ostinatamente ludica

GobCob Deluxe 2016 – the day after

Finita la GobCon, ognuno di noi se ne torna mestamente a casa, con tante idee confuse e la malinconia degli amici ritrovati, goduti e nuovamente abbandonati per chissà quanto tempo…

Si, i ludici, e i ludici bolognesi – mia famiglia de’elezione – in specie, mi sono mancati. Mi manca il casino dell’Evo e la baracca fatta a casa dell’uno o dell’altro. Continue reading “GobCob Deluxe 2016 – the day after”

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Ludismi preparativi alla GobCon 2016

In una miracolosa pausa dalla mia vita frenetica, ho passato il weekend a giocare e provare giochi che da un po’ mi sussurravano all’orecchio e che non avevo trovato il tempo di ascoltare.

MiFuChi (2013)

Ok, come sempre la Ankama ha un gusto stilistico e grafico incantevole, fatato, meraviglioso. Quello che crolla a volte è il senso del gioco. MiFuChi è la trasposizione esteticamente bellissima della morra dei bimbi: carta-sasso-forbice.  Bocciato.

Mithomakya (2015)

Accattivante nella grafica. E questo è tutto. Il gioco in sé è uno dei più tristi giochi di carte – che già di per sé non amo – visti. Bocciato

Dark Tales (2014)

Alla fine mi sono decisa a provare anche Dark Tales, nonostante un mio certo scetticismo in merito. Invece l’ho trovato piacevole nelle dinamiche, non stupido, scorrevole. Forse appena un po’ macchinoso nella gestione dei punti. Non male per un gioco di carte. In attesa di revisione Continue reading “Ludismi preparativi alla GobCon 2016”

live @ Torino Beach, ostinatamente ludica

GiocaTorino 2015 – giochi tra le mani

Questo weekend, come tutti gli anni c’è stato GiocaTorino al Lingotto. Ci ho fatto un salto e ho assaporato giochi vecchi e nuovi, rivisto soprattutto gli amici di GT e di Ludichieri che non vedevo da un po’… (e si, ragazzi, torno a Giocare, promesso).

Mi sono capitati, tra le mani i seguenti: Continue reading “GiocaTorino 2015 – giochi tra le mani”

ostinatamente ludica

Anche i meeples hanno un’anima (ovvero Takenoko mette su pandiglia)

L’altro giorno passavo da uno dei miei spacciatori preferiti di giochi, per una commissione, e li vedo lì, in bella mostra le due espansioncine che tanto ho desiderato:

  • Tokaido cross-roads
  • Takenoko Chibis, la novità assoluta di Essen 2015

Così non ho resisto, li ho messi entrambi in una sporta (e poi mi lamento che il portafoglio langue!) e li ho portati a casa.

Ora il panda di Takenoko ha messo su pandiglia (una famiglia di panda, un po’ sconquassata e un po’ eterogenea, come quella che fu la mia, per un po’) e guarda la sua pandina con palstici occhi ricolmi d’amore – sono romantica quando viene il freddo, sono romantica; e Tokaido – il gioco terribilmente zen che ho cullato per anni nelle mie fantasie- finalmente, è completo.

Call for gamers: chi mi aiuta a collaudare i due giochi completi?

kendo & jappy, ostinatamente ludica

deliri attorno all’hakama(*)

(*) se non sai cosa sia una hakama, leggi sexy kendo

Ho due hakama. Una sembra un cane uscito dall’asciugatrice e mi è un filo lunga, la seconda – ereditata dal fog – mi fa da hakama nunziale, perchè ha lo strascico. Insomma, sono indecente.

Ultimamente mi è venuto il trip di kendo cards (che, come è facilmente intuibile dal nome, è un gioco di carte verosimile basato sul kendo). Devo, devo, devo averlo. Lo sogno di notte, lo desidero infinitamente, non riesco più a vivere senza. E c’è solo un negozio online da cui è possibile reperirlo. Quindi, scatta l’ordine.

