Storie di altri mondi

autunno medievale

Man mano che l’estate cede il passo all’autunno Marie-Ange, come gli altri bambini, si trova sempre più impegnata nel suo apprendistato. Le sue giornate iniziano prima dell’alba, prima di quella di tutti. Si alza silenziosamente, si butta addosso la sua tunica di lana bianca, si lega i boccoli biondi in una lunga treccia e si precipita, gareggiando con il nascere del sole, verso la sorgente nel bosco. Qui si inginocchia e attende che il primo raggio di sole filtri tra le fronde della quercia secolare e squarci l’acqua cupa, inondandola di riflessi verdi e azzurri. Quindi immerge la ciotola di legno che ha portato con se, senza creare spruzzi, e rapisce quel primo raggio di sole sussurrando un’antica cantilena in una lingua ormai dimenticata.

Abnoba, spirito di questa foresta e di queste acque chiare accetta, ascolta la richiesta di questa tua giovane figlia. Abnoba fai che nelle tue acque e nel tuo bosco io possa sempre trovare di che sfamarmi, dissetarmi e nascondermi dai miei nemici, e che questo avvenga anche per i miei fratelli e le mie sorelle

Poi, dopo avere bevuto un sorso f’acqua dalla ciotola, si dirige cautamente verso il convitto, senza rovesciare una singola goccia d’acqua. Lì ripetendo la stessa invocazione appoggia la ciotola sul piccolo altare di pietra scura dietro al laboratorio della sua maestra e felice di aver eseguito scrupolosamente questo importantissimo rituale e si precipita a divorare la colazione a base di pane e noci, con gli altri ragazzi. Al tramonto, alla fine di una lunga giornata passata tra studi il laboratorio e rituali nel bosco, Marie-Ange ripete al contrario lo stesso rito dell’alba, riportando alla fonte quella stessa acqua, sugli stessi passi, con le stesse antiche parole. Si precipita poi verso la cena e le chiacchiere serali con i suoi coetanei.

I giorni si ripetono così, in attesa del solstizio di inverno. All’approssimarsi del quale una certa irrequietezza, mista ad una buona dose di entusiasmo invade l’aria del convitto.

Sarà una bella emozione e una bella prova per te, Marie-Ange, questo solstizio” continuano a ripetere i magi.

 

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