live @ Torino Beach

Disillusione & Co.

In giro, siamo rimasti *noi*, quelli con la vita stropicciati, quelli che hanno rimescolato le carte, quelli che annusano l’aria e seguono il vento. Gli altri sono a casa, a cambiare pannolini o a guardare la tele annoiati affianco alla loro ‘altra metà’.

Qualcuna di queste cose le abbiamo fatte anche noi, poi, ognuno per i suoi motivi siamo diventati randagi: tanto sport, tanti giri di amici, tante sere fuori… insomma molte cose da fare e una residenza in una qualche casa, una residenza per lo più nominale.

Poi ti incroci quasi per sbaglio, tra un impegno e l’altro, davanti ad una birra, un bicchiere di vino, un aperitivo. Ti trovi, così, a parlare di quello a cui quasi non pensi più, di quello che è stato, di come è andata e della delusione, e scopri che quasi riesci a parlarne tranquillo (quasi), e quasi riesci a riderci sopra (di nuovo quasi). Stai cancellando, hai cancellato sia il bene che il male.  Non c’è più motivo di raccontarsela, di appoggiarsi schiena contro schiena e fingere presuntuosamente quell’ottimismo che tempo prima ti faceva dire che si, andrà tutto bene, che stai bene, che stai rimettendo su una splendida vita. Ora, davvero, di fondo va bene, la vita scorre allegra e costante e tu hai smesso di fare il salmone che nuota in salita. Sei una bella trota satolla, che pinna nella corrente.

Semplicemente hai riassestato la tua vita attorno al tuo smisurato ego. Tutto il mondo è lì per te, per essere vissuto, gustato, mangiato. E ti ci tuffi, tenendoti ben saldo quella piccola cotta di maglia che evita che cose e persone ti arrivino davvero sulla pelle. Scommesse, sacrifici, impegni zero. Hai già dato, l’hai già presa nel fracco, ora hai imparato. E hai imparato a non dividere i pensieri e il tempo,  hai imparato ad addormentarti tranquillo, nel tuo letto, stringendoti forte ai tuoi pensieri.

In fondo ti va bene così.

Ma non hai ancora capito se quella sensazione di pugno allo stomaco che ti prende se provi a pensare di assumerti un impegno, sia semplicemente paura, invidia, ansia o nausea da schifo. Nel frattempo eviti di soffermarti sulla questione, e continui a giocare, o almeno questo è quello che ti racconti.

Vivo da re,
non ho bisogno più di quello che facevi tu per me.
Mi alzo alle tre, mi guardo alla TV
e sono sempre su, senza te.

(Ruggeri – Vivo da re)

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