Già che son lì, siccome il negozio menzionato è un negozio di roba da kendo, ne approfitto e magari ordino pure un’hakama della giusta misura. Siccome ci sono hakama e hakama, chiedo ragguaglio a un senpai, che così risponde: Continue reading “deliri attorno all’hakama(*)”

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Sognando Essen 2015

Lo so, sono un ludico degenere, un essere subumano… anche quest’anno non andrò alla Essen Spiel. Nella prossima vita, anche per questo mi reincarnerò in uno scarafaggio stercorario. E’ un destino già segnato.

Non ci vado, però soffro. Già da ora invidio gli amichetti (so chi siete, infami!) che ci andranno. Soffro e sogno: sogno di scaffali ricolmi di giochi, di giochi introvabili trovati e giochi sottocosto. Ovviamente a fomentare i miei sogni c’è anche la Spiel Preview 2015 di BGG, l’atlante stellare del mio mondo lud’onirico.

Ecco cosa stimola la mia fantasia ES2015:

  • Small City
  • Fram R’Lyeh (Card game)
  • Odissey
  • Clacks (solo perchè è un Disc World game)
  • Reidemeister
  • Chenghuang (Card Game, JPN, che grafica ragazzi!)
  • Haru Ichiban (Di Bruno Cathala, JPN=
  • Takenoko Chibis (un must have!!!)
  • Siggils
  • Wombat Rescue (perché ogni tanto si può essere poco seri…)
  • Bellz (perché ogni tanto si può essere leggeri…)
  • Tatsu (perché ci sono i draghi, e la grafica… che grafica)
  • The Arabian Pots (Autori giapponesi alla riscossa, ovvero giochi stronzi per menti orientali, JPN)
  • The Mistery of Dattakamo
  • Bomarzo (perchè è un buon gioco ed è italiano)
  • For Sale (must have)
  • Machi Koro Millionaire’s row (must have)
  • Steam Time
  • Kitty Paw + Cat box + Cat Tower (Autori giapponesi alla riscossa, ovvero giochi stronzi per menti orientali reloaded, JPN, e poi ci sono i gatti)
  • Exploding kittens (gatti, carte e demenza running wild, perso e rimpianto in kickstarter)
  • Hoyuk + Anatolia (persi e rimpianti in kickstarter)
  • Joraku (JPN, autori giapponesi alla riscossa, con un gioco sensato)
  • Ryu (grafica – di Benoit – e componenti spaventosi…)
  • Bretagne (sosteniamo gli autori italiani, specie se ambientano un gioco nei fari bretoni)
  • Race to the north pole (un bel gioco filandese, no?)
  • Gobble Stones
  • Greenland (ancora going north! Card game)
  • Eko (la grafica di eko, la grafica… e quella vaga lontanissima rassomiglianza con Deus che amo)
  • Time Stories (cooperativo, ma in fondo chi non amerebbe fare il signore del tempo?)
  • A study in Emerald (Neil Gainman, in gioco. Ho detto tutto.)
  • Nippon (Esteticamente orrendo, ma un bel gioco di civilizzazione, JPN)
  • Castellion (L’avete vista la copertina? bene, è tutto quello che se ne sa. Ma intriga)
  • Above & Below (perso e rimpianto in kickstarter)

Quali andranno ad aggiungersi alla – già lunga – wish list?

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Dalla parte delle goblinesse: bon ton al tavolo da gioco: quando al tavolo c’è una goblinessa

Di recente è uscito questo mio articolo su Tana dei Goblin.

Vi avviso prima contiene sarcasmo, ironia e una certa dose si auto presa per i fondelli. Quindi affrontatelo di buon umore, con un po’ di elasticità e i neuroni (che li ha) ben accesi. Buona lettura.

Dallapartedellegoblinesse

 

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L.A.G.N.A. 2015 – giochi a bordo piscina.

Il ludico perde il pelo (via ceretta) ma non il vizio. Questo succede tutte le estati.

Questo weekend si è tenuta la L.A.G.N.A. (no, non chiedetemi per cosa stia l’acronimo, il vero significato si è perso probabilmente durante una epica partita a Twilight Imperium del 1300) plenaria, raduno ludico per giocatori acquatici.

