kendo & jappy

l’ansia da bogu spiegata alle mie amiche

Per premiarmi del buon esito della verifica di kendo del mese scorso, ho deciso di prendere un bogu (un’armatura) tutto mio. Si, perchè il kendo si fa bardati come animali da soma, e il grosso della bardatura è composta da lui, gioia e dolore di tutti i kendoka, il bogu.

Un bogu – e mi dilungherò in seguito nella sua descrizione dettagliata – è un piccolo investimento (partono da alcune centinaia di euro e volano su, su, su… fino ad alcune migliaia), che si fa quando ci si sente psicologicamente pronti, tecnicamente pronti, ed economicamente pronti. Prima di questo investimento giri con pezzi di bogu altrui, approssimativamente della tua taglia – o anche no – che ti diano la protezione necessaria per tirare.

Così all’indomani dell’esame ho preso al decisione su cui meditavo da tempo: si va, si prende un bogu. Facile, penserete voi.

Vai un una bogu-eria e ne porti a casa uno. No, non funziona così. Bogu-erie in Italia non ci sono.

Lo compri su internet. Si, lo compro su internet, ma non è esattamente come comprare una maglietta. Innanzitutto perché tra i mille modelli, varianti di cuciture, imbottiture, materiali, costruttori e quant’altro la scelta si fa complessa, ed è resa ancora più complessa dal fatto che tutte queste caratteristiche hanno facili nomi giapponesi a te insignificanti e del tutto intraducibili. Inoltre per un bogu servono qualche ziglione di misure improbabili…

Quindi ti fai una cultura. E farsi una cultura si traduce in passare giorni a navigare su internet e a rompere i marroni agli amici… Ti perdi nelle differenza sostanziali tra cuciture da 5mm, da 4mm e da 3mm sulle varie parti dell’armatura, stringhe di cotone, seta, pelle umana, gocce di sudore cadute mentre si assemblava il tutto… E poi, dulcis in fundo, stremato chiedi con aria supplice consiglio a qualcuno di cui ti fidi molto. E quel consiglio lo segui, fingendo di essere un kendoka consapevole e acculturato. Ora sai il costruttore e il modello.

Poi arrivano le misure. Il bogu, come dicevamo richiede alcune misure di te stesso, che difficilmente riuscirensti a prenderti da solo:

  • la circonferenza della testa da sotto il mento a sopra l’occipite
  • la circonferenza della testa attorno alle tempie (hachimaki)
  • la distanza degli occhi dalla base del mento (monomi)
  • la lunghezza del palmo della mano
  • la circonferenza della mano all’altezza delle nocche
  • la circonferenza della mano all’altezza della base del pollice
  • la tua altezza
  • la lunghezza dalla cresta iliaca alla base del malleolo
  • la circonferenza delle anche
  • la larghezza delle spalle

e devono essere misure precise. Quindi te ne stai lì, in mezzo al dojo, in mezzo agli amichetti che ti pigliano per il culo e prendono misure – e lo fanno più volte per essere precisi. Ci sono quindi almeno venti persone che sanno quanto hai il culo grosso, le gambe corte, le spalle da lottatore, la scatola cranica piccola…

Per vendetta io gli ho mandato anche qualche misura aggiuntiva… giusto per far girare i marroni…. la prossima volta gli mando direttamente un mio calco a figura intera.

Infine scegli i dettagli. Il bogu è blu, indaco scuro tipicamente – si può avere anche bianco volendo, ma per mimesi e per questioni di gestione del lercio, eviterei. E fin qui e tutto semplice. Poi si va più sul complicato, scegliendo:

  • la tipologia del do dai (la placca che protegge il ventre)
  • il mune kazari (la parte sovrastante la suddetta placca)
  • il men chichikawa (l’agile striscia di pelle che permette di ancorare i legacci del men)
  • gli himo del do (i legacci della placca ventrale)
  • gli himo del men (altri legacci)
  • eventuali apposizione di nome e cognome sulle varie parti – ovviamente in katagana, perché l’alfabeto romano è assolutamente tabu
  • il tenugui di accompagnamento (quell’agile pezzo di stoffa che spiegazzi sulla testa prima di mettere il men)

A parte una vaga crisi sulla scelta del mune, ho optato per la mimesi, cliccando ‘standard’ a gogo. Non ho neanche valutato l’opzione della firma sul bogu  e ho scelto il tenugui del mio colore preferito. A questo punto l’ordine è pronto

Paghi. Santo paypal, conversione automatica yen-dollaro-euro e lacrime amare al totale. Andrò a mendicare davanti al duomo per un po’, per riprendermi dall’investimento.

E aspetti. I giapponesi sono giapponesi, ti informano di ogni spostamento della tua robina.

  • ho fatto l’ordine giovedì 2 luglio,  e ovviamente mi mando la mail di conferma dell’ordine.
  • Il 7 luglio mi informano che hanno finito di assemblare l’ordine e che è stato spedito.
  • Nella stessa email mi danno il numero di spedizione del vettore, cosicché tu possa seguire millimetro per millimetro i tuoi sacri oggetti nella loro migrazione transcontinentale. E il vettore, tramite agile applicazione web mi tiene costantemente aggiornata
    • il bogu è stato ritirato presso la fabbrica a Fukuoka il 7/7 ora locale: 10.56
    • è partito da Fukuoka lo stesso giorno alle 15.26
    • è arrivato a Tokyo sempre il 7/7 alle 19.28
    • Sempre quel giorno alle 21.38 ha lasciato Tokyo, si spera in direzione Europa continentale.
    • L’8/7 alle 17.13 è atterrato a Francoforte, in transito.

    ora sono qui in trepidante attesa, che seguo kilometro per kilometro la lunga migrazione… quando arriva? ma quando arriva?

 

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