ostinatamente ludica

Carrarashow 2015 – di amici, di giochi, e altre inezie.

Un paio di settimane fa s’è svolto il Carrarashow, dove – in qualità di adepto di Tana dei Goblin ho passato un paio di giorni con l’intento di prestarmi al ruolo di divulgatore di giochi.

Complice il caldo già estivo, il ponte lungo e la prima edizione dell’evento, beh l’afflusso non è stato quello sperato, ma, in compenso, ho potuto godermi l’affetto e la compagnia di amici vecchi e nuovi, provare giochi, partecipare a un torneo e fare shopping.

Gli amici

ahhh gli amici… Per ognuno – vecchio o nuovo amico – ho un piccolo ringraziamento. Non mi dilungo, sapete chi siete e sapete di cosa vi sono grata, eravate lì…

I giochi

I giochi ovviamente l’han fatta da padroni… Mi sono tolta lo sfizio di provare un po’ di cosucce qui e lì…

Five Tribes: Bello, veloce, che gira bene. Non un filler, però, e forse non proprio alla portata di un qualunque neofita. Ha molto più spessore di quello che può sembrare a prima vista. Anche il lato estetico è decisamente piacevole, e per me, nei giochi anche l’estetica ha il suo valore. Lo volevo provare da tempo, e si, l’ho provato. Ne esco entusiasta, con un gioco in più nella lista dei desideri. Non mi spingo oltre, è pieno di recensioni in giro…

Spyfall: Osannato da alcuni. Lo ammetto non sono particolarmente portata per i party games, ma alcuni li gioco volentieri (Dixit, Il sesto senso, La boca…), altri un po’ meno volentieri ma comunque non mancano nella mia personale ludoteca (Avalon). Spyfall vince il premio demenza dei party games. No, avete frainteso. Non demente nel senso di demente che diverte, da balotta (vedi Voodoo o Misantropia). Demente nel senso che annoia, è completamente casuale e tirato per aria. Lungi da me! Va de retro SATANA!!!

Concept: Non è male, ecco. Entrando nei party games, questo lo si può definire un gioco, un gioco interessante da balotta. Non il mio gioco, però. Non amo i giochi del tipo ‘indovina la parola, il persanoggio etc”. Non amo il genere, ma Concept lo dipana bene, aggiungendo profondità, aprendo nuovi orizzonti e regalando minuti interessanti. Non nella mia ludoteca, ma una partita una tantum me la posso concedere.

Quantum Race: Quantum race vorrebbe essere un gioco introduttivo alla fisica quantistica. Ok, obiettivo decisamente ambizioso e grande istinto di divulgazione scientifica. Purtroppo però un gioco, per essere giocabile oltre a essere divulgativo e impregnato di buoni propositi deve essere interessante e a scelta o molto divertente o molto impegnativo… e un gioco di giri di pista, liscio, non è esattamente un capolavoro. Formula DE gli da milioni di punti, anche se è molto meno culturale. Purtroppo per inventare bei giochi, anche bei giochi divulgativi, non è una garanzia un PHD in fisica nucleare, e sicuramente il gioco soffre della poca esperienza ludica dell’autore. Peccato. Provaci ancora Sam. Rimandato a  settembre.

Balance: Balance mi ha stimolato la fantasia da più di un anno. E’ un gioco olandese i cui creatori da tempo si stanno battendo, credo, tutte le fiere di questo mondo. Alla vista e alla sensazione istintiva sembra infinita mente interessante. Quando ti siedi a giocarlo scopri che è di fondo un backgammon semplificato, impostato su bilancia a bracci rigidi. Non particolarmente interessante in sé, la bilancia aggiunge poco e la semplificazione del gioco originario perde il bello, e il fascino del backgammon. Per la serie quando l’evoluzione è una involuzione.

Scaccia i Mostri: Ovviamente un gioco per bimbi, un collaborativo (una bella e non frequente caratteristica nei nei giochi per piccoli) in sapore horror soft. Dall’armadio escono i mostri, per scacciarli bisogna trovare a memoria il giocattolo di cui ogni specifico mostro ha paura. Beh, tecnicamente è una rivisitazione del memory, ma una bella rivisitazione, con una bella grafica, una bella ambientazione e qualche meccanica che fa la differenza. Per i figli che non ho.

El Capitan: Ancora un gioco per bimbi, competitivo e non collaborativo, ma sempre a base memory. Solo che non tutte le rivisitazioni del memory escono bene e questo infatti è un gioco noioso e decisamente poco attraente. Da non riprovare.

Se vi state chiedendo cosa ci facessi allo stand dei giochi per bimbi vi rassicuro, non sto tardivamente tentando di clonarmi, e no, non sono incinta. Accompagnavo in missione un amico – noto creatore di giochi da tavolo a target meno adulti – che girava curiosando tra gli stand.

Il torneo

Mi hanno obbligata a fare un torneo di Ticket to Ride, è andato malissimo. Chi non risica non rosica, ma chi risica troppo… resta a piedi. Brava la nostra nuova recluta, invece, che è arrivata 3° al suo primo torneo di giochi, il suo primo weekend ludico e il suo primo Ticket to Ride. Ridimensionati ego mio, ridimensionati.

Lo shopping

Beh ho saccheggiato la bottega giapponese (magliette, bachette, geta, totoro… ) e ho tentato nuovi fumetti, ma niente giochi. Una grande vittoria sulla mia dipendenza ludica.

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