LAGNApiscina

Solita solfa – ci si gioca addosso fino allo sfinimento, rischiando allucinazioni da deprivazione di sonno – solita brutta brutta gente – la gentaglia con cui amo buttare al vento ore e ore muovendo insignificanti pezzettini di legno o plastica su mappe di cortone.  Il tutto però, in salsa bordo piscina, vista la stagione e l’agile clima emiliano pre-estivo (quando vivevo a Bologna ero solito affermare che non può essere così traumatico morire d’estate a Bologna e finire all’inferno, per lo meno non si sente lo sbalzo di clima).

Insomma, è stato bellissimo riabbracciare gli amici, vecchi e nuovi, e conoscere la nuova nata ludica, meraviglioso passare del tempo con i miei fratellini putativi bolognesi e l’affine. Mi manca spesso il popolo eterogeneo e atipico dell’Evolution…

LAGNAtutti

Fatte tutte le premesse del caso, è doveroso ora ch’io passi a parlar di giochi provati, anche se – lo ammetto cospargendomi il capo di cenere – sono stata relativamente poco in Lagna, ho dormito molto e ho passato più tempo in acqua che a giocare…

  • Senji. Senji è un bel gioco, bello agli occhi, bella l’ambientazione (sono particolarmente sensibile ai giochi al gusto ‘Giappone medievale’ in questo periodo), sufficientemente complesso – senza diventare astruso – nelle meccaniche (bluff, piazzamento, controllo, cooperazione), piacevolissimo il fatto che si possa giocare sino in 6. Ho perso malissimamente, ma non è una scusa valida per negargli la mia approvazione. Una piacevolissima sorpresa e un gioco che sarò felice di riprovare.
  • Auf den spuren von Marco Polo. Gioco decisamente piacevole, e, in questo 2015, molto osannato. Esteticamente bello e curato, complesso ma al tempo facile da apprendere e gestire, durata ragionevolissima. Ma… ma non introduce nulla di nuovo o insolito, le dinamiche sono note e già ampiamente usate. Visto il gran parlarne che se ne è fatto, è un po’ sotto le aspettative. Ciononostante il gioco e piacevole, scorre bene e la partita è stata memorabile – soprattutto per la compagnia. Ci rigiocherò volentieri.
  • Abraca… boh! E’ un filler, family, da circa 30 minuti. Qui non è questione di German Fighetto (TM). Apprezzo i filler e apprezzo spesso anche i giochi cazzari a dispetto della mia germanesca fighettitudine, ma sinceramente non è giocabile. L’ho visto giocare due turni, e non ho avuto il coraggio di sedermi a provarlo. E’ un Hanabi (gioco che apprezzo), versione inutilmente super-power con scemenza aggiunta. Va de retro satana!!! Sono andata a bordo piscina a godermi Hanabi…

La Lagna è stata anche l’occasione per portarsi a casa due piccoli pezzi ludico-pregiati: Ticket to Ride edizione 10th anniversary (ohhhh! Inaugurato al volo…) e Konig von Siam (e ri-oohhhh!). Il mio bimbi nerd interiore è un bimbo nerd molto felice.

TTR

Alla prossima, goblinacci, alla prossima.

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Carrarashow 2015 – di amici, di giochi, e altre inezie.

Un paio di settimane fa s’è svolto il Carrarashow, dove – in qualità di adepto di Tana dei Goblin ho passato un paio di giorni con l’intento di prestarmi al ruolo di divulgatore di giochi.

Complice il caldo già estivo, il ponte lungo e la prima edizione dell’evento, beh l’afflusso non è stato quello sperato, ma, in compenso, ho potuto godermi l’affetto e la compagnia di amici vecchi e nuovi, provare giochi, partecipare a un torneo e fare shopping.

Gli amici

ahhh gli amici… Per ognuno – vecchio o nuovo amico – ho un piccolo ringraziamento. Non mi dilungo, sapete chi siete e sapete di cosa vi sono grata, eravate lì…

I giochi

I giochi ovviamente l’han fatta da padroni… Mi sono tolta lo sfizio di provare un po’ di cosucce qui e lì…

Five Tribes: Bello, veloce, che gira bene. Non un filler, però, e forse non proprio alla portata di un qualunque neofita. Ha molto più spessore di quello che può sembrare a prima vista. Anche il lato estetico è decisamente piacevole, e per me, nei giochi anche l’estetica ha il suo valore. Lo volevo provare da tempo, e si, l’ho provato. Ne esco entusiasta, con un gioco in più nella lista dei desideri. Non mi spingo oltre, è pieno di recensioni in giro…

