il mondo attorno, live @ Torino Beach, Uncategorised

Lavorare tutti, lavorare meno

Alcatraz, una delle sedi principali dell’IT della grande azienda ™ per cui lavoro. E’ giorno di ponte, il 7 dicembre, e gli alti edifici sono immersi in una nebbia lattiginosa, appiccicosa. Delle 14 scrivanie dell’ufficio, oggi solo due sono animate, una ovviamente è la mia.

A presidiare il fortino siamo rimasti in due: io e il consulente prezzolato che proprio non poteva farne a meno. La mestizia e palpabile, la bestemmia è una presenza immanente, sottintesa.

In giorni come questo, come a metà agosto o sotto natale, lavorare, anche se sei in ufficio è utopico. Le persone che cerchi non sono in ufficio, sono a spassarsela da qualche parte, e tentare di raggiungerle è oltre che degradante, spesso vano. Eppure qualche sfigato in ufficio ci deve stare… il perché mi è spesso ignoto.

Allora, tra un tentativo vano e l’altro, scatta la filosofia.

Il lavoro, diritto e dovere su cui questa nazione si fonda, è un ricatto. Se il lavoro ce l’hai sei costretto a lavorare allo sfinimento, ben oltre le ore ‘normali’ (che già di per sé sarebbero troppe), con nessun riguardo per il tuoi ritmi, la tua produttività, la tua salute. Se non ce l’hai, beh fai fatica a vivere, sei angosciato e spesso – a torto – considerato poco volenteroso.

Chi il lavoro ce l’ha, quindi, si sfianca – e si esaurisce – e chi non ce l’ha si deprime. E’ così che il sistema ti vuole: ricattato e schiavo. “Ringrazia che il lavoro ce l’hai”, “non è il momento di fare rivendicazioni”, “devi trovarti un lavoro” etc etc. Strattonato, spinto, costretto… e quindi poco reattivo, poco creativo, prono.

Eppure basterebbe poco, per vivere tutti un po’ meglio. Era lo slogan tedesco di qualche anno fa: lavorare tutti, lavorare meno. Aumenta la felicità, aumenta la capacità di spesa, aumenta la produttività. Se ci sono arrivati i tedeschi, che non brillano per creatività e fantasia, come è che non ci arrivano gli italiani, geneticamente fantasiosi?

Perché è meglio avere una popolazione supina e ricattabile, che una popolazione viva e attiva. Sperequazione e dominazione.

 

 

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