live @ Torino Beach

E sei un anno vigliacco.

Avevo cominciato a sperare che almeno per quest’ultimo mese il bastardo mollasse la presa… ma anche no, il vigliacco non molla mai. Evidentemente è nato sabaudo.

Ci sono anni che scivolano dolci e lenti, tranquilli e anni così, come il 2014, che vanno avanti a strattoni, sfiga e rivoluzioni e che ti fanno sudare ogni cazzo di metro. Non sono necessariamente assolutamente brutti, o tutti negativi, ma li vivi con il kit del pronto soccorso nello zaino e l’ansia appollaiata sulle spalle come un gatto molesto.

Lui è cominciato così, con i lividi, l’incazzatura e l’ansia. E finisce nello stesso modo, lo stronzo. Ormai quando sento odore di sorprese, mi metto il casco, la tartaruga e mi nascondo in posizione anti-terremoto sotto la scrivania.

Di quest’anno che si chiude così, in un rush finale di fastidio, non so fare un bilancio. Ci sono state cariolate di merda in quantità industriale e quintali di belle avventure. Benché sia stato un anno turbolento e faticoso, e sicuramente uno degli anni più complicati che abbia visto passare, tutto sommato credo che sia stato meno pessimo del 2013. Forse.

Bene, siamo agli scoccioli, aspettiamo il 2015 con elmo e cotta di maglia.

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