il mondo attorno

il giorno della memoria l’olocausto e altri genocidi.

Il 27 gennaio di ogni anno è stato consacrato a giorno della memoria delle vittime dell’Olocausto. Benché il significato generico della parola olocausto sia per estensione “sacrificio totale, distruzione di gruppi etnici o religiosi, di popolazioni, città” (cit. Treccani), l’Olocausto con la “O” maiuscola è il nome che viene dato all’opera di sterminio nazista perpetrata sulla popolazione ebrea, e su tutti gli altri ‘indesiderabili’.

Il 27 gennaio si ricorda questo Olocausto: la persecuzione di ebrei, nomadi, omosessuali, portatori di handicap e chi più ne ha più ne metta ad opera delle forze naziste. Per questo parliamo di ebrei, di campi di concentramento, di deportazioni, di treni, di camere a gas.

L’Olocausto nazista non è certo stata l’unica impresa di sistematico annientamento di una o più popolazioni nella storia, e di certo non l’unica perpetrata da noi occidentali. E’ però quello che – almeno in qualità di Europei – ci è più vicino, nel tempo, nello spazio e nei luogi. E certo più vicino a noi nella memoria, nella persone.

Trovo concettualmente scorretto e un po’ revisionista nel giorno della memoria sbandierare altri genocidi (ultimamente si usa tantissimo ostentare quello dei nativi amaricano), quasi a sminuire l’accaduto per mano nazista, quasi a dire “non siete stati gli unici, ci sono state cose più gravi a questo mondo”.  Per ogni olocausto possiamo indire un giorno, possiamo fermarci a ricordare ciascun genocidio, ognuno per sé, perché di oguno di essi dobbiamo essere coscienti, dobbiamo averli ben impressi in mente, affinché tutto questo non accada di nuovo.

Il 27 gennaio però si ricorda con orrore lo sterminio nazista – di ebrei e non. Non sminuiamo la follia scientifica e sistematica dell’operato tedesco. Non confondiamoci. Non facciamo ti tutti i genocidi un unico fascio confuso…

Agli ignoranti, che in buona o mala fede, fanno confusione tra gli scempi della nostra storia recente ricordo un po’ di numeri e di date dell’ultimo secolo:

  • 1915 Armenia- sterminio degli armeni ottomani. Cancellato il 70% della popolazione (1,4 mln)
  • 1932-33 Holodomor – sterminio dei contadini ucraini. Cancellato il 25% della popolazione (7 mln)
  • 1941-45 Shoah – sterminio degli ebrei europei. Cancellato il 50% della popolazione (5,2 mln)
  • 1941.45 Jugoslavia – sterminio dei serbi. (1 mln)
  • 1975-79 Cambogia – epurazione politica e sociale. Cancellato il 40% della popolazione (1,8 mln)
  • 1994 Ruanda – sterminio dei Tutzi. Cancellato circa l’80% della popolazione (1 mln)
  • 1992-1995 Bosnia – persecuzione dei musulmani bosniaci. Cancellato il 6% della popolazione (0,1 mln)

(fonte: Bernard Breneteau – il secolo dei genocidi)

A questi si aggiungono ovviamente tutti gli effetti derivanti dalle guerre di conquista, dalla colonizzazione e dallo schiavismo e dall’imperialismo (i cui numeri sono incerti per via dell’influenza incrociata tra guerra, sterminio, epidemie e cartestie). E tra essi vi sono ovviamente i nativi americani di cui sopra.

Ovviamente l’elenco è puramente indicativo ed assolutamente non esaustivo.

La verità è che il giorno della memoria serve per non dimenticare, non per piangere le vittime, non per essere buoni, non per fare distinzioni tra morti di serie a e di serie b. Serve per bruciarvi a fuoco nel cervello che cosa l’uomo è in grado di fare, ed in atrocità i nazisti sono stati maestri.

E per quanto noi ci sforziamo di ricordare, non riusciamo a evitare la circolarità della storia…

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