live @ Torino Beach

In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità…

Avete mai letto “l’antologia di Spoon River” o avete mai ascoltato quel piccolo capolavoro di De André “Non al denaro né all’amore né al cielo“?

Da qualche parte, perso tra gli innumerevoli versi dell’antologia c’è Jones, il violinista, il suonatore. Jones l’anima libera, l’anarchico, quello che vive facendo quello che ama, fregandosene della corsa alla richezza, del potere, della rispettabilità.

Jones assume su di sé, rielabora e trasforma i problemi del suo mondo. Egli è l’alchimista,  riesce a vedere un mondo che altri non vedono, riesce ad andare oltre l’aspetto triviale delle cose e a trasformare anche gli eventi nefandi in un’armonia esatta che gli altri si fermano ad ascoltare.  Jones, giunto alla fine della sua vita, muore senza rimpianti avendo consumato il suo violino a forza di estrarne note per farci ballare i pensieri e la gente.

Il violinista di Spoon River è stato l’idolo anarchico, e l’ispirazione, della mia adolescenza, e ancora ora, quando mi coglie l’ansia, tra me e me canticchio la versione di De André, per ricordarmi che, sempre, io posso essere un’alchimista in questo mondo: Continue reading “In un vortice di polvere gli altri vedevan siccità…”

kendo & jappy

Istantanee delle qualifiche CIK

Lo so, cominciare l’agonismo a 40 anni è una barzelletta. Non ho mai amato le competizioni, non l’ho mai fatto volentieri. Trovo ridicolo osannare o infagare una persona per la prestazione di alcuni minuti, per la voglia di affermarsi a scapito dell’altro, per la rabbia – anche se ben veicolata – che mostra in quel momento. Quindi, se mi capita di dover andare ad una fare una gara di kendo, la faccio certo, ma con una certa filosofia.

Così sono stata alle qualifiche dei campionati nazionali di kendo, a squadre. Ci sono andata per l’avventura, per la squadra ‘sovversiva’ (quattro donne e un ragazzo). Benché la gara non sia andata nel migliore dei modi, ne esco soddisfatta, nel mio. Ho fatto quello che sapevo fare, né più ne meno. Mi porto però alcune belle fotografie mentali…

Il saggio con le caramelle.

Esco dallo shai, andato male – ovviamente, con quel tipico sapore agrodolce: hai fatto benino, potevi fare meglio forse, comunque è andata male. La squadra è ben più amareggiata di me e siamo a bordo shiai-jo un po’ mesti (di solito siamo dei casinari). Si avvicina Mr D. e da dietro alla sua barba mi dice: << sai cosa dico sempre ai bimbi del kendo? >> Rispondo che non lo so… <<Nel kendo non di perde mai – continua – qualche volta si vince, e tutte le altre si impara qualcosa. Vuoi una caramella?>>.  Continue reading “Istantanee delle qualifiche CIK”

live @ Torino Beach, tra la via emilia e il west

Pochi amici, ma buoni.

Io sono una persona autonoma, indipendente, estremamente autosufficiente. Ne ho sempre fatto una regola nella mia vita e ne vado oltremodo orgogliosa e fiera.

Di conseguenza è molto difficile che io abbia bisogno di qualcuno, di una parola, di un gesto. Sono normalmente io quella su cui gli altri si appoggiano, quella che corre al soccorso, che aiuta. Sono un pilastro.

Eppure ogni tanto, più spesso di quello che sembri esteriormente, scricchiolo anche io.

Mi rassicura tantissimo, mi da una profonda gioia, vedere che esiste qualcuno che sente quella leggera incrinazione nella forza, e si fa vicino anche solo per chiedermi se ci sia qualcosa che non va. Non importa quanto siano fisicamente distanti, non importa se non ci si vede spesso o se apparentemente il rapporto non è così stretto, eppure loro sono lì: sono i miei amici. Magari si fanno vivi proprio solo quando pensano che io sia in difficoltà, e non solo quando in difficoltà sono loro (come tante altre persone fanno).

E si, grazie di esserci. Lo so che è una bella rogna avvere a che fare con me.

 

live @ Torino Beach, tra la via emilia e il west

Panta Rei

Tutto scorre. Le situazioni cambiano, le persone anche.

Non possiamo pensare che una situazione resti immutabile nel tempo, di ritrovare la stessa esperienza, gli stessi affetti, gli stessi posti. La vita scorre, ogni cosa prima o poi finisce e ne verranno altre, estratte a caso dall’universo delle possibilità.

Per ogni torrente che si secca, altri verranno. Ed è inutile cercare di immaginare dove, come saranno e il che condizioni li navicheremo, la realtà futura è sempre infinitamente diversa dalla nostra immaginazione… l’infinito universo delle possibilità è assai più ampio di quello che la nostra mente riesce ad immaginare.

E’ inutile quindi affannarsi, angosciarsi, temere. I mostri che ci immaginiamo non saranno mai quelli che dovremo affrontare, e non saranno neppure nascosti negli stessi anfratti.

“ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia”

Amleto – atto I scena IV

Questo mi ripeto, cercando di convincermi, mentre sgranocchio cioccolato.

