il mondo attorno

il giorno della memoria

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

Jorge Luis Borges (I gusti)

Questa è la mia poesia per il giorno della memoria. Non sempre e non solo serve ricordare gli orrori che sono stati (e che vengono tutt’ora) commessi in nome di una qualche ideologia, religione o ragion politica. A volte serve anche ricordare cosa ci rende diversi da chi considera accettabili certi avvenimenti, cosa ci rende ‘giusti’, capaci di distinguere la normalità dall’orrore.

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