live @ Torino Beach

Torino by night

Ieri per la prima volta da quando sono tornata a Torino mi sono presa il tempo per girovagare di sera per il mio quartiere. La scusa ufficiale, quella che adotto con me stessa, era un giochino nuovo sul cellulare (Ingress (1)), forse appena più furbo della media dei giochini stupidi, ma comunque un giochino da bimbo minchia.

Comunque quale che fosse la scusa, ieri sera stavo trotterellando allegramente per il quartiere. Trotterella di qui, trotterella di lì, di cose (brutte) se ne vedono. Non sono più abituata. Sono rimasta un attimo sconcertata. Quattro anni di esilio nella grazia e nel tedio a morte della provincia Emiliana si fanno sentire. Infatti, benché io abbia vissuto gli ultimi tre anni in uno dei quartieri più difficili (e additati a spauracchio) di Bologna, devo dire che – dal punto di vista brutterie varie – ho fatto tre anni di vacanza. Il peggio che vedi in Bolognina di notte, è più o meno l’equivalente di quello che vedi a Torino alle due del pomeriggio in pieno centro nel parco giostre dei bimbi. La differenza sostanziale però è che qui nessuno si fa spaventare e la gente, quella normale, continua ad andarsene in giro allegra, tenendosi ben stretto il suo territorio.

Quindi ho (ri)scoperto che:

  • in stazione ci sono più traffici illeciti che in Afghanistan
  • sotto il mio portone c’è il drive-in dello stupefacente stupore. Mi chiedo se sia prevista anche la consegna a domicilio.
  • i ragazzotti ventenni trovano cosa intelligente pisciare pisciare sulle portiere delle macchine (peccato però che questa volta siano stati beccati in flagrante un paio di persone che gli hanno dato una staffilata memorabile). Se becco qualcuno a pisciare sulla portiera della mia coccinella adorata, beh, la prossima volta dovrà pisciare da accucciato come la bimbe.

La cosa più ilare, però, è stata incontrare in piena notte, ad un crocevia ignorato dal mondo, una delle mie nuove conoscenze. Imbattersi per caso in qualcuno, a Torino, è estremamente raro. Lo è ancor di più se hai preso a suo tempo il vizio (disturbante per gli altri) di non fare mai due volte la stessa strada, proprio per portare vicino alla zero la possibilità di essere intercettato. Insomma, al semaforo, con il naso ben piantato nel mio giochino strabiliante mi sento salutare alle spalle. Mi giro tra lo stupito e il contrariato e mi trovo davanti questa giovane donna, amica di amici. “Birra?” e birra sia.

E io che, tra le altre cose, ho lasciato Bologna anche perché non sopportavo di imbattermi regolarmente fortuitamente e in gente conosciuta…

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(1) Ingress è un giochino per smartphone che ha indubbiamente dei vantaggi:

  • non ti tiene seduto su un divano, ma ti obbliga a alzare il culo e a metterti a camminare per la città
  • è in qualche modo ‘social’, interattivo
  • presenta qualche vaga caratteristica di innovazione
  • ha un discreto design

e qualche svantaggio

  • ti annienta le batterie del telefono
  • traccia i tuoi movimenti (hmmmm)

Comunque lo trovo notevole, ho mille inviti, se vi interessa fatevi sentire (lo so arrivo tardi)

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2 thoughts on “Torino by night”

  1. Interessante il gioco,milano di notte non è mica meglio sai? Solo che qui da me (in provincia) pisciano benzina sulle portiere e accendono una sigaretta…meglio l’ironia di un microcefalo che una grigliata in piena notte..

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