kendo & jappy

ragionamenti da ragazze kyusha

tra una sessione di kata e una sessione di allenamento normale, vestita di tutto punto mi è scappata la pipì. Dramma.

Tirarti giù l’hakama non puoi, nel bagno della palestra, ne esce uno schifo. Tocca toglierla. Ma toglierla e rimetterla è un lavoro lungo, che richiede almeno quei cinque minuti. A cui vanno sommati almeno altrettanti minuti per recarsi al bagno, trovarlo libero, trovare l’ispirazione, espletare e tornare al trotto al tuo posticino in dojo. Ovviamente dieci o più minuti non ce li hai.

Hai quindi tre soluzioni possibili: tenerti la pipì, fare incazzare il sensei, o inparare a pisciare con l’hakama indosso. Sulla percorribilità della prima ipotesi non hai voce in capitolo, decide la natura. La seconda opzione, invece, è una di quelle opzioni che ove possibile eviterei, eviterei con cura. Resta la terza e, con un po’ di esperienza e di agilità, è plausibile.

Ho optato, proprio per quest’ultima opzione, l’altra sera. Riuscendo nella miracolosa impresa e tornando gongolante al mio posto, comunico il mio gaudio a un’altra sciamannata del corso.

sono riuscita a far pipì senza togliermi l’hakama, senza pisciarmela e senza pisciarmi sulle dita…

Segue un minuto di ammirato silenzio, poi:

allora è vero, sei proprio pronta per fare l’esame da primo kyu!”.

La logica deduzione è che una vera samurai sa che può affrontare l’esame da 1° kyu quando riesce a pisciare con l’hakama in nettezza.

 

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