live @ Torino Beach

Strani locali

Ieri ho – per cause di forza maggiore – saltato il mio rito giornaliero che mi vede passare a casa dei miei per vedere come stanno, aiutarli in qualcosa (in genere qualcosa di informatico o attinente) e scroccare cena. Lo so, faccio un po’ schifo, ma davvero odio cucinare e per me è anche peggio mangiare da sola. Posso fare tutto da sola, assolutamente, ma mangiare da sola mi deprime.

Conscia del fatto che benché i miei siano momentaneamente lontani e gli amici siano impegnati in altre faccende io debba di tanto in tanto mangiare, ho preso il coraggio a quattro mani e no, non ho cucinato, ma sono uscita nella notte a caccia di cibo. Vista la situazione contingente infausta, la ricorrenza nefanda e l’umore nero ovviamente il mio spacciatore di cibo era chiuso. Mestamente mi sono recata nella pizzeria più prossima senza particolari aspettative se non quella di mangiare un boccone.

Il locale, che si spaccia, tra le altre cose anche per pub e pizzeria, è decisamente un trasandato, poco curato nei dettagli. Sono l’unico avventore e all’interno fa un freddo cane, tant’è che mi siedo vicino all’unica stufetta elettrica (chi mi conosce sa che difficilmente nella mia terra patisco il freddo, altro discorso vale per l’Emilia Romagna, dove patisco terribilmente quell’umido ostile che ti entra nelle ossa). Davanti a me un gruppo di giovani pinguini pattina divertito.

Il servizio è assente, in più di un ora avrò visto il cameriere due volte. La birra, una lager, è gelida e stantia. Il calzone non è dei migliori. Anche il caffé fa schifo.

Quando vado a pagare mi accorgo dei due signori, sulla sessantina, coperti di catene d’oro e goffamente avvolti in abiti troppo appariscenti per essere lussuosi. Parlano un italiano faticoso con un gravosissimo accento calabrese e sono accompagnati da due ragazze di quarant’anni di meno, decisamente belle e decisamente non italiane che continuano a ripetersi l’un l’altra paroline di incoraggiamento in un inglese molto finto. Di fronte alla cassa il padrone del locale, deferentissimo, si intrattiene con loro, mentre un’orda di parenti nicchia negli angoli con il fare di chi vuol farsi notare senza dare l’impressione di cercare attenzioni.

Aspetto buoni dieci minuti davanti alla cassa prima che, benché notata, qualcuno venga a farmi pagare.Dichiaro al ragazzetto ventenne cosa ho preso e gli porgo, a fronte della richiesta di 14 euro, una banconota da 20. Giammai. Il ragazzo entra nel panico, cincischia con le monete nella cassa, mi guarda sparuto. Mi chiede se non li ho giusti, cosa che, ovvio, non ho. Cincischia ancora. Decido di aiutarlo e gli dico che se non ha i 6 euro di resto, poso dargliene io altri cinque, così me ne deve 11. Sollevato da avere finalmente scoperto l’entità del resto che mi deve dare, dice che va bene così e comincia a scavare nella cassa in cerca di monete. Ma il problema si ripresenta, ha 6 euro di moneta in mano, ma non riesce a fare la somma.  Sono passati venti minuti e comincio ad avere qualche problema di autocontrollo. Non so se abbatterlo per farlo smettere di soffrire, deriderlo, o andare via senza pagare. Alla fine mi faccio dare le monetine, gliele conto davanti al naso ed esco,

Faccio le seguenti conclusioni:

  • se con quella incapacità totale pensano di tenere un locale e farci un profitto questa gente sogna
  • secondo me quello non è un locale da profitto, quello è un locale di facciata, tant’è che non gliene frega nulla dei clienti, della roba che servono e del tempo che fottono agli altri
  • fate voi la restante parte delle conclusioni… io ho fatto le mie, ma di sicuro da oggi giro ben al largo da lì.

– Sei andato a scuola? Sai contare?

– Come contare?

– Come contare? 1,2,3,4, sai contare?

– Si,so contare

– Sai camminare?

– So camminare

– E contare e camminare insieme lo sai fare?

– Si! Penso di si!

– Allora forza! Conta e cammina! dai… 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8…

– Dove stiamo andando?

– Forza! Conta e cammina! 9… 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99 e 100! Lo sai chi ci abita qua? A? U zù Tanu ci abita qua!! Cento passi ci sono da casa nostra,cento passi!

(tratto dal film “I cento passi” di M.T.Giordana)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...