il mondo attorno

dalla parte delle bambine.

Un recente post polemico su facebook di una amica goblinessa mi ha fatto tornare per l’ennesima volta la bile alla bocca dello stomaco sulla questione gender…

Questo meraviglioso prodotto ludico distingue con molta nettezza quel che ci si aspetta dai bambini e quello che ci si aspetta dalle bambine. Per i bambini sono previsti soggetti attivi, scientifici e avventurosi (pirati, robot, dinosauri), per le bambine invece soggetti passivi, estetici e fiabeschi (fate, principesse, cuccioli). Così un oggetto apparentemente innocente e di puro intrattenimento diventa all’istante uno strumento di indottrinamento culturale che separa il mondo in femmineo (sentimentale, estetico e sognatore) e mascolino (attivo, costruttivo, materiale), come se, nella realtà di questo mondo, da adulti, questi ruoli fossero ancora così ben definiti.

Ricordo lucidissimamente il mio fastidio quando, a casa di una conoscente, vedevo la differenza con cui venivano trattati due gemellini: la bimba, borsetta in mano e smalto alle unghie, veniva elogiata per i vestitini, per l’ordine per l’educazione, il maschietto in jeans, bandana e spada da pirata, veniva lanciato per aria e lasciato libero di scorrazzare e far danno.

Va bene così continuiamo ad allevare dei disadattati: ragazze avventurose che si sentiranno sempre ‘fuori posto’ e ragazzi sensibili massacrati da un ruolo da ‘macho’ che non gli si addice. Oppure anche peggio, alleviamo femmine iperfemminili che da grandi si troveranno a dover magari coprire ruoli ipermaschili, o viceversa maschi super-macho che da disoccupati dovranno adattarsi al ruolo di donna di casa… Perché purtroppo il gioco dei ruoli definiti è finito da tempo. E’ proprio così che si creano persone equilibrate, adeguate, resilienti e felici…

Siamo una generazione di frastornati, di persone che hanno visto i ruoli tipici e i compiti tipici dei due sessi frantumarsi e crollare (in molti casi, per fortuna). Abbiamo fatto e facciamo ancora una gran fatica ad uscire da quei modelli che ci sono stati insegnati e imposti, per riuscire a trovare un posticino in questo mondo che possiamo occupare cercando di far andare d’accordo le esigenze esterne e la nostra natura. Passiamo una vita di merda a cercare di farci accettare per quello che davvero siamo, per quello che facciamo. Ma perché, perché, spiegatemi, continuate a insegnare ai vostri bambini queste stronzate anacronistiche e dolorose? Perché? Non ne abbiamo avuto ancora abbastanza?

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4 thoughts on “dalla parte delle bambine.”

  1. Sai cos’è? È che sin da piccoli ci vengono imposte delle sovrastrutture che si tramandano da secoli..qui tra chiesa,cultura,ignoranza e imposizioni fottono la vita a chi non riesce a liberarsi da queste cose..chi l’ha detto che si fa così e basta? Chi lo stabilisce? Woo siamo poveri di intelletto,fottono la vita a furia di reality e cagate varie..assuefazione al nulla..basta non far pensare e fanno quello che vogliono

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