Storie di altri mondi

Nuovi amici

Nelle settimane seguenti man mano il piccolo agglomerato di case nel bosco si popola. Alla comitiva di Marie-Ange e a quella che ha portato attraverso migliaia di chilometri per mare e per terra Salongo sin li, si aggiungono via via altri piccoli gruppi, del tutto analoghi ai loro. C’è Vichy, una silenziosa bambina francese con lo sguardo fisso nel vuoto, che ha viaggiato a piedi per tutta la Francia e metò della Germania, sotto la guida di una strana donna coperta di tatuaggi incomprensili. A scappellotti e trascinandosi dietro un recalcitrantissimo cavallo è arrivato poco dopo anche Edwino, il gigatesco, arrogante e maldestro ragazzino Austriaco. A otto anni è già alto come un adulto e al suo svetta una vecchia spada da guerra, dice di suo nonnno, che non esita a puntare al petto di chiunque incrontri. Infine appaiono due eleganti signori, vistosamente fratelli, con al seguito un bulletto biondo, cosparso di lividi è cicatrici, che non fa presagire nulla di troppo buono.

Attorno a questa eterogenea comunità orbita un mondo più ordinario: un paio di mercenari assoldati, qualche cacciotore, un cuoco, un paio di lavandaie e servette.

Per la fine dell’estate il biccolo villaggio nel bosco a ritrovato la sua routine e gli arrivi (o le visite) di stranieri si sono del tutto scomparse. I ragazzini sono stati alloggiati in un’unica casetta di legno, dove hanno il tempo di conoscersi, raccontarsi le loro storie, e scambiarsi idee e infromazioni in merito alle ore che passano con i rispettivi tutori. Le loro giornate trascorrono tra piccoli compiti quotidiani (badare alle pecore, andare a prendere l’acqua e via dicendo) e lunghe (e noiose ore) trascorse in laboratorio ad aiutare i loro tutori e a cercare di imparare quelle nozioni di storia, teoria magica e buonsenso che questi ultimi tentano disperatamente di far loro entrare nella testa.

Così, tra il maceramento di un’erba, una provetta, il gregge di pecore da accudire e le chiacchierate serali nella casetta nel bosco i bambini apprendono che il loro destino di studi sarà via via differenziato a seconda della casata di appartenenza del loro tutore. Solongo diventerà un Bonisagus (i maghi più teorici, studiosi e tranuilli), Vichy diventerà un Criamon (un mago trasendente dedito alla ricerca magica e filosofica dell’Enigma) e la sua pelle – come quella della sua maestra – man mano si ricoprirà di strani tatuaggi, Edwino – come ben fa presagire il suo carattere – crescerà in un bellicoso Titalus (maghi che più di tutti si impegnano nel confronto diretto, nella competizione, nella guerra), e Marc, beh Marc esercita le sue arti da ragazzaccio di strada per sfuggire alle lezioni di teoria magica e per tanto ancora non ha capito cosa sarà del suo destino. Marie-Ange, invece, scelta proprio in virtù delle sue discendenze scelte e druidiche, diventerà un Diedne (l’antica casata druidica sterminata dal tribunale quasi cent’anni prima, sotto l’accusa di praticare riti demoniaci e sacrifici umani), ma questo è un piccolo segreto, che è ben risaputo all’interno del piccolo convitto, ma che è meglio custodire gelosamente….

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