Spyfall: Osannato da alcuni. Lo ammetto non sono particolarmente portata per i party games, ma alcuni li gioco volentieri (Dixit, Il sesto senso, La boca…), altri un po’ meno volentieri ma comunque non mancano nella mia personale ludoteca (Avalon). Spyfall vince il premio demenza dei party games. No, avete frainteso. Non demente nel senso di demente che diverte, da balotta (vedi Voodoo o Misantropia). Demente nel senso che annoia, è completamente casuale e tirato per aria. Lungi da me! Va de retro SATANA!!!

Concept: Non è male, ecco. Entrando nei party games, questo lo si può definire un gioco, un gioco interessante da balotta. Non il mio gioco, però. Non amo i giochi del tipo ‘indovina la parola, il persanoggio etc”. Non amo il genere, ma Concept lo dipana bene, aggiungendo profondità, aprendo nuovi orizzonti e regalando minuti interessanti. Non nella mia ludoteca, ma una partita una tantum me la posso concedere.

Quantum Race: Quantum race vorrebbe essere un gioco introduttivo alla fisica quantistica. Ok, obiettivo decisamente ambizioso e grande istinto di divulgazione scientifica. Purtroppo però un gioco, per essere giocabile oltre a essere divulgativo e impregnato di buoni propositi deve essere interessante e a scelta o molto divertente o molto impegnativo… e un gioco di giri di pista, liscio, non è esattamente un capolavoro. Formula DE gli da milioni di punti, anche se è molto meno culturale. Purtroppo per inventare bei giochi, anche bei giochi divulgativi, non è una garanzia un PHD in fisica nucleare, e sicuramente il gioco soffre della poca esperienza ludica dell’autore. Peccato. Provaci ancora Sam. Rimandato a  settembre.

Balance: Balance mi ha stimolato la fantasia da più di un anno. E’ un gioco olandese i cui creatori da tempo si stanno battendo, credo, tutte le fiere di questo mondo. Alla vista e alla sensazione istintiva sembra infinita mente interessante. Quando ti siedi a giocarlo scopri che è di fondo un backgammon semplificato, impostato su bilancia a bracci rigidi. Non particolarmente interessante in sé, la bilancia aggiunge poco e la semplificazione del gioco originario perde il bello, e il fascino del backgammon. Per la serie quando l’evoluzione è una involuzione.

Scaccia i Mostri: Ovviamente un gioco per bimbi, un collaborativo (una bella e non frequente caratteristica nei nei giochi per piccoli) in sapore horror soft. Dall’armadio escono i mostri, per scacciarli bisogna trovare a memoria il giocattolo di cui ogni specifico mostro ha paura. Beh, tecnicamente è una rivisitazione del memory, ma una bella rivisitazione, con una bella grafica, una bella ambientazione e qualche meccanica che fa la differenza. Per i figli che non ho.

El Capitan: Ancora un gioco per bimbi, competitivo e non collaborativo, ma sempre a base memory. Solo che non tutte le rivisitazioni del memory escono bene e questo infatti è un gioco noioso e decisamente poco attraente. Da non riprovare.

Se vi state chiedendo cosa ci facessi allo stand dei giochi per bimbi vi rassicuro, non sto tardivamente tentando di clonarmi, e no, non sono incinta. Accompagnavo in missione un amico – noto creatore di giochi da tavolo a target meno adulti – che girava curiosando tra gli stand.

Il torneo

Mi hanno obbligata a fare un torneo di Ticket to Ride, è andato malissimo. Chi non risica non rosica, ma chi risica troppo… resta a piedi. Brava la nostra nuova recluta, invece, che è arrivata 3° al suo primo torneo di giochi, il suo primo weekend ludico e il suo primo Ticket to Ride. Ridimensionati ego mio, ridimensionati.

Lo shopping

Beh ho saccheggiato la bottega giapponese (magliette, bachette, geta, totoro… ) e ho tentato nuovi fumetti, ma niente giochi. Una grande vittoria sulla mia dipendenza ludica.