kendo & jappy

L’hakama da sveltina

Esistono, almeno per i bambini, le hakama con il velcro. Ti chiedi a lungo a che cosa possa mai servire un hakama con il velcro, e la risposta ti fulmina il giorno che arrivi in dojo in ritardo, affannata, trafelata, incazzata e con l’incubo dei millemila Choya-ku-men che ti toccheranno se entri in palestra in ritardo.

Metti le zampette nell’hakama e cominci la vestizione, intreccia dietro, intreccia davanti, lega dietro con il fiocchetto, passa la linguetta nel nodo posteriore, passa sotto i lacci anteriori, fai il nodo, fai il fiocco.

indossare_hakama

Fallo ansimando, fallo con le mani che tremano, fallo mentre guardi i minuti che ‘tic tac tic tac’ scorrono.

In quel momento, e si da il caso che non sei la sola ad essere in ritardo quel giorno, ti folgora il ricordo dell’hakama col velcro.

‘ Eh si, bisognerebbe avere l’hakama col velcro in questi casi, sai quanto tempo risparmi?’

‘ Esiste davvero?’

‘Sisi, la vendono on-line, o per lo meno la vendono per i bambini’

‘certo che in questi casi sarebbe comoda, risparmi un mucchio di tempo’

‘si e poi si presta anche ad altre emergenze, capiti mai di dover fare una sveltina alla brutto dio in dojo. Sai, alla guccininana  su la stanela zo i bragan…’

Lo ammetto, nel dire porcate ancora mi emerge dal profondo un forte accento bolognese, ornato di tutta la cultura retrostante… ,

A l’a purté dentr’a una pôrta, oilì, oilà,
la portai dentro a una porta, oilì, oilà.
Sò la stanèla, zò i bragõn, com’èren bêi, com’èren bõn,
sò la stanèla, zò i bragõn, com’èren bêi, com’èren bõn.

Cioè, mi dispiace che voi non abbiate capito, probabilmente: è una danza,
una… una danza rituale, fallica, molto antica: “Su la sottana, giù le braghe”
dice la canzone… C’è questo bel movimento, così, no: “tac tac”. Mentre i
giovani sono lì che si scambiano il piccione…
compare il terzo incomodo, il
voyeur, che poi è una voyeuse: una laida vecchiaccia.
La sëlta fôra ‘na bröda v’sciàssa, oilì, oilà,
sëlta fôra ‘na bröda v’sciàssa, oilì, oilà,
“Ma c’sa fè du spurcassciõn, com’èren bêi, com’èren bõn,
ma c’sa fè du spurcassciõn, com’èren bêi, com’èren bõn”

Molto meravigliata la vecchia, dice “cosa fanno questi sporcaccioni?”.
Il giovane sorpreso in questa… batte tutti
i… cioè… dicevo ultimamamente che a Monaco non è ancora prevista come
specialità olimpionica l’arcitura della fessa… Sono tre secondi e due de…
zip! È un lampo! Velocissimo. Tre secondi e due decimi. E dice la prima cosa che
gli passa per la testa:
“Siamo qui che giochiamo alla merla oilì oilà
siamo qui che giochiamo alla merla oil…”

Ma la vecchia non si fa ingannare da queste co.., la vecchia eh eh, dice:
“ragazzo mio, io ai miei eh!”. Dice “voi non state giocando alla merla,
buffoncelli! Altro gioco…”
Sé, la merla i mi cojon com’èren bi com’èren bon,
sé, la merla i mi cojon com’èren bi com’èren bon!

[Francesco Guccini – La fiera di San Lazzaro]

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