live @ Torino Beach

contrattazione periodica

Credo nelle cose chiare. Nelle cose esplicite e, concordate, condivise. E credo che le cose cambino, e cambino in fretta, a volta più in fretta di quello che uno penserebbe o vorrebbe.

Non credo nell’amore eterno, non ci ho mai creduto. Ho creduto, e forse credo ancora, nel fatto che due persone per un certo periodo possano volersi bene, e possano prendere accordi per stare bene insieme, per il poco tempo che dura. “Accordi”, in questo caso, è la parola chiave. Ci si mette davanti ad un tavolino, una bella birra e un po’ di coraggio e ci si parla. Si esplicita cosa si prova, cosa si vuole, se e come si vuole andare avanti. Ci si mette d’accordo. Siccome l’amore, se esiste, non è eterno, gli accordi sono soggetti a revisione periodica – come i contratti di prova lavorativi.

Mi è capitato di avere una storia, a volte capita anche a me. Mi è capitato – a un certo punto – di avere una storia con qualcuno che non inorridisse alla questione della ricontrattazione periodica. Si da il caso, però, che, in tal frangente, in fase iniziale non vennero presi accordi e il caso volle che il giorno teorico di prima ricontrattazione io fossi altrove, persa in qualcuna delle mie nobili inutili attività (dicesi sindrome da Trilly). Qualche tempo dopo tra lo scherzoso e il furbesco me ne salto fuori con la seguente frase:

– ma tu non puoi accampar pretese, non abbiamo mai preso accordi…

– sisi, li abbiamo presi – dice lui, e, alla mia faccia a dir poco stupita, prosegue – tu non c’eri, non sei venuta, ma io ho esposto il mio punto di vista e tu non hai protestato. Si chiama silenzio-assenso.

– e a cosa avrei assentito? – proseguo io incupendomi…

segue la più improbabile lista delle cose a cui mai e poi mai sulla faccia di questa terra avrei assentito.

Rido, e mi annoto, per la prossima vita, di ricordare di presentarmi agli appuntamenti di revisione periodica.

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3 thoughts on “contrattazione periodica”

  1. Concordo! Basta anche un caffè,un tè o anche un bicchiere d’acqua. Ma per Dio parlare..comunicare e condividere di persona! Il problema più grande è che le persone tremano all’idea di aprirsi,perchè hanno paura di diventare vulnerabili! Ci vuole coraggio si.

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