live @ Torino Beach

meraviglie della chirurgia oculistica

Sei nato con un piccolo difetto, come tanti. Niente di troppo grave, niente di invalidante. Sei nato con un brutto difetto oculistico, che da piccolo ti ha reso quasi inusabile un occhio. Ma gli oculisti, gli ottici e gli ortottici sono stati bravi e i tuoi genitori sono stati diligenti, ti hanno recuperato l’occhio alla grande, e lo strabismo si è ridotto pressoché a zero.

Quando l’oculista ti ha obbligato, da piccolo, a tenere l’occlusore per un’anno e più, lo odiavi. Lo hai odiati perché assieme al cerotto, la sera, veniva via anche la pelle, ed era un dolore. Lo odiavi nonostante i tentativi affattuosi dei tuoi genitori di rendertelo accettabile, nonostante la pazienza con cui, tuo padre, tutte le mattine ti disegnava un occhio sopra l’occlusore…

Hai odiato gli estenuanti esercizi di ortottica che si sono protratti per ore la settimane, per anni. Metti il cagnolino nella cuccia, il pappagallo nella gabbia, il pallone nella rete e quant’altro si può immaginare.

Hai odiato gli occhiali sul naso dal momento in cui ti svegliavi al momento in cui ti coricavi nel letto. Occhiali sul naso a cavallo, a sciare, a scherma, sempre. “Quattrocchi”, “cieca” e tutto il resto. Ma hai goduto pesantemente quando, recuperato il recuperabile, a 14 anni tu hai tolto gli occhiali, e gli altri ragazzi, gli aguzzini, hanno cominciato a metterli con la piaga della miopia, piaga da cui tu sei esente.

Insomma, ci vedi, accettabilmente. O meglio, un occhio ci vede molto bene, l’altro fatica un po’. Giri senza occhiali, con buona pace degli occhi rossi, del bruciore ogni tanto, e del mal di testa di tanto in tanto. Ma è un ottimo risultato, comunque.

Ogni anno fai i tuoi controlli, per vedere che la situazione sia stabile, per controllare gli occhiali da lavoro… finchè un giorno un giovane oculista ti guarda, al di là dei suoi strumenti di tortura, e con aria prudente ti chiede: ma nessuno le ha mai proposto di operarlo quell’occhio? Pausa. Perché si può metterlo a posto? Ma non si operavano solo i miopi? Chiedo. Non più, la tecnica avanza. Sono un po’ di anni, dal 2012 circa che in Italia operiamo al laser anche le altre patologie. Anche l’astigmatismo, anche l’ipormetropia. Anche entrambe assieme. Nel caso più complesso si inserische una lentina acrilica sul cristallino. Dice. Fossi in lei, fossi al suo posto, io ci penserei.

Quando, dieci anni fa, cominciarono a farsi, in Italia, le prime operazioni al laser per la miopia, e solo per essa io tirai giù i santi dal paradiso. Trovavo ingiusto che i miei amici potessero ripararsi gli occhi, e io no, io avrei dovuto continuare a convivere con il mio occhio zoppo, che mi affliggeva da sempre.

Ora, con tutto il tatto l’oculista mi dice, cercando di non spaventarmi, che l’occhio di può riparare, che non è pericoloso, bisogna solo fare qualche piccolo accertamento. Non ha ancora finito di dirlo, che io sono già sul lettino, pronta per la riparazione, come se l’occhio non fosse il mio. L’oculista è stupito, mi guarda strano, e ribadisce che bisogna fare degli accertamenti prima. Allora facciamoli subito o almeno il prima possibile.

Torno a casa saltellando, come un giovane leprotto primaverile. Forse mi mettono a posto l’occhietto monco, forse. E’ solo qualcosa che aspetto da tutta una vita.

 

 

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