ostinatamente ludica

Giocando si cambia – ovvero i giochi che non amo più: Evo.

foto cortesia di Santieiro, da BGG
foto cortesia di Santieiro, da BGG

Chi mi conosce bene, lo sa: vivo giocando. E’ una sorta di filosofia, una specie di eredità che ho acquisito da una persona a cui tengo moltissimo.

Ho amici di giochi e armadi – più piccoli di quelli di altri – da cui saltano fuori giochi come coniglietti il primo giorno di primavera. Sebbene abbia i miei preferiti, ogni tanto tiro fuori le scatole delle retrovie per fargli prendere un po’ d’aria. Ieri sera, a GiocaTorino c’era con me un Evo un po’ impolverato.

Ho adorato Evo quando lo ebbi in regalo, e forse anche questo ora non me lo rende così simpatico – come altri giochi. Ne adoravo la grafica, i materiali e soprattutto i meeples(*) a forma di piccoli brontosauri. Lo trovavo anche decisamente giocabile e interessante.

Ora, a distanza di 350 partite circa, lo amo meno. L’ho giocato ieri (in 5) e l’ho trovato:

  • ripetitivo, quindi noioso
  • lento a partire
  • con una rilevante componente di alea(**) (e nei geni, e nelle carte e negli attacchi)
  • squilibrato (alcuni geni migliorativi dei dinosauri sono incomparabilmente più potenti di altri)
  • ha una componente d’asta troppo rilevante
  • poco scalabile, ovvero in cinque è una tortura. Ricordo di averlo giocato in 3 o 4 di averlo trovato in 3 desertico e in quattro effettivamente giocabile

Continuo invece a trovarlo esteticamente un capolavoro.

E’ un gioco che va benissimo per giocatori non particolarmente esperti, in quanto a fronte di un set di regole non poi così complesso, permette un’ampia variabilità di strategie. E’ sicuramente bello nei materiali e piacevole nell’ambientazione.

Ma per un giocatore più assiduo delle tre l’una:

  • o è troppo lungo per essere un filler (ovvero un gioco da giocare in fretta, tra un cosa e l’altra, alla boia d’un Giuda)
  • o si prende troppo sul serio per essere un gioco cazzaro
  • o è decisamente sotto tono per essere un giocone che merita

voto: 5

A margine voglio precisare che questa non vuole essere in alcun caso una recensione seria di un gioco, c’è chi le recensioni le fa di già, e le fa benissimo. Le trovate in rete. Questo vuole solo essere un piccolo sfogo per un gioco che ho amato tanto, e che non amo più. Quasi tutte le storie d’amore hanno una fine, anche quelle con i giochi da tavolo.

Quindi vi prego, non chiedetemi di giocare a Evo…

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note per i non addetti ai lavori:
(*) meeples, quei segnalini di legno che muovete sulla plancia
(**) detto anche fattore culo. Non conta quanto giochi bene, conta quanto culo hai
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5 thoughts on “Giocando si cambia – ovvero i giochi che non amo più: Evo.”

    1. secondo me semplicemente nessuno ti ha fatto provare i giochi moderni… Monopoli, Risiko e Visula Game sono proprio bruttissimi. Come fa uno ad appassionarcisi?!?

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  1. grazie al piffero, io non gioco a certi giochi neanche sotto minaccia di torture atroci. Non gioco più neppure a giochi molto più belli, quali quello di questo articolo…

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