kendo & jappy

Istantanee delle qualifiche CIK

Lo so, cominciare l’agonismo a 40 anni è una barzelletta. Non ho mai amato le competizioni, non l’ho mai fatto volentieri. Trovo ridicolo osannare o infagare una persona per la prestazione di alcuni minuti, per la voglia di affermarsi a scapito dell’altro, per la rabbia – anche se ben veicolata – che mostra in quel momento. Quindi, se mi capita di dover andare ad una fare una gara di kendo, la faccio certo, ma con una certa filosofia.

Così sono stata alle qualifiche dei campionati nazionali di kendo, a squadre. Ci sono andata per l’avventura, per la squadra ‘sovversiva’ (quattro donne e un ragazzo). Benché la gara non sia andata nel migliore dei modi, ne esco soddisfatta, nel mio. Ho fatto quello che sapevo fare, né più ne meno. Mi porto però alcune belle fotografie mentali…

Il saggio con le caramelle.

Esco dallo shai, andato male – ovviamente, con quel tipico sapore agrodolce: hai fatto benino, potevi fare meglio forse, comunque è andata male. La squadra è ben più amareggiata di me e siamo a bordo shiai-jo un po’ mesti (di solito siamo dei casinari). Si avvicina Mr D. e da dietro alla sua barba mi dice: << sai cosa dico sempre ai bimbi del kendo? >> Rispondo che non lo so… <<Nel kendo non di perde mai – continua – qualche volta si vince, e tutte le altre si impara qualcosa. Vuoi una caramella?>>. 

Metto la caramella in bocca e mi scappa un sorriso.

Se ho cominciato ad amare il kendo – che mai a priori avrei pensato di apprezzare – è proprio a causa della simpatia e della splendida comunicatività di Mr D.

La mamma che avrei voluto essere.

Tra un incontro e l’altro vedo aggirarsi una delle poche sensei di Italia: giacca del dojo sulle spalle e in una mano foglio dei turni di gara e biro, per tener nota di tutto. Alle spalle alla spicciolata i suoi…

Metto bene a fuoco, da lontano non vedo proprio alla perfezione, e mi accorgo che il fagotto che tiene con il braccio sinistro mentre prende nota di qualcosa non è una palletta di robaccia da kendo, ma il suo bimbino di poco più di un mese.  Le chiedo se ha bisogno di una mano, almeno a prendere nota, lei mi sorride, mi dice che è tutto sotto controllo e che ora va a cambiare il cucciolo. Dieci minuti dopo sono entrambi di nuovo lì, in mezzo alla bolgia, tra urla sudore e casino.

Di madri così al mondo dovrebbero essercene molte di più: ottime mamme, spartane il giusto e molto molto coraggiose. Se avessi avuto figli, nella mia vita, avrei voluto essere questo tipo di madre.

Lo scambio delle mutande.

Si, ammetto, ho scambiato le mutande con qualcuno. Succede. Ma forse affronterò il discorso in un altro momento

 

Annunci

2 thoughts on “Istantanee delle qualifiche CIK”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...