 

kendo & jappy

Samurai day (di kendo, di iaido e di naginata)

In un attimo di ottimismo mi sono organizzata un sabato da vera Onna-geisha:

  • 2h 30 di stage di naginatata
  • 1h 30 di lezione di iaido
  • 2h di assistenza e jigeiko libero per gli esami dei kyusha di kendo

Il kendo è e resta la mia prima natura, non mi dispiace però sondare nuovi orrizonti.

Se il kendo è cocito a misura su di me, lo iaido – per me – è come entrare in vestito di organza di due taglie più piccolo. Rigido, rigoroso, statico e molto molto stretto. Certo è bello ed elegante come poche altre cose, ma, cielo, come mi è stretto! Soffro. Soffrono le mie ginochia, soffre la mia anarchia, e l’eleganza del gesto e dello iaido compensano si, ma è e resta una consolazione. Si spera almeno che faccia bene al mio kendo, forse.

La naginata invece è la sorellina leggera ed elegante del kendo. Stesse dinamiche, armi e guardia diversa, ed una maggior elenganza e bellezza… e molto molto meno contatto. Mi piace. Ci fosse modo e tempo sarebbe veramente interessante da approfondire. La situazione però è quella che è, e la naginata resta un piccolo sogno part-time. Continue reading “Samurai day (di kendo, di iaido e di naginata)”

tra la via emilia e il west

Ritrovando la mia Bologna

Forse è vero “poi passa. Passa tutto prima o poi”, lo diceva una strana creatura dagli occhi cangianti.

Questo weekend ho ritrovato Bologna, la mia Bologna, quella che un tempo amavo. Sotto le lucine colorate di Natale, tra i negozi agghindati a festa, tornei di giochi e spacci di tortellini, giravo con il naso all’insù, gli occhi socchiusi a luna crescente e le lentiggini curiose sopra un sorriso largo.

Bologna è bella e calda, anche d’inverno. Le sue case rosse, cosparse di lucine stagionali la fanno somigliare ad un immenso presepe grasso, costellato di ghiottonerie di ogni tipo, libri e giochi.

Camminare su Bologna, i passi affianco a quelli dell’anima incosapevole, vicini e simili come due ciliege gemelle,  mi riporta indietro di molto tempo, ma in una variante universale più benevola e accogliente. Continue reading “Ritrovando la mia Bologna”

live @ Torino Beach

Le menzogne e le coccinelle

Le coccinelle, si le coccinelle – quegli insettini carini, tondini, buffini a pallini… loro, proprio loro – mordono. E fanno pure male, ti vengono dei ponfi pruriginosi grossi come delle monete.

Io posso capire che le vespe mordano, e facciano male – hanno l’aria feroce. Posso anche capire che le api, anche se sono puccettose, se in pericolo pungano, e poi muoiano. I ragni mordono, è implicito. Le zanzare, le pulci, i tafani etc… mordono, è nella loro natura. Posso anche accettare che quelle bestie disgustose note al mondo come cimici asiatiche, mordano. In fondo sono mefitiche…

Ma le coccinelle, cazzo, no! Sono amate da tutti, belline, puccettose, portano anche fortuna, tutti le trattano bene… ma perché diamine dovrebbero mordermi?!?

Allora capisci che il mondo è una merda. Che anche le cose belle e che ami ti mordono al braccio… e che ti hanno sempre mentito anche sulle piccole cose… Continue reading “Le menzogne e le coccinelle”

live @ Torino Beach

Vita da topo di laboratorio

Pensaci, fai la vita del ratto.

Un segnale al mattino ti fa alzare, e tu bravo bravo ti vesti. Prendi la macchina, vai al lavoro e ti siedi. A pranzo ti alzi, prendi il vassoio, le posate e il coltello, ti metti in fila pigi il tastino giusto e ottieni il cibo, altro percorso, altro tastino… acqua e poi caffé. Ti siedi consumi, metti le stoviglie negli spazi indicati… Esci fai il giro dell’isolato, pigi un tastino… ascensore. Ti siedi al tuo posto, pigi sui tasti.

All’ora X esci, ti siedi in macchina e torni a casa. Mangi un boccone, ti schianti davanti alla televisione… 8 ore dopo un segnale ti sveglia e ripeti il giro.

Se sei un bravo ratto a natala hai la tredicesima, per comprarti un vestitino nuovo, o un tv più grande, o lucidare la macchina.

Buongiorno, ratto! benvenuto nella tua autocoscienza.

kendo & jappy

Hai di nuovo seminato le mutande?

Kendoween, ovvero un’ora e mezza di jigeiko liberi, con travestimento annesso… e poi una meritata e agognata doccia.

Caso strano sono la prima a uscir dalle docce e mentre mi asciugo e rivesto sento una voce nell’anticamera sghignazzare:

“toh un paio di mutande abbandonate in giro… (nome) hai di nuovo seminato le mutande?”

vocina dalla doccia “si devono essere le mie…”

“magari a forza di seminarle prima o poi raccogli qualcosa”

Le #CinquantaSfumatureDiIndaco sono tornate, tremate, o gente.