live @ Torino Beach, tra la via emilia e il west

Un giorno ho scelto di liberarmi dei vampiri.

I vampiri esistono. Esistono davvero. A differenza di ciò che la migliore narrativa gotica tramanda però, i vampiri non ti succhiano il sangue, ma ti succhiano l’energia vitale, di fatto succhiandoti vita.

L’energia che ognuno di noi ha, è quella che ci permette di vivere, di godere, di fare progetti e di portare a termine le cose. E’ quella voglia di vivere che ti fa salvare un gattino bagnato, abbracciare una persona e prometterle una vita assieme, che ti fa insegnare a tuo figlio a leggere, a correre, a ridere. Senza l’energia che metti nelle cose, non raccoglierai il gattino bagnato, che morirà, non prometterai amore a nessuno, e resterai da solo, non insegnerai nulla  tuo figlio, che rimarrà uno zombie in preda alla televisione.

C’è chi energia ne ha, chi ne ha a iosa e la distribuisce in giro, e chi non ne ha e la prende, o peggio la ruba. Quest’ultimo è il vampiro. Il vampiro è colui (o colei) che usa la tua energia per fare le *sue* cose.

Tipicamente il vampiro è sempre scontento, è sempre triste, è sempre sfortunato. E ti rincorre, raccontandoti delle sue sciagure (che non sono diverse dalle tue) nella speranza – conscia o inconscia – che tu gli trovi delle soluzioni. Il vampiro svaluta gli altri, per portar luce su stesso, giudica per sentirsi migliore, ferisce per sentirsi potente. Usa gli altri per avere gratificazione di sé. Il vampiro si *appiccica*, ti rende responsabile di lui, è dipendente, ed è irascibile, permaloso, iroso. Insomma fa leva sul tuo senso di responsabilità e sui tuoi sensi di colpa per manovrarti. E tutti abbiamo sensi di colpa…

Questa gente ti sfianca. Tu corri, corri, corri e oltre a smazzarti i tuoi problemi, ti smazzi anche i lori, e peggio, smazzi i loro prima dei tuoi, perché se no ti assalgono i sensi di colpa per non averli aiutati e per essere stato egoista. Morale: la tua vita affonda e la loro vita prospera. Finché gli servi, da buoni parassiti, non ti mollano, quando cominci a rivelarti meno utile, o quando magari hai bisogno tu, oplà, si dileguano.

Mi ci è voluto del tempo a capirlo. Ho passato del tempo, troppo tempo (parliamo di qualche anno, ove anche qualche giorno sarebbe stato eccessivo) con un vampiro: adulatore, invidioso, controllore, pessimista, approfittatore, rancoroso, irascibile, vittimista. Il tutto ovviamente molto ben camuffato da finto altruismo, finta sicurezza, finta generosità. Gli ho smazzato problemi di ogni sorta, dalle vacanze all’affitto, dai problemi familiari a quelli personali. Nel contempo i miei di guai non si sono mossi di un passo, e anzi andavano all’indietro come i gamberi.

Sganciato il vampiro (o forse dovrei direi i vampiri, perché un vampiro se ne tira sempre dietro degli altri), ho scoperto, o riscoperto, che vivere è semplice ed è mediamente bello, nonostante tutti i suoi casini, che il mondo è un bel parco giochi in cui lanciarsi senza troppa paura. Ho preso il largo.

Non passo per essere una creatura solare, genericamente, non lo sono mai stata. Sono crepuscolare, un po’ malinconica forse, un po’ troppo cerebrale, riflessiva, ma – senza vampiri attaccati alla giugulare – mi godo la vita alla grande, ho un mucchio di amici, un bel po’ di splendidi hobby,  ottengo dei risultati e ho le energie di un cavallo da corsa. La gente mi sta attorno volentieri, mi apprezza e mi spalleggia.

Okey, forse sono anche troppo indipendente, troppo al trotto, e ho difficoltà a creare legami. Forse ho un po’ troppa paura di trovarmi di fianco, nel letto, non un essere umano, ma un vampiro e non mi accorgo di chi vive davvero dietro all’algido muro di due splendidi occhi chiari. Comunque è sempre preferibile essere un po’ più soli che vampirizzati.

Sganciate i vampiri. Se potete – senza farvi mandare in galera – piantategli un bel paletto nel cuore, mettetegli un sasso in bocca e mozzategli la testa. Poi bruciate il tutto. Almeno figurativamente, fatelo.

 

 

 

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