata per l’avventura, per la squadra ‘sovversiva’ (quattro donne e un ragazzo). Benché la gara non sia andata nel migliore dei modi, ne esco soddisfatta, nel mio. Ho fatto quello che sapevo fare, né più ne meno. Mi porto però alcune belle fotografie mentali…

Il saggio con le caramelle.

Esco dallo shai, andato male – ovviamente, con quel tipico sapore agrodolce: hai fatto benino, potevi fare meglio forse, comunque è andata male. La squadra è ben più amareggiata di me e siamo a bordo shiai-jo un po’ mesti (di solito siamo dei casinari). Si avvicina Mr D. e da dietro alla sua barba mi dice: << sai cosa dico sempre ai bimbi del kendo? >> Rispondo che non lo so… <<Nel kendo non di perde mai – continua – qualche volta si vince, e tutte le altre si impara qualcosa. Vuoi una caramella?>>.  Continue reading “Istantanee delle qualifiche CIK”

live @ Torino Beach, tra la via emilia e il west

Pochi amici, ma buoni.

Io sono una persona autonoma, indipendente, estremamente autosufficiente. Ne ho sempre fatto una regola nella mia vita e ne vado oltremodo orgogliosa e fiera.

Di conseguenza è molto difficile che io abbia bisogno di qualcuno, di una parola, di un gesto. Sono normalmente io quella su cui gli altri si appoggiano, quella che corre al soccorso, che aiuta. Sono un pilastro.

Eppure ogni tanto, più spesso di quello che sembri esteriormente, scricchiolo anche io.

Mi rassicura tantissimo, mi da una profonda gioia, vedere che esiste qualcuno che sente quella leggera incrinazione nella forza, e si fa vicino anche solo per chiedermi se ci sia qualcosa che non va. Non importa quanto siano fisicamente distanti, non importa se non ci si vede spesso o se apparentemente il rapporto non è così stretto, eppure loro sono lì: sono i miei amici. Magari si fanno vivi proprio solo quando pensano che io sia in difficoltà, e non solo quando in difficoltà sono loro (come tante altre persone fanno).

E si, grazie di esserci. Lo so che è una bella rogna avvere a che fare con me.

 

live @ Torino Beach, tra la via emilia e il west

Panta Rei

Tutto scorre. Le situazioni cambiano, le persone anche.

Non possiamo pensare che una situazione resti immutabile nel tempo, di ritrovare la stessa esperienza, gli stessi affetti, gli stessi posti. La vita scorre, ogni cosa prima o poi finisce e ne verranno altre, estratte a caso dall’universo delle possibilità.

Per ogni torrente che si secca, altri verranno. Ed è inutile cercare di immaginare dove, come saranno e il che condizioni li navicheremo, la realtà futura è sempre infinitamente diversa dalla nostra immaginazione… l’infinito universo delle possibilità è assai più ampio di quello che la nostra mente riesce ad immaginare.

E’ inutile quindi affannarsi, angosciarsi, temere. I mostri che ci immaginiamo non saranno mai quelli che dovremo affrontare, e non saranno neppure nascosti negli stessi anfratti.

“ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia”

Amleto – atto I scena IV

Questo mi ripeto, cercando di convincermi, mentre sgranocchio cioccolato.