live @ Torino Beach

il tempo fermo

Siamo tiranneggiati dal tempo, abbiamo scadenze, appuntamenti, posti da raggiungere, compiti da svolgere. Il nostro cervello in qualche modo mantiene un orologio interno, per aiutarci a sapere in quale punto del giorno siamo, orologio al polso o meno.

Dentro di me c’è un orologio atomico probabilmente. Nella mia scatola cranica, evidentemente vuota, risuona del cesio ionizzato. Ogni 9.192.631.770 cicli di radiazione, nella mia mente scatta un secondo. Tic. Questo complesso meccanismo interno mi da un’idea abbastanza precisa del momento presente e difficilmente sbaglio in modo sensibile se mi si chiede al volo l’ora che penso sia.

Succede a volte, rare volte, però, che il cesio si fermi e con esso il tempo.

Niente più futuro e passato, niente più minuti da rincorrere, resta solo il momento presente, dilatato all’infinito. Tutto il mio mondo, tutto quello che il fondo della mia anima inquieta desidera è li, sulla punta delle mie dita. Il cervello smette il suo eterno errare e respiro a piene narici quella felicità leggera, che nulla, se non se stessa, cerca. E anche il cielo che cambia colore all’avvicinarsi del crepuscolo o dell’aurora, perde il suo significato temporale.

Quando il tempo ritorna, lo fa dandoti una bastonata ben assestata sulla nuca, che ti rimette in moto, e di corsa, imprecando.

L’ho già detto in un’altra vita, bisognerebbe morire lì, prima della bastonata.

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